La Corte dei conti certifica il ruolo attuativo del GSE nella transizione energetica e nelle misure PNRR (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 3 del 19.01.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria del Gestore dei Servizi Energetici (GSE S.p.A.), ne verifica la conformità dell’operato agli indirizzi strategici del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e la corretta attuazione dei meccanismi di incentivazione, del ritiro dell’energia e delle misure di sostegno connesse al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nell’ambito delle verifiche, la Corte accerta l’adeguatezza dei sistemi di controllo interno e di gestione dei rischi (ERM), nonché il rispetto della disciplina sui controlli d’ufficio che, ai sensi dell’art. 42 del d.lgs. n. 28 del 2011, condiziona l’esercizio dei poteri di decadenza dagli incentivi alla sussistenza dei presupposti per l’autotutela. L’esito positivo del controllo non esclude l’obbligo per l’ente di proseguire nell’adeguamento della propria postura di sicurezza informatica e nel monitoraggio dei contenziosi, anche in materia di norma extra profitti.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti ha riferito al Parlamento, ai sensi dell’art. 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria del Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. per l’esercizio 2023. La società, interamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze, opera come soggetto attuatore delle politiche energetiche nazionali, vigilato dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. L’indagine ha riguardato l’assetto organizzativo e di governance, la gestione del personale e delle consulenze, l’attuazione dei programmi di incentivazione e dei progetti finanziati dal PNRR, la gestione dei contenziosi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società e del gruppo.
La Motivazione della Corte
La Corte ha preso atto del rafforzamento del ruolo istituzionale del GSE, che nel 2023 ha gestito circa due milioni di contratti, con un incremento del 23 per cento rispetto all’esercizio precedente, erogando oltre quindici miliardi di incentivi, principalmente a sostegno delle fonti rinnovabili. In tale contesto, ha evidenziato la crescita record di impianti fotovoltaici e la positiva gestione delle procedure di ammissione agli incentivi FER, con l’assegnazione di potenza attraverso bandi e aste.
Quanto all’attuazione del PNRR, la Corte ha rilevato che il GSE è stato individuato come soggetto attuatore, alla data del 30 giugno 2025, di otto misure, per le quali sono stati stanziati più di dodici miliardi di euro. Ha inoltre verificato lo stato di avanzamento dei progetti, tra cui “Parco Agrisolare” e CACER (comunità energetiche), segnalando l’ammissione di migliaia di istanze e la necessità di completare le procedure per il conseguimento dei target.
Con specifico riferimento ai controlli, la Corte ha ricordato la disciplina dell’art. 42 del d.lgs. n. 28 del 2011, che prevede la decurtazione degli incentivi per le violazioni di minore entità, in alternativa alla decadenza. Ha altresì richiamato la modifica normativa che impone al GSE, prima di disporre la decadenza, di verificare la sussistenza dei presupposti per l’esercizio dell’autotutela ai sensi dell’art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990.
La Corte ha inoltre esaminato l’impatto dell’attacco informatico subito nell’agosto 2022, apprezzando le attività di ripristino e le iniziative di rafforzamento della sicurezza informatica condotte nel 2023, tra cui l’implementazione di un Security Operations Center e l’adozione di una strategia di gestione delle vulnerabilità, anche in vista degli investimenti previsti dal PNRR in materia di cybersecurity.
Infine, l’organo di controllo ha analizzato la situazione dei contenziosi pendenti, tra cui i ricorsi avverso la delibera Arera sull’applicazione della c.d. norma extra profitti, e ha verificato l’andamento della spesa per il personale e per le prestazioni professionali, rilevando un incremento di circa quattro milioni di euro dei costi del lavoro del GSE, dovuto principalmente all’aumento dell’organico e al rinnovo del contratto collettivo.
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Nota della Redazione
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