Silenzio della p.a. e sopravvenuto difetto di interesse alla decisione (TAR Campania n. 1266 del 30.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
In ossequio al principio dispositivo, applicabile anche al giudizio amministrativo, il giudice deve prendere atto della dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse del ricorrente alla decisione della causa. Ne consegue la declaratoria di improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., che impone al giudice di dichiarare improcedibile il ricorso quando nel corso del giudizio sopravvenga il difetto di interesse delle parti alla decisione. Il venir meno dell’interesse sopravvenuto determina l’esito in rito della controversia e giustifica, di regola, la compensazione delle spese di lite.
Il Fatto
Una società proprietaria di un immobile ha proposto ricorso avverso il silenzio inadempimento serbato dal Comune sull’istanza-diffida del 27 gennaio 2026, con cui aveva chiesto la conclusione del procedimento attivato con istanza del 10 dicembre 2004, presentata ai sensi della legge n. 326/2003 per il condono edilizio di un fabbricato. La ricorrente ha dedotto la violazione dell’art. 2 della legge n. 241/1990, rilevando il tenore meramente interlocutorio della nota comunale del 25 febbraio 2026, con cui l’Amministrazione aveva subordinato la definizione della pratica alla verifica della regolarità tributaria locale.
Nel corso del giudizio il Comune si è costituito eccependo l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, avendo rilasciato il permesso edilizio in sanatoria n. 5772 del 24 giugno 2026. All’udienza in camera di consiglio il difensore della ricorrente ha chiesto che il ricorso fosse dichiarato improcedibile per il sopravvenuto venir meno dell’interesse.
La Motivazione della Corte
Il Tribunale ha rilevato che la causa è stata trattenuta in decisione e che il difensore della ricorrente, a verbale, ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla pronuncia. Su tale dichiarazione il Collegio ha fondato l’esito in rito del giudizio.
Il percorso argomentativo muove dal principio dispositivo, che opera anche nel processo amministrativo. Il giudice, in presenza di una dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse, non può che prenderne atto, senza procedere all’esame del merito del silenzio contestato.
La conseguenza processuale è espressamente individuata nell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., che prevede la declaratoria di improcedibilità del ricorso quando, nel corso del giudizio, sopravvenga il difetto di interesse delle parti alla decisione.
Il Collegio ha richiamato a sostegno il consolidato orientamento giurisprudenziale, citando Consiglio di Stato, Sez. II, 26 maggio 2025, n. 4575, secondo cui il giudice deve prendere atto della dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse e applicare, per l’effetto, la citata disposizione codicistica.
Quanto alle spese, il Tribunale ha disposto la compensazione tra le parti in ragione dell’esito in rito della controversia, ordinando che la sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.