Art. 467 c.c. Nozione

La rappresentazione fa subentrare i discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l’eredità o il legato. Si ha rappresentazione nella successione testamentaria quando il testatore non ha provveduto per il caso in cui l’istituito non possa o non voglia accettare l’eredità o il legato, e sempre che non si tratti di legato di usufrutto o di altro diritto di natura personale.

L’art. 467 c.c. disciplina la rappresentazione: il meccanismo con cui i discendenti di chi non può o non vuole accettare un’eredità subentrano al suo posto, nel medesimo luogo e grado. È la norma che evita che l’assenza di un chiamato — per morte, rinuncia o altra causa — escluda automaticamente l’intero suo ramo familiare dalla successione. Trova applicazione ogni volta che un chiamato premuore al defunto, rinuncia, o comunque non può o non vuole accettare, e ha lasciato discendenti.

Cosa prevede l’articolo 467 c.c.

«Il discendente legittimo o naturale (rappresentante), nel subentrare nel luogo e nel grado dell’ascendente (rappresentato) — che non possa o non voglia accettare l’eredità — succede direttamente al de cuius, sicché immutato rimane l’oggetto della delazione dell’eredità che gli viene devoluta nella medesima misura che sarebbe spettata al rappresentato» (Cass. 20018/2004; Cass. 12496/2007; così Cass. 594/2015).

Un punto è quindi decisivo fin da subito: il rappresentante non succede al rappresentato, ma direttamente al defunto, ricevendo esattamente ciò che sarebbe spettato al rappresentato.

La rappresentazione opera tanto nella successione legittima quanto in quella testamentaria, ma nella successione testamentaria resta subordinata alla mancata previsione di una sostituzione da parte del testatore (art. 688 c.c.): se il testatore ha già indicato chi succede in caso di mancata accettazione dell’istituito, prevale questa volontà (il cosiddetto favor testamenti) e la rappresentazione non si applica.

La rappresentazione non ha luogo nei legati di usufrutto né, più in generale, nei diritti di natura personale indicati dal secondo comma dell’art. 467 c.c.: in questi casi la vacanza dell’attribuzione segue le regole proprie dell’istituto concorrente applicabile, e non quelle del subentro per stirpi (art. 674 c.c.).

Applicazione pratica

Il rappresentante deve possedere requisiti propri e accettare autonomamente

Il rappresentante deve possedere in proprio i requisiti per succedere al defunto e deve autonomamente accettare l’eredità, non essendo sufficiente la sola operatività della delazione (Cass. 1460/2025; Trib. Udine 185/2024). Ogni rappresentante, quindi, va valutato singolarmente: capacità di succedere e volontà di accettare non si trasmettono automaticamente dal rappresentato.

Il rappresentante è successore proprio, non del rappresentato

«Anche se subentrano in un diritto destinato all’ascendente, i rappresentanti esercitano un diritto proprio, qualificandosi come diretti successori del defunto: da ciò consegue che i rappresentanti hanno una relazione diretta con l’eredità del defunto e devono imputare in collazione le donazioni ricevute dal de cuius e non possono succedergli se indegni nei suoi confronti, mentre possono esercitare il loro diritto successorio se indegni nei confronti del rappresentato, ed anche se abbiano rinunziato alla sua eredità: chi succede per rappresentazione non è successore del rappresentato, ma del rappresentante» (Cass. 24216/2018).

Questo principio ha conseguenze pratiche importanti: l’indegnità o la rinuncia rilevano solo nel rapporto diretto tra rappresentante e defunto — non nel rapporto tra rappresentante e rappresentato. Un discendente può quindi succedere per rappresentazione anche se in passato era indegno verso il proprio genitore (il rappresentato), o anche se aveva rinunciato alla di lui eredità: ciò che conta è la sua posizione rispetto al defunto originario.

