La Corte dei conti sul controllo di gestione dell’INGV per l’esercizio 2024 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 164 del 04.08.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti pubblici di ricerca, verifica l’osservanza delle disposizioni di contenimento della spesa e la corretta applicazione delle norme in materia di personale e di affidamento di incarichi. In particolare, rammenta che le norme speciali per le assunzioni del personale di ricerca, in quanto derogatorie, sono di stretta interpretazione. Gli incarichi di consulenza devono essere conferiti nella misura strettamente necessaria, previa verifica dell’incapacità delle risorse interne e nel rispetto dei presupposti di legge. La Sezione valuta il risultato finanziario e la consistenza dei residui, sollecitando una gestione oculata e il contenimento dei costi.
Il Fatto
La relazione riguarda il controllo eseguito dalla Corte dei conti sulla gestione finanziaria dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) per l’esercizio 2024. L’INGV è un ente pubblico di ricerca a carattere non strumentale, vigilato dal Ministero dell’università e della ricerca, che opera come struttura operativa nazionale del Servizio di protezione civile. L’esame ha riguardato il rendiconto generale dell’ente, trasmesso alla Corte ai sensi dell’art. 4 della l. n. 259 del 1958, e ha portato all’approvazione della deliberazione n. 164/2026, comunicata alle Presidenze delle Camere.
La Motivazione della Corte
La Corte, dopo aver ricostruito il quadro normativo di riferimento, ha verificato la regolarità della gestione. Pur non rilevando gravi irregolarità, ha evidenziato alcune criticità e formulato raccomandazioni. Con riguardo al personale, ha sottolineato la necessità di rispettare le deroghe per le assunzioni e ha richiamato l’attenzione sull’uso degli incarichi di collaborazione, invitando l’ente a ricorrervi solo in caso di accertata incapacità delle strutture interne.
La Sezione ha poi analizzato i risultati contabili. Il risultato finanziario è crollato da euro 45.026.263 del 2023 a euro 1.123.853 del 2024, con una flessione del 97,5% dovuta al decremento delle entrate, in particolare dei trasferimenti correnti. È invece aumentato l’avanzo di amministrazione, passato a euro 184.734.940 (+2,1%), principalmente per l’incremento della consistenza di cassa. La gestione dei residui mostra un lieve rallentamento nello smaltimento, con i residui attivi in calo e quelli passivi in aumento.
Pur prendendo atto delle azioni correttive, la Corte ha rinnovato l’invito a proseguire nell’opera di verifica dei residui e ha rappresentato l’importanza di una gestione improntata al contenimento dei costi. Ha infine raccomandato la tempestività nelle procedure di rinnovo degli organi. Sotto il profilo organizzativo, ha rilevato che gli affidamenti diretti continuano a rappresentare la quasi totalità delle procedure, richiamando l’ente al rispetto del divieto di frazionamento e del principio di rotazione.
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Nota della Redazione
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