Udienza predibattimentale: contro il non luogo a procedere serve l’appello (Cass. pen. n. 28643/2026)
Principi di diritto (Massima)
La sentenza di non luogo a procedere pronunciata all’esito dell’udienza predibattimentale prevista dagli artt. 554-bis e 554-ter cod. proc. pen. è soggetta allo speciale regime di impugnazione disciplinato dall’art. 554-quater cod. proc. pen.
Il pubblico ministero può proporre appello contro tale sentenza, salvo il limite previsto per i reati puniti con la sola pena pecuniaria o con pena alternativa.
Contro la sentenza predibattimentale di non luogo a procedere non è ammesso il ricorso diretto per cassazione per saltum ai sensi dell’art. 569 cod. proc. pen., trattandosi di decisione processuale che precede il giudizio di merito.
Quando la parte abbia utilizzato un mezzo di impugnazione diverso da quello previsto dalla legge, il giudice deve verificare l’oggettiva impugnabilità del provvedimento e l’esistenza della volontà di impugnarlo, quindi riqualificare il gravame ai sensi dell’art. 568, comma 5, cod. proc. pen. e trasmettere gli atti al giudice competente.
La Corte non esamina quindi nel merito le censure proposte dal pubblico ministero contro il proscioglimento, poiché l’impugnazione viene qualificata come appello e rimessa alla Corte territoriale competente.
Il Fatto
Il Tribunale, pronunciandosi nell’udienza di comparizione predibattimentale prevista per i procedimenti a citazione diretta, aveva emesso sentenza di non luogo a procedere nei confronti dell’imputato per il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, contestato in relazione a dichiarazioni rese nell’ambito dell’aggiornamento di una graduatoria scolastica. Il proscioglimento era stato pronunciato per insussistenza del fatto.
Il Procuratore generale aveva proposto direttamente ricorso per cassazione deducendo contraddittorietà della motivazione. La Corte è stata quindi chiamata preliminarmente a individuare il corretto mezzo di impugnazione contro la sentenza predibattimentale di non luogo a procedere.
La Motivazione della Corte
La Cassazione ricostruisce il sistema introdotto dal d.lgs. n. 150 del 2022 per i procedimenti a citazione diretta. L’udienza predibattimentale svolge una funzione di filtro, consentendo al giudice di definire anticipatamente il procedimento quando ricorra una causa di proscioglimento oppure quando gli elementi acquisiti non consentano una ragionevole previsione di condanna. L’art. 554-quater cod. proc. pen. disciplina espressamente l’impugnazione delle relative sentenze di non luogo a procedere, prevedendo l’appello e individuando specificamente soggetti legittimati, forme del giudizio ed epiloghi decisori.
Secondo la Corte, tale disciplina costituisce un sistema speciale e chiuso. La sua autonomia emerge anche dal confronto con la disciplina generale dell’appello del pubblico ministero, poiché l’art. 554-quater conserva una specifica possibilità di impugnazione per le sentenze predibattimentali. Non è invece applicabile l’art. 569 cod. proc. pen.: il ricorso per saltum riguarda le sentenze che definiscono nel merito il primo grado o altre decisioni espressamente indicate, mentre la sentenza ex art. 554-ter interviene prima dell’instaurazione del dibattimento e presenta natura processuale. Anche gli esiti tipizzati dell’appello predibattimentale, tra cui la fissazione dell’udienza dibattimentale davanti a un diverso giudice, risultano incompatibili con la struttura del giudizio di cassazione.
Poiché il pubblico ministero aveva comunque manifestato inequivocamente la volontà di impugnare una decisione oggettivamente appellabile, la Corte applica l’art. 568, comma 5, cod. proc. pen. senza svolgere alcuna indagine sulla scelta soggettiva del mezzo di gravame. Il ricorso viene pertanto qualificato come appello e gli atti sono trasmessi alla Corte d’appello competente, che dovrà procedere secondo le forme e i principi dell’art. 554-quater cod. proc. pen.
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Nota della Redazione
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