I presupposti tipici: premorienza e rinuncia

La premorienza del rappresentato costituisce il presupposto tipico e più frequente della rappresentazione, perché il primo chiamato non può acquistare un’eredità apertasi dopo la propria morte. La rinuncia del rappresentato integra espressamente il caso in cui il chiamato non vuole accettare, e consente ai suoi discendenti di subentrare per rappresentazione (art. 519 c.c.). La disciplina della rinuncia va coordinata con gli artt. 522 e 523 c.c., che fanno salva la rappresentazione rispetto all’accrescimento e alla devoluzione ulteriore.

La ratio: tutela della stirpe familiare

La ratio dell’istituto è la tutela della stirpe familiare: evitare che la mancanza di un chiamato determini l’esclusione dell’intero suo ramo discendente dalla successione, garantendo così la conservazione del patrimonio del defunto nell’ambito della cerchia familiare più prossima.

Nella successione testamentaria: operatività sussidiaria

Nella successione testamentaria, l’operatività dell’istituto è sussidiaria e residuale rispetto alla volontà del testatore: ai sensi del secondo comma dell’art. 467 c.c., la rappresentazione ha luogo soltanto qualora il testatore non abbia altrimenti disposto per il caso in cui l’istituito non possa o non voglia accettare. Ove il testatore abbia nominato un sostituto ai sensi dell’art. 688 c.c., il meccanismo della rappresentazione rimane escluso. In questo senso, l’interpretazione della volontà del testatore, ai fini della distinzione tra istituzione di erede e legato, riveste rilievo anche per l’individuazione del perimetro della rappresentazione (Cass. 22039/2019).

Giurisprudenza: gli orientamenti principali

Il rappresentante succede direttamente al defunto

Problema: se il rappresentante succeda al rappresentato o direttamente al de cuius. Principio: succede direttamente al defunto, nella stessa misura che sarebbe spettata al rappresentato (Cass. 594/2015; Cass. 20018/2004; Cass. 12496/2007). Conseguenza pratica: l’oggetto della delazione resta identico a quello che sarebbe spettato al rappresentato, senza alterazioni.

Requisiti propri e accettazione autonoma del rappresentante

Problema: se basti la delazione a favore del rappresentato perché il rappresentante acquisti l’eredità. Principio: no, il rappresentante deve possedere in proprio i requisiti per succedere e deve accettare autonomamente (Cass. 1460/2025; Trib. Udine 185/2024). Conseguenza pratica: ogni rappresentante va valutato singolarmente, anche quando sono più di uno a subentrare allo stesso rappresentato.

Indegnità e rinuncia rilevano solo nel rapporto con il defunto

Problema: se l’indegnità o la rinuncia del rappresentante verso il rappresentato incidano sulla rappresentazione. Principio: no, ciò che conta è solo il rapporto diretto tra rappresentante e defunto (Cass. 24216/2018). Conseguenza pratica: un discendente indegno verso il proprio genitore, o che ha rinunciato alla di lui eredità, può comunque succedere per rappresentazione al defunto originario.

Interpretazione testamentaria e perimetro della rappresentazione

Problema: come incide la qualificazione di una disposizione — istituzione di erede o legato — sull’operatività della rappresentazione. Principio: l’interpretazione della volontà del testatore rileva anche per individuare il perimetro della rappresentazione (Cass. 22039/2019). Conseguenza pratica: prima di escludere o applicare la rappresentazione, va sempre chiarito se la disposizione in questione sia un’istituzione di erede o un legato, e di che natura.

Errori frequenti

  • Credere che il rappresentante succeda al rappresentato, anziché direttamente al defunto.
  • Pensare che basti la delazione a favore del rappresentato perché il rappresentante acquisti automaticamente l’eredità. Serve un’accettazione autonoma.
  • Ritenere che l’indegnità del rappresentante verso il rappresentato, o la sua rinuncia all’eredità di quest’ultimo, escluda la rappresentazione. Conta solo il rapporto con il defunto originario.
  • Applicare la rappresentazione anche ai legati di usufrutto o ad altri diritti di natura personale, che ne sono espressamente esclusi.
  • Trascurare che, nella successione testamentaria, la presenza di un sostituto nominato dal testatore esclude la rappresentazione.

