Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria del Formez PA: utili in calo ma equilibrio confermato (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 134 del 24.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria di un ente sottoposto ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, verifica la legittimità e la regolarità della gestione e la funzionalità dell’azione amministrativa. L’ente, in qualità di organismo in house della Presidenza del Consiglio dei ministri, è soggetto alle disposizioni in materia di spending review e ai vincoli di spesa per l’acquisto di beni e servizi. La corretta applicazione del principio contabile OIC 23 costituisce un elemento di valutazione essenziale, dovendo i costi direttamente riferibili alla commessa essere distinti da quelli indiretti. L’esercizio si chiude con un risultato positivo di esercizio, che conferma l’equilibrio della gestione complessiva.
Il Fatto
Il Formez PA – Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle pubbliche amministrazioni – è un’associazione riconosciuta di diritto privato, sottoposta al controllo della Corte dei conti ai sensi dell’art. 100, secondo comma, della Costituzione. La Sezione del controllo sugli enti ha riferito al Parlamento, con la deliberazione in commento, il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’ente per l’esercizio 2024, in adempimento della legge n. 259 del 1958.
L’ente ha chiuso l’esercizio 2024 con un utile di esercizio pari a 249.396 euro, in netta diminuzione rispetto all’anno precedente. Nel corso dell’istruttoria, la Corte ha esaminato l’attività negoziale, la gestione delle risorse umane e il volume delle consulenze esterne, oltre agli aspetti contabili e patrimoniali del bilancio.
La Motivazione della Corte
La Sezione del controllo ha verificato che l’ente ha rispettato i limiti di spesa previsti per il contenimento dei costi, rilevando un superamento consentito fino a un importo massimo di 28.613.491 euro, in virtù della normativa vigente in materia di spending review. La Corte ha inoltre preso atto della riduzione del contributo statale in conto esercizio, sceso a 17.285.581 euro, importo interamente incassato.
Un rilievo è stato formulato in merito al costo delle consulenze esterne, ammontato a 59.773.091 euro nel 2024, con 3.311 contratti stipulati. La Sezione ha raccomandato all’ente di attenersi sempre alla puntuale osservanza della normativa in materia di affidamenti di incarichi, nonché di applicare correttamente il principio contabile OIC 23 per la contabilizzazione dei costi di commessa. Il giudizio tiene conto della missione istituzionale che richiede un ricorso temporaneo a competenze specialistiche esterne per progetti di assistenza tecnica su scala nazionale.
Quanto all’attività negoziale, la Corte ha rilevato che l’ente ha concluso 117 contratti nel 2024, con un importo complessivo di aggiudicazione di 25.184.269 euro. Di questi, 69 sono stati stipulati mediante gli strumenti di acquisto di Consip Spa, mentre 48 sono stati affidati al di fuori di tali strumenti. Si evidenzia la sottoscrizione di due contratti di utenza con la società Polo Strategico Nazionale S.p.A. per un importo complessivo di 20.488.692 euro.
Infine, la Corte ha rinnovato l’invito all’ente ad adottare il conto consuntivo in termini di cassa, come previsto dal d.lgs. n. 91 del 2011, rilevando come tale adempimento sia condizionato dal completamento delle attività di implementazione del nuovo sistema informativo contabile. Il giudizio complessivo sulla gestione risulta comunque positivo, considerata la conferma del trend di redditività degli ultimi anni.
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Nota della Redazione
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