Certificazione positiva dell’ipotesi di accordo di settore su indennità e produttività del personale del Consiglio provinciale (Corte dei Conti Sez. contr. Trento n. 55 del 13.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La certificazione della Corte dei conti sulle ipotesi di accordo collettivo è condizione per la sottoscrizione definitiva e verifica sia l’attendibilità dei costi sia la loro compatibilità con le risorse disponibili nel bilancio. La verifica di attendibilità implica il riscontro della corrispondenza tra gli oneri indicati e gli stanziamenti di bilancio, nonché il rispetto del plafond di risorse fissato in sede di indirizzo. La verifica di compatibilità economica richiede la valutazione comparata tra la dinamica retributiva e l’andamento dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato, considerando anche l’incremento complessivo del monte salariale nel periodo di riferimento.
Il Fatto
L’Agenzia Provinciale per la Rappresentanza Negoziale ha siglato, in data 23 giugno 2026, l’ipotesi di accordo di settore per il personale non dirigenziale del comparto autonomie locali del Consiglio provinciale di Trento. L’accordo prevede incrementi dei fondi per l’indennità di area direttiva, per le particolari attività e per la quota obiettivi specifici del Fo.R.E.G., per un importo complessivo di euro 50.000 annui lordo oneri.
La deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 48 del 30 giugno 2026 ha subordinato la sottoscrizione definitiva alla previa certificazione positiva della Sezione di controllo della Corte dei conti di Trento, ai sensi dell’art. 2-bis del d.P.R. n. 305/1988.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ha accertato che le risorse destinate agli incrementi sono state individuate nel bilancio di previsione 2026-2028 e che i costi derivanti dall’ipotesi di accordo, quantificati con oneri riflessi al 38,8%, risultano pari a euro 49.968 per ciascun anno del triennio. Tale importo non eccede le disponibilità calcolate come differenza tra gli stanziamenti e la proiezione della spesa strutturale per il personale.
Il giudizio di compatibilità economica si fonda sulla comparazione tra l’incremento medio del monte retributivo, pari all’1,30%, e la perdita del potere d’acquisto stimata dagli indici IPCA, pari al 5,9% complessivo per il triennio 2025-2027. Il Collegio ha valorizzato anche la crescita del Pil provinciale prevista in termini reali e ha considerato l’aumento complessivo del 25,26% del monte retributivo per il periodo 2018-2027.
Alla luce della coerenza tra l’incremento contrattuale e il quadro macroeconomico, la Sezione ha espresso la certificazione positiva, ritenendo attendibili e compatibili i costi dell’ipotesi di accordo con le risorse disponibili nel bilancio del Consiglio provinciale.
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Nota della Redazione
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