Articoli collegati

Quando questa norma può creare problemi concreti

Le controversie sulla rappresentazione emergono tipicamente quando tra i discendenti del rappresentato ci sono situazioni pregresse complicate — rinunce, indegnità verso il genitore, testamenti che nominano sostituti senza esplicitarlo chiaramente. Prima di escludere o includere un discendente nella successione per rappresentazione,

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale.
Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali,
mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Potrebbero interessarti anche

ApprofondimentoSuccessioni e DonazioniApprofondimentoDomande frequenti su testamento ed ereditàApprofondimentoAccettazione dell’eredità: cosa fare e come funzionaApprofondimentoQuando il patrimonio del defunto è stato sostanzialmente esaurito dalle donazioni, il legittimario può agire in riduzione senza preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, anche se residua un relictum di valore irrisorioApprofondimentoRinuncia all’eredità: inammissibile revoca tacita per facta concludentia (Cass. civ. n. 6803/2026)PaginaArt. 669-octies.PaginaArt. 468.ApprofondimentoSospensione condizionale: il giudice dell’esecuzione può revocarla per i precedenti ostativi sopravvenuti tra primo e secondo grado (Cass. pen. 20361/2026)ApprofondimentoLa notifica dell’impugnazione non fa decorrere il termine breve (Cass. civ. Sez. II n. 18304 del 06.06.2026)ApprofondimentoPrezzo differito senza interessi e donazione indiretta (Cass. civ. Sez. II n. 12268 del 09.05.2025)ApprofondimentoChiamata in correità: la mera compatibilità non integra riscontro individualizzante (Cass. pen. Sez. I n. 31551/2026)ApprofondimentoIl giudicato sopravvenuto rende inammissibile l’impugnazione cautelare (Cass. pen. Sez. VI n. 31589/2026)ApprofondimentoRicettazione: recidiva reiterata e limiti al sindacato sulle prove (Cass. pen. Sez. VII n. 31628/2026)ApprofondimentoFondazioni liriche: abuso dei contratti a termine senza conversione (Cass. civ. Sez. L n. 24216 del 29.07.2026)ApprofondimentoAzione di riduzione e successioni separate: onere di distinta ricostruzione delle masse ereditarie (Cass. civ. Sez. 2 n. 24242 del 30.07.2026)ApprofondimentoUsucapione: domanda nuova in appello se muta il bene oggetto della pretesa e onere della prova (Cass. civ. Sez. 2 n. 24252 del 30.07.2026)ApprofondimentoControllo dei titoli del personale ATA: legittimità della verifica successiva e onere della prova (Cass. civ. Sez. L n. 24200 del 29.07.2026)ApprofondimentoRiduzione per lesione di legittima e inammissibilità dei motivi in doppia conforme (Cass. civ. Sez. II n. 24232 del 29.07.2026)ApprofondimentoGodimento esclusivo del bene ereditario e indennità di occupazione (Cass. civ. Sez. II n. 24054 del 27.07.2026)ApprofondimentoDelibera condominiale che vieta scavi nel sottosuolo per tutela della statica e del pari uso (Cass. civ. Sez. II n. 23936/2026)ApprofondimentoRevocazione, errore di fatto e legittimazione del cessionario (Cass. civ. Sez. III n. 23642/2026)ApprofondimentoConfisca allargata e irretroattività: natura di misura di sicurezza (Cass. pen. Sez. 2 n. 24740/2026)ApprofondimentoCompensazione spese per contrasto giurisprudenziale di merito (Cass. civ. Sez. L n. 24394/2026)ApprofondimentoTerre di riforma agraria: senza vendita formale il fondo non cade in successione (Cass. civ. Sez. II n. 