La Corte dei conti certifica il deficit del Coni e l’aumento delle esternalizzazioni (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 158 del 27.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’ambito del controllo sulla gestione finanziaria degli enti pubblici, verifica la legittimità e l’efficacia dell’azione amministrativa, segnalando le criticità gestionali e raccomandando il rispetto dei principi di economicità, efficienza e rotazione degli incarichi. Un ente sottoposto a controllo deve garantire l’equilibrio di bilancio nel medio periodo, evitando che la copertura delle perdite avvenga tramite l’utilizzo di riserve patrimoniali o contributi statali straordinari. L’eccessivo ricorso ad affidamenti diretti e a forme di esternalizzazione è considerato sintomo di carenze strutturali nell’organizzazione, richiedendo un ridimensionamento a favore di procedure concorsuali e dell’utilizzo di mercati elettronici. La gestione di enti con attività poliedriche deve perseguire l’equilibrio gestionale delle singole aree di attività, in particolare quelle che generano deficit strutturali.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha esaminato la gestione finanziaria 2024 del Comitato olimpico nazionale italiano, ente pubblico non economico sottoposto al controllo della Corte ai sensi della l. n. 259/1958. L’ente, finanziato da un contributo statale ordinario, ha chiuso l’esercizio con un disavanzo economico di euro 484.365, ascrivibile alle gestioni dei Centri di preparazione olimpica, della Preparazione olimpica e dell’Istituto di medicina e scienza dello sport.
La relazione ha evidenziato un incremento della spesa per consulenze e collaborazioni e il perdurare di situazioni di squilibrio in alcune aree, portando la Corte a formulare specifiche raccomandazioni per il contenimento dei costi e della spesa pubblica.
La Motivazione della Corte
La Corte ha rilevato che il Coni ha chiuso il bilancio 2024 con un disavanzo di euro 484.365, coperto tramite l’utilizzo delle riserve di utili. Tale risultato è la somma algebrica del disavanzo della sede centrale (euro 685.746) e dell’avanzo dei Comitati regionali (euro 201.381). La Corte ha sottolineato la persistenza di deficit strutturali nei Centri di preparazione olimpica e nell’Istituto di medicina e scienza dello sport, raccomandando iniziative per ricondurre la gestione economica in equilibrio.
Un aspetto critico riguarda la contrazione delle disponibilità liquide, passate da 59,7 milioni di euro del 2023 a 32,6 milioni del 2024. La Corte ha evidenziato che tale flessione è dovuta principalmente alla gestione operativa, che ha assorbito risorse per 22,2 milioni, e agli investimenti effettuati nell’anno.
La Corte ha dedicato particolare attenzione all’attività negoziale, ravvisando un ricorso eccessivo ad affidamenti diretti, aumentati sia nel numero (607 nel 2024) sia nell’importo, sebbene sia stato riconosciuto il ricorso ad accordi quadro e convenzioni Consip. Ha, pertanto, raccomandato di ridimensionare tale prassi e di finalizzare l’attivazione dell’albo dei fornitori, per garantire la rotazione degli incarichi come previsto dall’art. 49 del d.lgs. n. 36/2023.
La Corte ha infine segnalato l’incremento del 51,52 per cento dei costi per consulenze e collaborazioni esterne (euro 7.130.450,53 nel 2024), raccomandando all’Ente di ricorrere a tali esternalizzazioni solo in presenza di esigenze straordinarie, di carenza di personale idoneo e nel rispetto di criteri di legalità e rotazione. Questi elementi sono considerati fondamentali per garantire l’equilibrio di bilancio e la sostenibilità finanziaria dell’ente nel medio periodo.
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Nota della Redazione
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