Controllo Corte dei conti sulla gestione finanziaria Consip Spa (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 131 del 14.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione finanziaria delle società in house, verifica l’economicità e l’efficacia dell’azione amministrativa, con particolare riguardo al rispetto dei vincoli di finanza pubblica e all’adeguatezza degli assetti organizzativi e dei sistemi di controllo interno. Rileva, inoltre, la necessità di un costante monitoraggio del contenzioso, la cui gestione può incidere significativamente sull’equilibrio economico-finanziario dell’ente e sull’efficienza delle procedure di gara. La Corte raccomanda una programmazione dei fabbisogni e il rispetto dei limiti normativi per gli incarichi di consulenza e collaborazione esterna.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti ha esaminato la gestione finanziaria della Consip Spa per l’esercizio 2024, in qualità di centrale degli acquisti della pubblica amministrazione. La società, interamente partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze, opera per ottimizzare i processi di approvvigionamento nel settore pubblico tramite piattaforme come Mepa e Sdapa. Il referto è stato deliberato in Camera di consiglio il 7 luglio 2026 e comunicato alle Presidenze delle Camere, in attuazione dell’art. 7 della l. n. 259 del 1958.
La Motivazione della Corte
L’analisi ha riguardato diversi aspetti della gestione Consip, con un focus sui risultati economico-patrimoniali e sui profili di rischio. Nel 2024, la società ha registrato un utile d’esercizio di 3,49 milioni di euro, in una flessione del 68,3 per cento rispetto al 2023. La Corte sottolinea come l’incremento dei costi della produzione (+20,1 per cento) abbia superato la crescita del valore della produzione (+4,1 per cento), portando l’indice di efficienza produttiva a un valore del 97,6 per cento, segnale di una pressione sui margini operativi.
La Corte ha rilevato un significativo aumento del contenzioso, con 248 giudizi in cui la società si è costituita nel 2024, di cui 95 notificati nell’anno. Un elemento di criticità è rappresentato dal rischio di condanne al risarcimento danni di importo elevato, connesso a gare strategiche come quella per i servizi integrati (FM4) e per l’energia elettrica (EE 12). La normativa vigente, che non consente di sospendere la stipula dei contratti in attesa della definizione del giudizio, espone la società a potenziali richieste risarcitorie non coperte integralmente dalle polizze assicurative, a fronte di un patrimonio netto limitato.
Con riferimento alle forniture, nel 2024 si è registrato un volume di erogato di 28,3 miliardi di euro, con un incremento del 4 per cento, trainato dai mercati digitali. Tuttavia, la Corte osserva che l’erogato dei “contratti pronti all’uso” ha subito un decremento del 6,1 per cento, e che il risparmio potenziale per lo Stato, quantificato in 4,1 miliardi, non sempre si è tradotto in una riduzione della spesa sui capitoli di bilancio delle amministrazioni centrali. La centralizzazione degli acquisti, se da un lato favorisce economie di scala, dall’altro presenta il rischio di restringere l’accesso al mercato per le piccole e medie imprese, richiedendo lo sforzo di suddividere le gare in lotti di dimensioni più contenute.
Infine, la Corte ha formulato raccomandazioni in materia di affidamenti di servizi di assistenza e collaborazione esterna. Pur prendendo atto del decremento dei costi complessivi (3,19 milioni di euro nel 2024), ha invitato la società a rispettare i limiti stabiliti dall’art. 7, comma 6, del d.lgs. n. 165 del 2001, verificando preventivamente la disponibilità di professionalità interne idonee, al fine di garantire una gestione improntata all’efficacia e all’efficienza. Ha, inoltre, segnalato la necessità di rafforzare i sistemi di monitoraggio e di valutare gli effetti del crescente utilizzo di strumenti come Mepa e Sdapa, che trasformano il ruolo di Consip da gestore di gare a regolatore del mercato virtuale.
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Nota della Redazione
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