PNC Edilizia carceraria: nuovi termini per il completamento dei padiglioni detentivi (Corte dei Conti Sez. contr. gestione Stato n. 32 del 04.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
In materia di interventi finanziati dal Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR, l’art. 3, comma 1, del d.l. n. 156 del 2025 ha fissato il termine massimo per il raggiungimento degli obiettivi finali al 31 dicembre 2026, ovvero, qualora successiva, al 31 dicembre dell’ultima annualità di iscrizione nel bilancio dello Stato delle relative risorse. Tale previsione consente di estendere il termine di ultimazione degli interventi all’anno 2028, laddove la legge di bilancio abbia incrementato le autorizzazioni di spesa per tale annualità. L’amministrazione titolare è comunque tenuta a procedere a una formale ridefinizione dei cronoprogrammi procedurali, con l’indicazione degli obiettivi intermedi e finali, anche ai sensi dell’art. 1, comma 11, del d.l. n. 19 del 2024, per garantire la certezza dei termini di realizzazione di ciascun singolo intervento.
Il Fatto
La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha verificato lo stato di attuazione, al 31 dicembre 2025, dell’investimento PNC-G.1 “Costruzione e miglioramento padiglioni e spazi per strutture penitenziarie per adulti e minori”, finanziato dall’art. 1, comma 2, lett. g), n. 1, del d.l. n. 59 del 2021 e articolato in due sub-investimenti: G.1.1, per la costruzione di nuovi padiglioni “modello” per detenuti adulti, e G.1.2, per l’adeguamento strutturale, l’efficientamento energetico e gli interventi antisismici di complessi demaniali sede di istituti penali per minorenni. La governance è affidata al Ministero della giustizia, quale amministrazione proponente, e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, tramite i Provveditorati interregionali alle opere pubbliche, quale soggetto attuatore.
La dotazione finanziaria complessiva dell’investimento, originariamente pari a 132,9 milioni di euro, è stata ridotta a 107,6 milioni a seguito di plurimi interventi normativi di definanziamento, tra cui il d.l. n. 19 del 2024, il d.l. n. 113 del 2024 e la legge di bilancio 2025. Il precedente rapporto, approvato con deliberazione n. 51/2025/G, aveva già evidenziato ritardi nell’avvio dei lavori per il sub-investimento G.1.1 e alcune criticità per il G.1.2.
La Motivazione della Corte
La Corte ha rilevato che, alla data di riferimento, il cronoprogramma procedurale originario prevedeva la completa ultimazione dei lavori per entrambi i sub-investimenti, obiettivo non raggiunto. Per il sub-investimento G.1.1, destinato alla costruzione di otto padiglioni, il lungo contenzioso relativo all’affidamento dei lavori presso l’istituto di Reggio Calabria Arghillà, conclusosi con la sentenza del Consiglio di Stato n. 9494/2024, ha indotto l’amministrazione a proporne l’espunzione dal programma. Gli interventi restanti presentano stati di avanzamento difformi, con cantieri in corso a Civitavecchia e Viterbo, mentre per Perugia e Santa Maria Capua Vetere i lavori sono stati avviati solo nel corso del 2025 e la conclusione è prevista rispettivamente per giugno 2027 e aprile 2027.
Quanto al sub-investimento G.1.2, relativo agli istituti minorili, la Corte ha riscontrato una situazione più avanzata: l’intervento presso l’istituto di Roma “Casal del Marmo” risulta completato e collaudato, mentre quelli di Airola e Bologna sono in corso di esecuzione. Per il complesso “Ferrante Aporti” di Torino, il definanziamento ha ridotto la quota di risorse PNC alle sole obbligazioni giuridicamente vincolanti, limitando l’intervento alla progettazione esecutiva.
La Corte ha inoltre sottolineato che la disciplina sopravvenuta, in particolare l’art. 3, comma 1, del d.l. n. 156 del 2025, ha allineato i cronoprogrammi procedurali a quelli finanziari. Considerato l’incremento delle autorizzazioni di spesa per gli anni 2027 e 2028 disposto dall’art. 1, comma 6, lett. f), del d.l. n. 19 del 2024, l’amministrazione titolare ha individuato nel 31 dicembre 2028 il termine massimo per la conclusione degli interventi del sub-investimento G.1.1. Tuttavia, la mancata adozione dei decreti di aggiornamento dei cronoprogrammi ha lasciato un vuoto formale, con indicazioni temporali disomogenee fornite dai diversi Provveditorati.
La deliberazione, evidenziando la necessità di garantire la dignità delle condizioni di vita dei detenuti e la funzionalità degli spazi in un’ottica rieducativa ai sensi dell’art. 27 Cost., ha pertanto raccomandato all’amministrazione titolare di definire formalmente, con apposito decreto, i nuovi cronoprogrammi e gli obiettivi intermedi per ciascun intervento, e di assicurare un monitoraggio costante e semestrale dell’avanzamento procedurale e finanziario, come previsto dal d.l. n. 19 del 2024.
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Nota della Redazione
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