Controllo contabile sui bilanci delle aziende sanitarie: tardiva approvazione, debiti e rischio sanitario (Corte dei Conti Sez. contr. Sardegna n. 26 del 27.01.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale, ai sensi dell’art. 1, comma 170, della legge n. 266/2005, è finalizzato a verificare il conseguimento e il mantenimento degli equilibri economico-finanziari, presupposto indefettibile per la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Il rispetto dei termini di adozione e approvazione del bilancio d’esercizio costituisce adempimento riconducibile al coordinamento della finanza pubblica ex art. 117, terzo comma, Cost., la cui violazione deve essere stigmatizzata per le conseguenze sulla programmazione sanitaria regionale e aziendale. La valutazione e l’accantonamento al fondo rischi e oneri devono essere operati in modo autonomo da ciascuna azienda, secondo i principi contabili, con analitica indicazione in nota integrativa dei contenziosi e delle passività potenziali. La Regione, quale centro di spesa di primo livello, ha l’obbligo di garantire la copertura dei debiti delle aziende, senza che ciò esoneri gli enti da responsabilità in termini di pareggio e sostenibilità della gestione, ai sensi dell’art. 97 Cost. e dell’art. 25 del d.lgs. n. 118/2011.
Il Fatto
L’Azienda Regionale della Salute (ARES), istituita con la legge regionale n. 24 dell’11 settembre 2020, ha iniziato la propria operatività il 1° gennaio 2022, costituendo il primo bilancio di esercizio quello oggetto di verifica. Nell’ambito del controllo di cui all’art. 1, comma 170, della legge n. 266/2005, il collegio sindacale ha trasmesso alla Sezione regionale di controllo la relazione-questionario sul bilancio 2022, dalla quale sono emerse criticità in ordine al ritardo nell’approvazione del bilancio, ai rapporti di debito e credito, all’attività di risk management, alla tempestività dei pagamenti e agli accantonamenti a fondo rischi.
A seguito della richiesta istruttoria del 25 agosto 2025 e del riscontro aziendale del 14 novembre 2025, la Sezione ha esaminato le conclusioni istruttorie, rilevando come la riforma del sistema sanitario regionale abbia determinato un contesto di provvisorietà gestionale e ritardi nelle operazioni contabili di trasferimento patrimoniale dall’ATS in liquidazione.
La Motivazione della Corte
La Sezione premette che l’equilibrio di bilancio degli enti del SSR costituisce garanzia fondamentale per la tutela costituzionale del bene salute e parametro imprescindibile per le verifiche sulla gestione finanziaria. Con riferimento all’esercizio 2022, il bilancio dell’ARES evidenzia un risultato positivo di 1.776.024,42 euro, con rispetto del vincolo assegnato, mentre il finanziamento sanitario complessivo attribuito risulta pari a 89.040.985,00 euro, con una percentuale di trasferimento per cassa del 78,45%.
In relazione alla tardiva approvazione del bilancio, la Sezione ritiene le ragioni addotte dall’ente — riconducibili alla complessa attuazione della riforma e ai ritardi nell’attribuzione patrimoniale — non idonee a giustificare l’inosservanza dei termini di legge, rilevando l’avvenuta violazione delle disposizioni in materia e le ricadute negative sulla programmazione del servizio sanitario. Quanto ai rapporti debitori, emergono debiti verso fornitori per complessivi 295.229.826,12 euro, di cui 22.193.701,12 euro scaduti, con un indicatore di tempestività dei pagamenti pari a -23,87 giorni, e pagamenti effettuati oltre i termini del d.p.c.m. 22 settembre 2014 per l’11,77% del totale.
La Sezione valuta positivamente l’aggiornamento fornito dall’azienda — che attesta una riduzione dei debiti verso fornitori del 98% e l’integrale estinzione di altre categorie — ma invita a vigilare per prevenire ritardi in grado di determinare maggiori oneri per interessi di mora. In merito ai rapporti di credito, evidenzia la cospicua mole di crediti verso la Regione (58.999.097 euro) e verso le gestioni liquidatorie (51.235.566 euro), raccomandando la puntuale definizione dei crediti esigibili e la costante verifica della congruità del fondo svalutazione crediti.
Sull’accantonamento a fondo rischi, pari complessivamente a 1.715.844 euro nella voce B.II, la Sezione richiama la necessità che la valutazione delle passività potenziali sia effettuata autonomamente da ciascuna azienda, nel rispetto dei principi contabili e con indicazione analitica in nota integrativa dei contenziosi, richiamando le precedenti deliberazioni nn. 21/2024/PRSS e 20/2024/PRSS. In materia di rischio clinico, infine, prende atto delle attività svolte dal Centro Regionale per il risk management, rammentando che la prevenzione si riflette sul miglioramento del servizio e sulle partite contabili del costo.
La Sezione, riservandosi ulteriori verifiche sui bilanci successivi, accerta l’inosservanza dei termini di approvazione del bilancio 2022, la presenza di debiti verso fornitori e la sussistenza di crediti verso aziende sanitarie pubbliche, invitando l’ARES ad adottare i provvedimenti idonei a rimuovere le criticità e a garantirne la comunicazione per la valutazione di idoneità ed efficacia nei controlli successivi.
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Nota della Redazione
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