Resto al Sud 2.0: il Collegio del controllo concomitante accerta la regolare attuazione dell’intervento (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 19 del 21.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
In sede di controllo concomitante sulla gestione, l’accertamento dello stato di attuazione di un intervento finanziato con risorse pubbliche postula la verificazione della coerenza delle attività svolte con il cronoprogramma e le finalità istituzionali della misura. Tale accertamento, che si fonda sulle risultanze istruttorie e documentali, si conclude con un esito positivo quando non emergano elementi di criticità gestionale, irregularità o presupposti per l’adozione di specifiche raccomandazioni. La deliberazione di accertamento non configura un provvedimento sanzionatorio ma un atto di verifica funzionale a garantire il corretto utilizzo delle risorse e il perseguimento degli obiettivi del programma.
Il Fatto
Il Collegio del controllo concomitante presso la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha proseguito l’attività istruttoria relativa alla misura agevolativa “Resto al Sud 2.0”, istituita dall’art. 18 del D.L. n. 60/2024 (c.d. DL Coesione). La misura sostiene l’avvio di attività imprenditoriali e libero-professionali nel Mezzogiorno a favore di giovani under 35 in condizioni di fragilità. L’istruttoria era stata avviata in continuità con la precedente deliberazione n. 48/2025/CCC.
L’Amministrazione ha riferito che lo sportello per la presentazione delle domande era stato aperto il 15 ottobre 2025, registrando circa 1.500 istanze; alla data del 19 marzo 2026 risultavano presentate 1.368 domande di cui 641 con iter di valutazione concluso. Alla data dell’audizione telematica del 15 aprile 2026 erano stati concessi contributi per 369 progetti, per un importo complessivo di 25,5 milioni di euro. La fase di erogazione dei contributi non era ancora stata avviata, essendo subordinata al decorso del termine previsto dalla disciplina attuativa, mentre il servizio di tutoring tecnico era stato attivato nel mese di gennaio 2026.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ha preliminarmente ricostruito il quadro normativo di riferimento, rilevando che il “Resto al Sud 2.0” prevede un voucher di avvio fino a 40.000 euro e contributi a fondo perduto differenziati per scaglioni di investimento, finanziati con risorse FSE+. Sono destinatari della misura i giovani in condizioni di marginalità o disoccupati di lunga durata, beneficiari di ammortizzatori sociali del programma GOL.
Quanto alla verifica attuativa, il Collegio ha dato conto delle risposte fornite dall’Autorità di Gestione in merito ai principali snodi operativi: la selezione delle domande era stata avviata dal 15 ottobre 2025; le concessioni sono state attivate da gennaio 2026 con contestuale avvio del tutoring tecnico; la fase di erogazione dei contributi è condizionata al decorso di tre mesi dalla data del provvedimento di concessione. Quote di anticipazione e saldi sono erogati da soggetto gestore durante l’attuazione dei progetti, secondo i flussi correlati ai piani di investimento.
Il Collegio ha valorizzato, quale elemento di garanzia, la stipula della convenzione per l’adozione di un conto corrente vincolato, funzionale a garantire certezza e tracciabilità dei flussi finanziari. Ha inoltre considerato che i costi di gestione dell’intervento sono stati sostenuti dal soggetto attuatore e la rendicontazione è rinviata alla completa elaborazione dei dati concernenti il personale impiegato.
All’esito complessivo dell’istruttoria, il Collegio ha ritenuto che lo stato di attuazione appaia coerente con i tempi di attivazione del progetto, essendo state svolte attività rilevanti e funzionali al raggiungimento delle finalità dell’intervento. Nessuna criticità gestionale è emersa, né risultano ricorrenti i presupposti per specifiche raccomandazioni. Il Collegio ha pertanto accertato, ai sensi dell’art. 100, secondo comma, Cost., lo stato di attuazione della misura, disponendo la trasmissione della deliberazione al Ministero del Lavoro e alle Commissioni parlamentari competenti.
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Nota della Redazione
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