24375/2026)ApprofondimentoViolazione della garanzia di pacifico godimento nell’affitto di azienda (Trib. Siracusa n. 691/2026)ApprofondimentoRisoluzione per inadempimento nella fornitura di mascherine e onere probatorio del venditore (Trib. Prato n. 187/2026)ApprofondimentoRisoluzione per morosità e risarcimento del danno da occupazione (Trib. Pavia n. 691/2026)ApprofondimentoRisoluzione per inadempimento del venditore in preliminare di preliminare (Trib. Bergamo n. 433/2026)ApprofondimentoLegittimazione dell’erede all’azione di risoluzione e prova del pagamento (App. Messina n. 309/2026)ApprofondimentoConfisca penale ordinaria: prevale il pignoramento anteriore (Cass. civ. n. 31612/2025)ApprofondimentoFasce orarie per cottura cibi in regime 41-bis e onere di giustificazione (Cass. pen. n. 40420/2025)ApprofondimentoRevisione del giudicato e valutazione della prova nuova (Cass. pen. n. 40090/2025)ApprofondimentoPersistenza del pericolo di reiterazione e obbligo di dimora (Cass. pen. n. 39956/2025)ApprofondimentoAlimenti al genitore: il figlio che paga può agire in regresso, ma conta la capacità economica dei coobbligati (Trib. Ravenna 486/2026)ApprofondimentoIl donante non ha diritto alla badante se non prova la non autosufficienza e dispone di risorse adeguate (Trib. Novara 20 gennaio 2026)ApprofondimentoMorte dell’usufruttuario: la piena proprietà si consolida automaticamente nel nudo proprietario (Trib. Padova 861/2026)ApprofondimentoIl coniuge separato perde il diritto di abitazione se la casa non conserva un legame familiare (Trib. Cagliari 12/02/2026)ApprofondimentoDivisione ereditaria: assegnazione dei beni e conguaglio secondo il progetto del CTU (Trib. Vicenza 23/01/2026)ApprofondimentoLa vendita forzata della nuda proprietà non estingue l’usufrutto già trascritto (App. Reggio Calabria 312/2026)ApprofondimentoAuto pagata da un coniuge e intestata all’altro: è donazione indiretta solo con prova rigorosa dell’animus donandi (Cass. 10388/2026)ApprofondimentoErede con beneficio d’inventario: il debito tributario è esigibile solo a liquidazione chiusa e in presenza di un residuo attivo (Cass. trib. 20852/2026)ApprofondimentoRicevere un atto notificato agli eredi non equivale ad accettare l’eredità (Cass. 3267/2026)ApprofondimentoDivisione ereditaria: se il conguaglio è sproporzionato viene meno la comoda divisibilità e si applica l’art. 720 c.c. (Cass. 3703/2026)ApprofondimentoCappella gentilizia: il diritto di sepolcro segue la volontà del fondatore, non la prassi dei discendenti (Cass. 20252/2026)ApprofondimentoTestamento olografo e falsità: la valutazione della c.t.u. grafologica è giudizio di fatto difficilmente ribaltabile in Cassazione (Cass. 20524/2026)ApprofondimentoDue testamenti olografi in conflitto: quello posteriore autentico revoca il precedente e la querela di falso segue regole rigorose (Cass. 18811/2026)ApprofondimentoDebiti tributari del defunto: la dichiarazione dei redditi “da erede” non vale accettazione dell’eredità (Cass. trib. 17703/2026)ApprofondimentoTestamento olografo con la sola indicazione dell’anno: è annullabile; la convalida ex art. 590 c.c. va provata da chi la eccepisce (Cass. 17356/2026)ApprofondimentoBeneficio d’inventario: l’erede non è esente dai debiti tributari del de cuius, ma il giudice deve verificare il residuo attivo (Cass. trib. 33325/2025)ApprofondimentoArt. 