Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria 2024 dell’INAF (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 81 del 14.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti pubblici di ricerca, riferisce al Parlamento l’esito della verifica sul rendiconto generale, accertando la regolarità della gestione e segnalando le criticità emerse. Il controllo concerne la legittimità, la regolarità e la corretta gestione delle risorse, con specifico riguardo all’attuazione dei progetti finanziati dal PNRR, alla sostenibilità delle spese di personale e alla corretta tenuta dei documenti contabili, i quali devono essere informati ai principi di chiarezza e comprensibilità. La mancata adozione degli atti di programmazione finanziaria pluriennale e dei regolamenti interni di amministrazione e contabilità rappresenta un profilo di criticità che incide sull’efficacia dell’azione amministrativa. La Corte raccomanda l’attuazione di misure di contenimento della spesa e l’adozione di adeguati accantonamenti per i rischi derivanti da contenziosi in essere.
Il Fatto
La Corte dei conti ha esercitato il controllo sulla gestione finanziaria dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) per l’esercizio 2024. L’Inaf è un ente pubblico di ricerca, sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’università e della ricerca. L’esame ha riguardato il rendiconto generale 2024, comprensivo delle relazioni del Presidente e del Collegio dei revisori dei conti.
La Motivazione della Corte
La Sezione ha verificato i risultati della gestione finanziaria, rilevando un disavanzo di competenza di 25,1 milioni di euro, in netto peggioramento rispetto al risultato positivo dell’esercizio precedente. Tale andamento è stato determinato dalla dinamica dei flussi contabili legati ai progetti PNRR, che hanno visto, nel 2024, una contrazione degli accertamenti di entrata e un contestuale aumento degli impegni di spesa per il perfezionamento delle procedure di affidamento. La Corte ha evidenziato un grado di avanzamento della spesa PNRR ancora parziale e un elevato accumulo di residui attivi e passivi, raccomandando un costante monitoraggio.
Sotto il profilo ordinario, è stato rilevato un aumento della spesa per il personale, pari a 101,6 milioni di euro, con un’incidenza crescente sulle entrate complessive. La Corte ha, tuttavia, ritenuto rispettato il vincolo di cui all’art. 9 del d.lgs. n. 218 del 2016, che fissa al 80 per cento il rapporto tra spesa di personale e media delle entrate dell’ultimo triennio. Sono state, inoltre, segnalate criticità relative alla programmazione finanziaria, per il basso tasso di esecuzione del bilancio, e alla qualità dei documenti illustrativi, non sempre aderenti ai principi di trasparenza e chiarezza.
La Sezione ha poi riscontrato ritardi nell’aggiornamento dei regolamenti interni in materia di amministrazione, contabilità e personale, nonché nella costituzione dei fondi per il trattamento economico accessorio. Ha, infine, raccomandato di valutare i rischi derivanti dai contenziosi in essere e di procedere ai relativi accantonamenti. La gestione è risultata comunque improntata al rispetto delle norme sul contenimento della spesa pubblica. La Corte ha trasmesso la relazione al Parlamento, corredata dagli atti contabili.
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Nota della Redazione
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