Fondo contrasto consumo suolo: accertato avanzamento, nessuna irregolarità gestionale (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 52 del 19.11.2025)
Principi di diritto (Massima)
In sede di controllo concomitante sulla gestione, il Collegio accerta lo stato di attuazione di una misura finanziata quando l’istruttoria documentale dimostri un effettivo, ancorché graduale, avanzamento delle fasi procedurali. Il ritardo nell’emanazione della fonte regolamentare che disciplina la misura costituisce una stagnazione procedurale imputabile al quadro normativo, non all’amministrazione, ove questa abbia successivamente attivato un ruolo proattivo di coordinamento. L’assenza di irregolarità gestionali esclude la formulazione di raccomandazioni, pur restando impregiudicato ogni successivo approfondimento istruttorio sull’efficacia della spesa e sul raggiungimento degli obiettivi programmatici.
Il Fatto
Il Collegio del controllo concomitante presso la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha condotto un’istruttoria sul Fondo per il contrasto al consumo del suolo, istituito dalla legge n. 197/2022 e disciplinato dagli art. 1, commi 695 e 696. La misura era già stata oggetto di precedenti accertamenti collegiali, che ne avevano registrato la lunga stasi procedurale dovuta al ritardo nell’adozione del decreto ministeriale attuativo.
Acquisito il D.M. n. 2/2025, recante i criteri di ripartizione del Fondo tra le Regioni, il Collegio ha proseguito l’istruttoria per verificare lo stato di concreta implementazione della misura, con particolare riguardo alle fasi di pubblicazione degli avvisi, di raccolta delle proposte e di istruttoria di competenza regionale.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ricostruisce la sequenza procedurale fissata dall’Allegato 2 al D.M. n. 2/2025: le Regioni raccolgono le richieste di finanziamento degli enti locali entro 60 giorni dall’avviso, ne valutano l’ammissibilità e mettono le proposte ammissibili a disposizione delle Autorità di bacino distrettuali e del MASE per l’istruttoria tecnica. La programmazione si chiude con la stipula di accordi di programma tra MASE e Regioni.
Dagli aggiornamenti documentati dal Ministero emerge che quasi tutte le Regioni hanno pubblicato gli avvisi, eccezion fatta per Sicilia, Lazio e Calabria, sollecitate a provvedere. Il Collegio valorizza il ruolo di autorità guida assunto dal MASE, che ha indetto riunioni, trasmesso schede di monitoraggio e diffidato le Regioni inadempienti, richiamando la decadenza dal diritto al finanziamento in assenza di proposte di intervento.
Il Collegio sottolinea che le interlocuzioni e i solleciti ministeriali sono finalizzati a esigere l’adempimento degli oneri regionali e che tale attività assume significato considerata la stagnazione procedurale durata circa due annualità, conseguente al ritardo nell’emanazione del decreto ministeriale.
Alla luce di tali elementi, il Collegio accerta che, quanto alle attività di competenza del MASE, non ricorrono irregolarità gestionali tali da richiedere specifiche raccomandazioni. Poiché le fasi propedeutiche alla programmazione e alla stipula degli accordi sono ancora in corso, la proficuità nell’utilizzo delle risorse resta comprovabile solo in seguito; allo stato, l’operato del Ministero è giudicato in linea con gli obiettivi programmatici. Il Collegio dichiara impregiudicato ogni doveroso approfondimento istruttorio successivo.
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Nota della Redazione
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