Bilancio ASL, il controllo contabile della Corte dei conti (Corte dei Conti Sez. contr. Sardegna n. 25 del 27.01.2026)
Principi di diritto (Massima)
La ritardata approvazione del bilancio di esercizio da parte delle aziende sanitarie costituisce una violazione delle disposizioni di legge in materia di coordinamento della finanza pubblica, rilevante anche quando sia ascrivibile alla complessità di una riforma del servizio sanitario regionale: essa ritarda l’invio della relazione-questionario del collegio sindacale e impedisce alla Sezione regionale di controllo di avviare il prescritto controllo sulla gestione. L’accantonamento al fondo rischi e oneri deve essere operato in modo autonomo da ciascuna azienda, nel rispetto delle norme e dei principi contabili, con analitica indicazione in nota integrativa dei contenziosi e delle passività potenziali. La presenza di una cospicua mole di crediti verso la Regione e le altre aziende sanitarie richiede la costante verifica della loro esigibilità e della congruità del fondo svalutazione crediti, per prevenire riflessi negativi sugli equilibri di bilancio.
Il Fatto
La Sezione di controllo per la Regione Sardegna ha esaminato il bilancio di esercizio 2022 dell’ASL 8 di Cagliari, primo anno di operatività dell’Azienda, istituita a seguito della riforma del sistema sanitario regionale. L’ente è nato dallo scorporo della cessata ATS e ha incorporato presidi e dipartimenti da altre aziende. Il collegio sindacale ha trasmesso la relazione-questionario, dalla quale sono emerse criticità in ordine ai tempi di approvazione del bilancio, ai rapporti di debito e credito, al controllo dell’appropriatezza prescrittiva e alla gestione del rischio sanitario. A seguito della richiesta istruttoria, l’Azienda ha fornito riscontri, ma la Sezione ha ritenuto di dover accertare le irregolarità residue.
La Motivazione della Corte
La Sezione ha innanzitutto ricostruito il quadro economico-patrimoniale dell’Azienda, che ha chiuso l’esercizio con un risultato positivo, rispettando il vincolo di bilancio assegnato. L’analisi si è concentrata sul sistema di finanziamento: la Regione Sardegna, in quanto a statuto speciale, finanzia integralmente il proprio servizio sanitario senza apporti statali, circostanza valorizzata dalla Corte costituzionale con riferimento ai limiti all’intervento statale in materia di spesa sanitaria.
In relazione alla tardiva approvazione del bilancio, la Corte ha preso atto delle ragioni addotte dall’Azienda, riconducibili alla complessa attuazione della riforma regionale che ha comportato il trasferimento di funzioni e personale solo nel corso del 2023. Ciononostante, ha rilevato l’avvenuta violazione dei termini di legge, stigmatizzandola per le conseguenze sulla programmazione sanitaria e sui controlli, rammentando che tali previsioni sono riconducibili al coordinamento della finanza pubblica.
Quanto ai rapporti debitori e creditori, ha evidenziato una consistente mole di crediti verso Regione e altre aziende, regolarmente riconciliati, e debiti verso fornitori per oltre undici milioni di euro, con una quota scaduta limitata; l’indice di tempestività dei pagamenti risultava comunque negativo, indicando un pagamento anticipato rispetto ai termini. La Corte ha invitato l’Azienda a vigilare per prevenire ritardi e verificare l’attendibilità dei crediti.
In merito all’accantonamento al fondo rischi, la Sezione ha richiamato la necessità di una valutazione autonoma da parte dell’ente, con analitica indicazione dei contenziosi, e ha invitato a proseguire l’attività di monitoraggio dei controlli sull’appropriatezza prescrittiva e sul recupero delle liste d’attesa. Ha infine preso atto delle attività di risk management e dell’attuazione dei progetti PNRR, riservandosi verifiche sui bilanci successivi, e ha accertato formalmente le criticità e invitato l’ente a rimuoverle.
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Nota della Redazione
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