Gestione finanziaria ROF 2023-2024: disavanzo per Pesaro Capitale e crescita entrate proprie (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 40 del 04.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Fondazione di diritto privato in controllo pubblico, anche quando opera nel settore dello spettacolo dal vivo, è soggetta ai vincoli di contenimento della spesa per consumi intermedi di cui all’art. 8, comma 3, d.l. n. 95/2012, dovendo versare all’erario i risparmi conseguiti. Su di essa grava l’onere di assicurare la diversificazione delle fonti di finanziamento e la riduzione della massa debitoria per preservare l’equilibrio di bilancio. L’utilizzo delle riserve di esercizio per fronteggiare gli oneri di un evento eccezionale di promozione culturale non costituisce di per sé un rilievo, ove l’esposizione sia stata contenuta nei limiti del preventivo e gli obiettivi istituzionali siano stati conseguiti. Dal punto di vista organizzativo, le procedure acquisitive devono rispettare il principio di concorrenza e, in assenza di un confronto competitivo, l’onere motivazionale deve essere rafforzato da una valutazione comparativa dei preventivi di spesa, in conformità alle Linee guida Anac.
Il Fatto
Il Rossini Opera Festival (Rof) è una fondazione di diritto privato in controllo pubblico, vigilata dal Ministero della cultura e finanziata in misura preponderante da contributi statali. La Corte dei conti ha esercitato il controllo sulla gestione finanziaria per gli esercizi 2023 e 2024, ai sensi dell’art. 2 della legge n. 259/1958, verificando i bilanci approvati dal Consiglio di amministrazione. Nel 2023 il Rof ha registrato un avanzo economico di 322.927 euro, ma il successivo esercizio, coincidente con la nomina di Pesaro a Capitale italiana della cultura, si è chiuso con un disavanzo di 395.268 euro, coperto attingendo alle riserve accumulate. Nel biennio è stata osservata una significativa crescita delle attività e delle collaborazioni artistiche, correlata a un aumento dei costi e a un ampliamento dell’organico stagionale.
La Motivazione della Corte
La Sezione del controllo sugli enti, nel riferire al Parlamento, ha incentrato la propria analisi sugli equilibri economico-finanziari della Fondazione, osservando come l’esercizio 2024, pur caratterizzato da risultati negativi, abbia trovato una motivazione nell’impegno straordinario richiesto da Pesaro Capitale della cultura. Il disavanzo registrato è stato assorbito dalle riserve di esercizio, ma ha determinato una flessione del patrimonio netto del 30,4 per cento, attestatosi a 906.947 euro, mentre i debiti sono risaliti a 1.521.439 euro, superando nuovamente il patrimonio. La Corte non ha formulato rilievi sull’utilizzo delle riserve, giudicandolo pertinente alle finalità istituzionali e coerente con il bilancio preventivo, ma ha comunque auspicato un’ottimizzazione dei costi di funzionamento e un’azione di riduzione della massa debitoria.
Sul piano delle entrate, l’organo di controllo ha evidenziato il dato positivo della crescita delle contribuzioni private e degli introiti da biglietteria, che nel 2024 hanno segnato un +130,4 per cento rispetto al 2023. Tuttavia, ha raccomandato di proseguire nello sforzo di diversificazione delle fonti di finanziamento, al fine di bilanciare la dipendenza dai contributi pubblici, che ancora costituiscono la parte prevalente delle risorse dell’ente. Con riguardo alle procedure di acquisizione di beni e servizi, la Corte ha rilevato la ricorrenza massiccia dell’affidamento diretto, che nel 2024 ha rappresentato il 95,34 per cento delle procedure totali, ricordando la necessità di un confronto competitivo e di un’adeguata motivazione, in linea con le indicazioni delle Linee guida Anac n. 4.
La Sezione ha infine segnalato l’opportunità di adottare un piano strutturato di investimenti per l’ammodernamento tecnologico e la conservazione del patrimonio storico-artistico, nonché di rafforzare l’analisi preventiva di costo-beneficio sulle nuove produzioni, anche attraverso sinergie e co-produzioni con altri teatri. Il controllo ha comunque confermato la vitalità della Fondazione, capace di coniugare l’alta qualità artistica con una gestione complessivamente corretta delle risorse pubbliche.
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Nota della Redazione
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