Gestione finanziaria Simest 2024: margine in crescita e vigilanza su costi e rischi (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 27 del 12.02.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’ambito del controllo sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti a verifica ai sensi della legge 21 marzo 1958, n. 259, referta al Parlamento sul risultato dell’esercizio. Il giudizio di regolarità contabile non si esaurisce nella constatazione dell’equilibrio economico-finanziario ma si estende alla verifica dell’economicità della gestione, con precipua attenzione all’andamento delle spese amministrative e di funzionamento. La funzione di controllo si traduce anche in raccomandazioni volte a preservare l’equilibrio patrimoniale, con specifico riguardo all’adeguatezza degli accantonamenti a fronte dei rischi connessi a una struttura finanziaria caratterizzata da partecipazioni il cui valore eccede il patrimonio netto. Alle relazioni è allegata la determinazione che dispone la trasmissione alle Presidenze delle Camere.
Il Fatto
La Società italiana per le imprese all’estero S.p.a. (Simest), società finanziaria a partecipazione pubblica controllata da Cassa depositi e prestiti, è sottoposta al controllo della Corte dei conti ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958. La Corte ha esaminato il bilancio dell’esercizio finanziario 2024, completo delle relazioni del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale, per verificare la regolarità della gestione e riferire al Parlamento, come previsto dall’art. 7 della medesima legge. L’attività di controllo si concentra sull’operato della società nell’anno in cui ha proseguito la sua funzione di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese italiane, sia attraverso risorse proprie sia mediante la gestione di fondi pubblici agevolativi, inclusi quelli afferenti al PNRR.
La Motivazione della Corte
La Sezione del controllo sugli Enti ricostruisce il quadro delle attività istituzionali della società, evidenziando come l’operatività nel 2024 sia stata caratterizzata da una pluralità di interventi normativi. Viene messo in risalto il ruolo di Simest quale intermediario attuatore per la sub-Misura PNRR dedicata al Fondo 394/81 e la gestione delle nuove misure, come quella per il continente africano istituita dall’art. 10 del decreto-legge n. 89 del 2024, che la Società ha dovuto implementare affiancando l’attività ordinaria. La Corte verifica il raggiungimento degli obiettivi istituzionali, tra cui il pieno utilizzo delle risorse PNRR e il supporto a un numero crescente di imprese, pur rilevando dati non sempre allineati nelle diverse parti della relazione.
L’analisi si concentra poi sull’andamento della gestione, rilevando un risultato d’esercizio in forte crescita. L’utile passa da 3,5 a 7,7 milioni di euro (+120 per cento) grazie principalmente all’aumento del margine di intermediazione, alimentato dalle commissioni attive per la gestione dei fondi pubblici. A questo positivo risultato economico, tuttavia, la Corte contrappone l’aumento rilevante delle spese amministrative (+27,9 per cento) e delle spese per il personale (+33,9 per cento), nonché il consistente incremento della spesa per collaborazioni esterne (da 6,4 a 9,2 milioni di euro). Su questi ultimi profili, l’Organo di controllo rinnova l’invito a una gestione più efficiente, contenendo la spesa entro i limiti delle effettive necessità, soprattutto dove la mole di lavoro possa essere assorbita dalle risorse interne.
Un ulteriore e delicato profilo di criticità è individuato nella struttura patrimoniale. Il valore delle partecipazioni detenute, pari a circa 646,8 milioni di euro, eccede in misura consistente il patrimonio netto della società (320,8 milioni). La Corte rileva il peggioramento del debito finanziario e della liquidità netta generata nell’esercizio, che risulta negativa. Pur non esprimendo un giudizio di non regolarità, il Collegio reputa necessario riproporre con forza la raccomandazione già avanzata nei precedenti referti: prestare particolare attenzione alla determinazione degli accantonamenti per fronteggiare i rischi derivanti da una simile struttura finanziaria.
In definitiva, la motivazione si sostanzia nella valutazione complessiva della gestione 2024, che porta la Sezione ad adottare la determinazione di comunicare alle Presidenze delle Camere il bilancio di esercizio e la relazione, quale atto conclusivo del controllo eseguito.
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Nota della Redazione
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