Controllo della Corte dei conti sull’AdSP per legalità e tempestività gestionale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 38 del 30.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’ambito del controllo sulla gestione finanziaria di un ente pubblico non economico soggetto alla propria vigilanza, verifica la regolarità e la legittimità dell’azione amministrativa, la conformità dell’operato dell’ente alla normativa di settore e il rispetto dei principi di efficienza, efficacia ed economicità. L’ente è tenuto a conformarsi alle disposizioni vigenti in materia di affidamento dei contratti pubblici, a garantire la tempestività nell’adozione degli atti di programmazione e di gestione e a predisporre gli strumenti regolamentari e contabili previsti dalla legge, come il regolamento di amministrazione e contabilità. L’eventuale applicazione di misure agevolative, come la riduzione di diritti o canoni, deve avvenire nel rispetto dei principi di ragionevolezza e di proporzionalità.
Il Fatto
La Corte dei conti ha svolto il controllo sulla gestione finanziaria dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale (AdSP) per l’esercizio 2023. L’ente, sottoposto alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, gestisce un network di porti che si è ampliato nel tempo fino a comprendere gli scali di Palermo, Termini Imerese, Trapani, Porto Empedocle, Gela, Licata e Sciacca.
La Motivazione della Corte
L’analisi della Sezione si è concentrata su diversi profili di criticità. Un primo aspetto riguarda la commissariamento dell’ente a seguito della scadenza dell’incarico del Presidente e del Comitato di gestione: la Corte ne prende atto ma ribadisce l’importanza di un tempestivo rinnovo degli organi per garantire la piena funzionalità.
In materia di concessioni di beni demaniali e affidamento di contratti pubblici, la Sezione richiama l’attenzione dell’AdSP, del Collegio dei revisori e dell’Amministrazione vigilante sul rispetto delle norme. Emerge con particolare evidenza il caso dell’estensione dei servizi di interesse generale ad altri porti, che l’Anac ha ritenuto non conforme alla normativa di settore, configurandola come modifica sostanziale non legittimabile secondo l’art. 175 d.lgs. n. 50/2016.
Le verifiche contabili evidenziano poi l’inosservanza dei termini per l’adozione di alcune variazioni di bilancio e la mancata adozione, da parte dell’ente, di un nuovo regolamento di amministrazione e contabilità. La Corte osserva anche un generale ritardo nei tempi di programmazione finanziaria, che comporta un elevato ricorso a variazioni di bilancio, e segnala la necessità di una migliore gestione della cassa, visto il significativo scostamento tra previsioni e riscossioni/pagamenti effettivi.
Infine, in merito all’attività promozionale, la Sezione prende atto delle misure di riduzione dei diritti portuali adottate dall’AdSP, ma esprime perplessità in ordine all’effetto retroattivo di alcune di esse, auspicando per il futuro una più accurata valutazione preventiva dell’impatto finanziario.
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Nota della Redazione
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