606 c.c. Nullità del testamento per difetto di formaPaginaCalcolo Usufrutto e Nuda ProprietàApprofondimentoAzione di riduzione per lesione di legittima: il conguaglio divisionale va calcolato al valore attuale del bene, non a quello dell’apertura della successione (ord. 32056/2025)ApprofondimentoAzione di rivendica tra coeredi: la probatio diabolica si attenua se il convenuto non contesta la proprietà del comune dante causaApprofondimentoAnnullamento del testamento per dolo: non basta la pressione psicologica, serve la prova di mezzi fraudolenti idonei a trarre in inganno il testatorePaginaCalcolo Quote EreditariePaginaCalcolo Imposta di SuccessioneApprofondimentoSi può donare senza notaio?ApprofondimentoImmobile ricevuto in donazione: cosa cambia con la legge 182/2025ApprofondimentoDonazione a catena e donatario insolvente: chi paga la legittima lesa?ApprofondimentoL’appaltatore può agire direttamente contro il singolo condominoApprofondimentoImpugnare o revocare una donazione: guida alla distinzioneApprofondimentoLegittima e divisione dell’eredità tra gli erediApprofondimentoL’inventario dei beni: guida completa su come funziona e perché è così importanteApprofondimentoDiseredazione: come escludere un erede dal testamentoApprofondimentoDomande frequenti sulla donazioneApprofondimentoVendere beni ereditari quando l’erede è un minore o un incapaceApprofondimentoArt. 808 c.c. Effetti nei riguardi dei terziApprofondimentoArt. 809 c.c. Norme sulle donazioni applicabili ad altri atti di liberalitàApprofondimentoArt. 790 c.c. Riserva di disporre di cose determinateApprofondimentoArt. 806 c.c. Inammissibilità della rinunzia preventivaApprofondimentoArt. 791 c.c. Condizione di riversibilitàApprofondimentoArt. 807 c.c. Effetti della revocazioneApprofondimentoArt. 792 c.c. Effetti della riversibilitàApprofondimentoArt. 793 c.c. Donazione modaleApprofondimentoArt. 794 c.c. Onere illecito o impossibileApprofondimentoArt. 795 c.c. Divieto di sostituzioneApprofondimentoArt. 796 c.c. Riserva di usufruttoApprofondimentoArt. 797 c.c. Garanzia per evizioneApprofondimentoArt. 798 c.c. Responsabilità per vizi della cosaApprofondimentoArt. 799 c.c. Conferma ed esecuzione volontaria di donazioni nulleApprofondimentoArt. 800 c.c. Cause di revocazioneApprofondimentoArt. 801 c.c. Revocazione per ingratitudineApprofondimentoArt. 802 c.c. Termini e legittimazione ad agireApprofondimentoArt. 803 c.c. Revocazione per sopravvenienza di figliApprofondimentoArt. 788 c.c. Motivo illecitoApprofondimentoArt. 804 c.c. Termine per l’azioneApprofondimentoArt. 789 c.c. Inadempimento o ritardo nell’esecuzioneApprofondimentoArt. 805 c.c. Donazioni irrevocabiliApprofondimentoArt. 771 c.c. Donazione di beni futuriApprofondimentoArt. 772 c.c. Donazione di prestazioni periodicheApprofondimentoArt. 773 c.c. Donazione a più donatariApprofondimentoArt. 774 c.c. Capacità di donareApprofondimentoArt. 775 c.c. Donazione fatta da persona incapace d’intendere o di volereApprofondimentoArt. 776 c.c. Donazione fatta dall’inabilitatoApprofondimentoArt. 777 c.c. Donazioni fatte da rappresentanti di persone incapaciApprofondimentoArt. 778 c.c. Mandato a donareApprofondimentoArt. 779 c.c. Donazione a favore del tutore o protutoreApprofondimentoArt. 782 c.c. Forma della donazioneApprofondimentoArt. 768-quinquies c.c. Vizi del consensoApprofondimentoArt. 783 c.c. Donazioni di modico valore
Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *