Gestione crediti di giustizia e Fondo unico: l’esito del controllo sulla gestione finanziaria 2024 di Equitalia giustizia (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 173 del 01.09.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria di una società in house, verifica l’attuazione delle direttive ministeriali, l’equilibrio economico-finanziario e l’aderenza dell’operato dell’ente ai canoni di efficienza, efficacia ed economicità. L’attività di un gestore di crediti pubblici e di fondi destinati a finalità di giustizia, come Equitalia giustizia Spa, è sottoposta al sindacato della Sezione del controllo sugli enti, che riferisce al Parlamento ex art. 7 della legge n. 259/1958, non essendo la società estranea al circuito di finanza pubblica. La corretta tenuta di scritture separate per la gestione del Fondo unico giustizia e la puntuale rendicontazione dei flussi in entrata e in uscita rappresentano elementi essenziali per la legittimità dell’azione amministrativa, con particolare riguardo alla destinazione delle somme sequestrate e confiscate.
Il Fatto
Equitalia giustizia Spa, società a partecipazione pubblica e in house del Ministero della giustizia, è stata sottoposta al controllo della Corte dei conti, in base all’art. 12 della legge n. 259/1958, e la Sezione del controllo sugli enti ha esaminato la gestione finanziaria per l’esercizio 2024. La società svolge attività istituzionali affidate dal Ministero della giustizia, tra cui la gestione dei crediti relativi a spese di giustizia e pene pecuniarie e la gestione del Fondo unico giustizia, alimentato da risorse derivanti da sequestri e confische.
La Motivazione della Corte
La Corte dei conti ha svolto un’analisi approfondita delle risultanze del bilancio 2024, evidenziando un utile netto di 1,018 mln di euro, in aumento rispetto agli 0,876 mln del 2023, e un patrimonio netto di 13,14 mln. Ha poi osservato l’andamento della gestione dei crediti di giustizia, il cui valore in magazzino è aumentato del 2,5 per cento, raggiungendo quota 1.640,78 mln di euro, con una riduzione della giacenza dei sotto-fascicoli da lavorare dell’11 per cento. Per il raggiungimento degli obiettivi, la società ha incassato il 100 per cento dei costi sostenuti e il contributo complessivo è stato di 21,8 mln di euro.
Per quanto concerne il Fondo unico giustizia, la Sezione ha accertato che la società ha prodotto un utile di gestione finanziaria di 35,55 mln, il risultato più alto mai conseguito dal 2008, e ha contribuito al bilancio dello Stato con versamenti per oltre 237 mln. Il controllo ha inoltre riguardato il rispetto delle norme sul contenimento della spesa pubblica, con la società che ha versato allo Stato i risparmi derivanti dall’applicazione delle disposizioni di legge, per un totale di oltre 967.000 euro.
La Corte ha dato atto della revisione del modello organizzativo aziendale, finalizzato a supportare la fase di sviluppo, e ha preso atto con favore dell’intenzione della società di rafforzare il presidio legale interno al fine di ridurre il ricorso a professionisti esterni per la gestione del contenzioso. Ha infine raccomandato di incrementare la riduzione dell’arretrato, in considerazione della diminuzione delle nuove richieste di recupero del contributo unificato.
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Nota della Redazione
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