Controllo sulla gestione finanziaria 2024 di Area Science Park: risultati contabili e progetti PNRR (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 49 del 10.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti sottoposti al proprio vaglio ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259/1958, verifica la legittimità, la regolarità e l’economicità della gestione, nonché il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica. L’esito positivo della gestione economica, evidenziato dall’utile d’esercizio, non esime l’ente dal monitorare l’equilibrio della gestione finanziaria, che può presentare un risultato negativo di competenza ascrivibile alla gestione in conto capitale. Tale disavanzo trova copertura nell’avanzo di amministrazione degli esercizi precedenti. La Corte valuta inoltre l’adeguatezza dei sistemi di controllo interno e il rispetto degli adempimenti in materia di società partecipate e di misure di prevenzione della corruzione.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti ha svolto il controllo sulla gestione finanziaria dell’Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste – Area Science Park per l’esercizio 2024. L’ente, sottoposto al controllo della Corte con decreto del Presidente della Repubblica del 9 giugno 1987 e inquadrato tra gli enti di ricerca, gestisce l’omonimo Parco scientifico e tecnologico, con finalità di promozione dell’innovazione e di trasferimento tecnologico alle imprese, anche tramite un articolato sistema di partecipazioni societarie. La missione dell’ente si realizza attraverso la gestione di infrastrutture di ricerca, l’ospitalità di organismi di ricerca e imprese insediate e la partecipazione a progetti finanziati da fonti nazionali e internazionali. Nel corso dell’anno sono proseguiti i progetti finanziati dal PNRR e sono state avviate nuove progettualità, richiedendo un costante presidio, anche sotto il profilo della prevenzione dei conflitti di interessi, come dimostra l’istituzione di un apposito registro per le gare d’appalto.
La Motivazione della Corte
La Corte ha riferito al Parlamento l’esito della verifica sulla gestione dell’ente, analizzando il quadro normativo di riferimento alla luce del d.lgs. n. 218/2016, che ha riordinato gli enti pubblici di ricerca. È stata esaminata la struttura organizzativa e l’andamento delle risorse umane, evidenziando un incremento del personale, attuato secondo il piano triennale dei fabbisogni. Il controllo ha accertato che l’ente ha dato corso agli obblighi di contenimento della spesa, alle misure anticorruzione e agli adempimenti sull’attività negoziale, adottando i programmi di acquisto e registrando un indice di tempestività dei pagamenti negativo, migliorativo rispetto all’anno precedente. Sul fronte delle società partecipate, è stata valutata la revisione periodica delle partecipazioni, in attuazione del Tusp, con la messa in liquidazione dell’ente strumentale, la cessione di una partecipazione e la razionalizzazione di altre.
La Corte ha poi preso in esame l’attività progettuale, con particolare riferimento alle progettualità finanziate dal PNRR, di cui ha verificato lo stato di avanzamento finanziario, sia al 31 dicembre 2024 sia al 30 giugno 2025, riscontrando che alcuni progetti risultavano conclusi o in linea con gli obiettivi intermedi. L’analisi dei risultati contabili ha messo in luce un risultato finanziario di competenza negativo per oltre 6 milioni di euro. Tale esito, come chiarito dalla Corte, è dipeso dal saldo negativo della gestione in conto capitale, a causa della flessione delle entrate in conto capitale, dopo l’ingente incasso di contributi nell’esercizio precedente, a fronte di spese per investimenti in aumento, connesse anche ai progetti PNRR. Tale risultato negativo è stato coperto dall’avanzo di amministrazione, che si è mantenuto positivo ma in flessione, così come la quota disponibile.
La Corte ha accertato che la gestione di parte corrente presenta un saldo positivo e in aumento, registrando un incremento delle entrate correnti, in particolare dei trasferimenti su progetto dello Stato, e una lieve diminuzione delle spese. La situazione dei residui è stata valutata positivamente, rilevando una riduzione dei residui attivi e un aumento di quelli passivi. Il controllo si è infine soffermato sul conto economico, che si è chiuso con un utile d’esercizio di circa 2,5 milioni di euro, in miglioramento rispetto all’anno precedente, confermando un trend economico favorevole. Tale utile, incrementando il patrimonio netto dell’ente, evidenzia una situazione di equilibrio economico pur in presenza di uno squilibrio finanziario di competenza, dovuto alla dinamica degli investimenti. Anche lo stato patrimoniale ha evidenziato una crescita dell’attivo e del patrimonio netto, mentre l’indebitamento per mutui è in costante riduzione.
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Nota della Redazione
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