Controllo Corte conti su bilancio IRCCS perdita inventari e tetti di spesa (Corte dei Conti Sez. contr. Puglia n. 123 del 05.09.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale, ascrivibile al riesame di legalità e regolarità, ha natura collaborativa e si conclude con l’accertamento delle disfunzioni gestionali e con la raccomandazione delle misure correttive, non con un ordine di rimozione coatto delle irregolarità. La Sezione regionale di controllo accerta la chiusura in perdita dell’esercizio, il mancato aggiornamento degli inventari dei beni e il mancato rispetto dei tetti regionali di spesa farmaceutica per acquisti diretti e per dispositivi medici. La constatazione di uno scostamento dai tetti non è di per sé sufficiente a integrare la misura interdittiva di cui all’art. 1, comma 7, d.l. n. 174/2012, che presuppone squilibri economico-finanziari o violazioni suscettibili di pregiudicare gli equilibri di bilancio, e va comunque bilanciata con il principio di tutela della salute di cui all’art. 32 Cost. L’esercizio del controllo soggiace al rispetto delle regole procedimentali di approvazione del bilancio e alla corretta codifica dei dati contabili, la cui inosservanza è oggetto di autonoma raccomandazione.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per la Puglia ha esaminato il bilancio d’esercizio 2023 dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico “S. de Bellis” di Castellana Grotte. La verifica si colloca nel solco del precedente controllo, che aveva riguardato le annualità 2020-2022 e aveva già rilevato la chiusura in perdita degli esercizi, il ricorso prolungato all’anticipazione di cassa, il mancato aggiornamento degli inventari e il superamento dei tetti di spesa sanitaria.
Dopo l’esame della relazione del Collegio sindacale, la Sezione ha chiesto chiarimenti all’Istituto, che li ha forniti in sede istruttoria. La questione che giunge davanti al giudice contabile è dunque la verifica della regolarità e della sostenibilità della gestione finanziaria dell’esercizio, alla luce delle regole di finanza pubblica applicabili agli enti del S.S.N.
La Motivazione della Corte
La Sezione muove dall’art. 1, comma 170, l. n. 266/2005, che estende agli enti del Servizio sanitario nazionale le verifiche della magistratura contabile sulla gestione finanziaria degli enti locali, e dal d.l. n. 174/2012. Il controllo è qualificato come riesame di legalità e regolarità e, alla stregua della giurisprudenza costituzionale richiamata, ha natura collaborativa: si limita a segnalare all’ente le disfunzioni rilevate e rimette all’ente l’adozione delle misure necessarie.
La Corte ricostruisce le risultanze del triennio 2021-2023, segnalando che i risultati di esercizio sono costantemente negativi. Il 2023 si chiude con una perdita, in riduzione rispetto all’anno precedente, ripianata dalla Regione. La Sezione accerta la chiusura in perdita e rileva che i ricavi assicurati dalle fonti di finanziamento ordinario non sono sufficienti a sostenere i costi della produzione.
Sul piano della gestione patrimoniale, la Corte accerta il mancato aggiornamento degli inventari. L’ultima ricognizione fisica risale a molti anni prima, nonostante l’ente provveda annualmente all’inserimento contabile dei nuovi beni. La Sezione invita l’Istituto a perfezionare con solerzia la procedura di rilevazione fisica, quale attività fondamentale per la corretta gestione dei beni e la loro valorizzazione in bilancio.
Sul fronte della spesa sanitaria, la Sezione accerta il mancato rispetto dei tetti regionali assegnati per la spesa farmaceutica per acquisti diretti e per i dispositivi medici. Le giustificazioni addotte dall’ente, legate all’aumento dell’attività clinica, non escludono lo scostamento registrato. La Corte rileva come, nonostante l’incremento dei consumi, il rapporto percentuale tra spesa e ricavi da attività sanitaria si mantenga contenuto ed esorta l’Istituto a intensificare le misure correttive.
La Sezione non applica la misura interdittiva della preclusione dei programmi di spesa, riservandosi di verificare i dati definitivi dell’annualità successiva in occasione dei prossimi cicli di controllo. Nel dispositivo la Corte procede quindi all’accertamento delle disfunzioni e formula una serie articolata di raccomandazioni, dalla rimozione delle irregolarità contabili al raccordo costante delle evidenze informative con la Regione e alla piena attuazione degli investimenti finanziati dal P.N.R.R. entro le scadenze previste.
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Nota della Redazione
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