Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria dell’Istat: equilibrio e sostenibilità (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 151 del 28.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti al proprio vaglio, verifica la regolarità contabile e la conformità dell’azione amministrativa ai principi di efficacia, efficienza ed economicità, riferendo al Parlamento l’esito di tale controllo. In tale ambito, la sussistenza di un avanzo economico non è di per sé indice di una gestione sana, ove essa sia sostenuta, anche solo in parte, dall’utilizzo di riserve vincolate e non da un equilibrio tra ricavi e costi di competenza. È onere dell’ente sottoposto a controllo garantire la sostenibilità prospettica del proprio bilancio, attuando una programmazione gestionale accurata, in particolare laddove l’attività istituzionale dipenda da fonti di finanziamento dedicate e pluriennali. La tempestività nel rinnovo degli organi di governo e di controllo è assimilata a un adempimento di buona amministrazione, la cui carenza è oggetto di specifica raccomandazione da parte del giudice contabile.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha deliberato la relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) per l’esercizio 2024. L’Istat, ente pubblico di ricerca, è sottoposto al controllo della Corte ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958, con le modalità confermate dall’art. 14, secondo comma, del d.lgs. n. 218 del 2016. Il controllo ha riguardato il bilancio consuntivo dell’esercizio, trasmesso alla Corte con le relazioni del Presidente e del Collegio dei revisori, e ha esteso la propria analisi agli eventi di maggior rilievo verificatisi successivamente alla chiusura dell’esercizio, inclusi gli aggiornamenti organizzativi e l’attuazione di progetti finanziati dal PNRR.
La Motivazione della Corte
La Corte ha svolto un esame analitico dei risultati contabili della gestione. Dall’analisi dello stato patrimoniale è emerso un patrimonio netto di 250,11 milioni di euro, in incremento di 13,44 milioni rispetto al 2023, quale diretta conseguenza dell’avanzo economico d’esercizio. La Corte ha però rilevato che l’avanzo di 13,44 milioni di euro deriva per 4,39 milioni dalla gestione ordinaria e per la quota prevalente di 9,05 milioni dalla parte censuaria, finanziata da specifiche e vincolate autorizzazioni di spesa. Ha quindi posto l’accento sulla necessità di una accorta programmazione gestionale, segnalando che la gestione dell’attività censuaria ha richiesto l’utilizzo di riserve vincolate per 6,74 milioni di euro, a copertura di costi eccedenti le autorizzazioni annuali, con conseguente effetto sulla sostenibilità prospettica delle attività. La Corte ha verificato il rispetto del limite di spesa per l’acquisto di beni e servizi di cui all’art. 1, commi 590 e ss., della legge n. 160 del 2019, attestato dall’ente, nonché il miglioramento dell’indicatore di tempestività dei pagamenti, attestatosi a -7,25 giorni. Quanto all’assetto organizzativo, la Corte ha dedicato attenzione alla riorganizzazione della macrostruttura, resa operativa dal 1° gennaio 2025, e all’istituzione del servizio per la cybersicurezza in attuazione del d.lgs. n. 138 del 2024. Inoltre, ha ricostruito il quadro delle partecipazioni societarie detenute dall’Istat, soffermandosi sulla partecipazione in 3-I Spa e sulla situazione di Ancitel Spa in liquidazione. Infine, la Corte ha formulato una raccomandazione sulla tempestività del rinnovo degli organi, avendo registrato, per il Consiglio d’Istituto e per il Comstat, periodi di vacanza o di prorogatio che avevano superato i termini ordinari. All’esito dell’esame, la Corte ha comunicato alle Presidenze delle Camere il conto consuntivo e la relazione deliberata.
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Nota della Redazione
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