Credito d’imposta per acquisti green: ok ma servono monitoraggio e maggiore capillarità dei fornitori (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 1 del 29.01.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione, valuta l’efficacia del credito d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi provenienti da materiali di recupero, introdotto dall’art. 1, comma 73, della legge n. 145/2018. La misura, riconosciuta nella misura del 36% delle spese sostenute e documentate, nel limite massimo di 20.000 euro annui per singola impresa, costituisce uno strumento di incentivazione all’acquisto di beni ecosostenibili. La Corte ne raccomanda il finanziamento annuale, subordinandolo all’attivazione di un sistema di monitoraggio degli effetti incrementativi sull’utilizzo di materiali riciclati. Risulta altresì necessario incentivare una maggiore capillarità nella diffusione dei fornitori di materiali da riciclo, al fine di diversificare l’offerta e ridurre i costi di trasporto. L’assenza di un impatto sistemico sulla produzione di plastica o carta a livello nazionale non esclude la funzione di sensibilizzazione e armonizzazione con le politiche europee dell’intervento.
Il Fatto
La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha programmato un’indagine per verificare l’efficacia del credito d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi provenienti da materiali di recupero (MDR). La misura, istituita dalla legge di bilancio 2019 e rifinanziata dalla legge di bilancio 2023 (legge n. 197/2022), mira a promuovere l’economia circolare incentivando le imprese all’acquisto di prodotti realizzati con materiali riciclati. Nell’ambito dell’indagine, la Corte ha analizzato i dati relativi alle domande pervenute per le spese sostenute nel 2019 e 2020, nonché l’andamento delle successive edizioni, per formulare raccomandazioni sul miglioramento della misura.
La Motivazione della Corte
La Corte ha rilevato che, nell’ambito del bando per le spese 2019-2020, sono pervenute n. 567 domande, di cui 484 giudicate ammissibili per un importo complessivo di circa 8,5 milioni di euro. L’analisi della distribuzione delle spese rendicontate mostra una prevalenza della categoria degli imballaggi primari e secondari biodegradabili e compostabili (56%), seguita dai prodotti finiti in plastica riciclata (34%) e dagli imballaggi in carta riciclata (10%). Nessuna spesa è stata rendicontata per l’alluminio. L’esame della dimensione delle imprese beneficiarie rivela una prevalenza di piccole e microimprese.
Un aspetto critico emerso riguarda la distribuzione geografica dei fornitori di prodotti ammissibili, che risulta limitata e concentrata in poche regioni. Per i prodotti in plastica riciclata, i fornitori risultano assenti in 9 regioni; per gli imballaggi in carta riciclata, l’assenza sale a 13 regioni. Tale circostanza, secondo la Corte, limita l’offerta sul mercato e incide sui costi di trasporto, rendendo auspicabile l’introduzione di incentivi anche per gli operatori della filiera del riciclo.
Quanto all’impatto complessivo della misura, la Corte osserva che, considerata la dotazione finanziaria, non vi sono evidenze di un effetto sistemico sulla produzione di plastica o carta. Tuttavia, la misura svolge una funzione di sensibilizzazione e di armonizzazione delle iniziative di riciclo con le normative europee. Il dato confortante è la crescita dell’interesse degli operatori: per le spese 2023, le domande presentate sono state n. 998, per un valore richiesto di circa 12,7 milioni di euro, a fronte di una dotazione di 5 milioni, a conferma dell’utilità di un costante finanziamento annuale.
La Sezione, pertanto, raccomanda l’attivazione di un sistema di monitoraggio diretto sugli effetti incrementativi della misura, indispensabile per fondare evidenze oggettive e per estendere la portata finanziaria dell’intervento. Viene inoltre raccomandata l’adozione di misure per incentivare una maggiore capillarità dell’offerta di materiali riciclati, così da diversificare il mercato e migliorare le performance di riciclo complessive.
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Nota della Redazione
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