Controllo Corte dei conti sulla SAIA: criticità negli organi e passaggio alla contabilità armonizzata (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 89 del 20.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria di un ente pubblico non economico, verifica la regolarità dell’iter di approvazione dei documenti contabili e la tempestiva ricostituzione degli organi statutari, la cui vacanza prolungata integra una criticità in grado di compromettere la corretta rappresentazione delle risultanze di bilancio. L’allineamento al d.p.r. n. 97 del 2003 e l’adozione del piano dei conti integrato di cui al d.p.r. n. 132 del 2013 sono requisiti necessari per la corretta tenuta delle scritture e per l’avvio di un conto economico attendibile. L’ente pubblico non economico è tenuto all’osservanza dei vincoli di spesa e degli adempimenti in materia di trasparenza e anticorruzione, con specifico obbligo di pubblicazione dei dati sulla performance.
Il Fatto
La Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA), ente pubblico non economico vigilato dal Ministero della cultura e dal Ministero dell’università e ricerca, è stata sottoposta al controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria per l’esercizio 2023. L’ente è giunto a fine esercizio in una situazione di grave stallo istituzionale: il Consiglio di amministrazione era scaduto il 30 luglio 2023 e il Collegio dei revisori era decaduto già nel marzo 2022, senza che i Ministeri vigilanti avessero provveduto alle nuove nomine. Tale circostanza ha impedito la verifica e l’approvazione del rendiconto consuntivo 2023 da parte degli organi preposti.
Nel corso dell’esercizio, l’ente ha avviato il passaggio dal precedente sistema contabile al d.p.r. n. 97 del 2003, adottando i nuovi schemi di bilancio e il piano dei conti integrato. La Corte ha altresì rilevato che, pur essendo in vigore dal 2014 la figura del Responsabile anticorruzione, l’ente non aveva ancora adottato un Piano triennale per la prevenzione della corruzione.
La Motivazione della Corte
La Sezione del controllo sugli Enti ha incentrato la propria analisi su profili ordinamentali, organizzativi e contabili. In primo luogo, ha evidenziato la carenza dell’iter di approvazione del bilancio, conseguente alla mancata ricostituzione degli organi: il consuntivo 2023 è stato adottato con decreto direttoriale “nelle more delle verifiche di competenza”, senza il vaglio del Collegio dei revisori e senza la delibera del Consiglio di amministrazione. La Corte ha richiamato l’attenzione dei Ministeri vigilanti sulla necessità di sollecite designazioni per garantire una rappresentazione attendibile delle scritture contabili.
Sotto il profilo dei risultati, la Corte ha rilevato che il consuntivo 2023 si è chiuso con un disavanzo finanziario di -100.716 euro, in netto peggioramento rispetto all’avanzo dell’esercizio precedente, e con una riduzione dell’avanzo di amministrazione a 319.718 euro. La flessione delle entrate (-33,6 per cento) è stata determinata in buona misura dal calo delle partite di giro e dalla diminuzione dei contributi ministeriali, pur restando il contributo del Ministero della cultura la principale fonte di finanziamento. L’aumento delle spese correnti (+13,6 per cento) e delle spese in conto capitale (+343,6 per cento), dovuto principalmente agli interventi di manutenzione straordinaria sugli immobili, ha contribuito al risultato negativo.
La Corte ha inoltre segnalato con favore l’avvenuto allineamento al d.p.r. n. 27 febbraio 2003, n. 97, a partire dal 1° gennaio 2023, con l’adozione del nuovo software contabile e la prima redazione del conto economico, che ha registrato un avanzo di 8.612 euro. Ha però rilevato disallineamenti tra i residui passivi dello stato patrimoniale e quelli della situazione amministrativa, attribuiti dall’ente al passaggio al nuovo sistema informatico e corretti solo a partire dal 2024. Sul versante della trasparenza, è stata riscontrata l’assenza di pubblicazione dei dati sul sistema di misurazione e valutazione della performance.
Infine, la Corte ha osservato che l’ente ha rispettato il limite di spesa per beni e servizi, ma che resta critica la situazione del personale, con la sede romana che presenta da anni una dotazione largamente sottodimensionata rispetto al fabbisogno. Con determinazione n. 26 del 28 febbraio 2024, la Sezione ha disposto la cessazione del controllo sulla SAIA a decorrere dall’esercizio 2024, in ragione della tenuità del contributo ordinario statale, con la conseguenza che la presente relazione costituisce l’ultimo referto al Parlamento.
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Nota della Redazione
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