Alta Velocità Adriatica, insussistenza di irregolarità gestionali nella fase attuativa (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 1 del 02.02.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo concomitante della Corte dei conti, ai sensi dell’art. 22, comma 1, del d.l. n. 76/2020, è volto ad accertare, in corso di attuazione, l’assenza di irregolarità gestionali, anche sotto il profilo dei ritardi procedurali, idonee a compromettere il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Lievi slittamenti temporali, giustificati dalla complessità tecnico-procedurale dell’opera e non tali da alterare significativamente il cronoprogramma, non integrano gli estremi per l’adozione di specifiche raccomandazioni. L’esito del controllo si sostanzia in un’accertata insussistenza dei presupposti per l’attivazione del procedimento correttivo, pur non escludendo la prosecuzione dell’attività ispettiva sugli aspetti critici, quali la sostenibilità finanziaria dell’intervento.
Il Fatto
Il Collegio del controllo concomitante ha proseguito l’istruttoria avviata nel 2024 sull’intervento di Alta Velocità e Alta Capacità della linea ferroviaria adriatica, finanziato ai sensi dell’art. 1, comma 394, della legge n. 234/2021. Il progetto riguarda due tratte distinte: la prima, Castel Bolognese-Bologna, in fase progettuale avanzata; la seconda, Castel Bolognese-Lecce, ancora in fase embrionale. L’attività di controllo ha riguardato lo stato di avanzamento procedurale, il rispetto dei cronoprogrammi e la disponibilità delle risorse finanziarie stanziate.
La Motivazione della Corte
Il Collegio, richiamando le precedenti deliberazioni n. 49/2024 e n. 31/2025, ha esaminato gli esiti dell’ultima richiesta istruttoria del 15 dicembre 2025 e il riscontro fornito da RFI nel gennaio 2026. Per la tratta Bologna-Castel Bolognese, è emerso un ulteriore slittamento di circa quattro mesi nella conclusione del PFTE, ora prevista per luglio 2026, dovuto al ritardo nella pubblicazione del documento conclusivo del dibattito pubblico, avvenuta il 23 luglio 2025. Tale ritardo è stato ritenuto giustificabile in ragione della complessità del procedimento e delle osservazioni pervenute dalle amministrazioni locali.
Per la tratta Castel Bolognese-Lecce, non sono emersi scostamenti temporali significativi. È stata completata la prima fase della project review, che ha definito lo scenario di progetto n. 8, mentre la seconda fase, finalizzata a individuare possibili soluzioni parziali del quadruplicamento, si concluderà entro il primo trimestre del 2026, con successivo confronto con il MIT per determinare come e se procedere.
Il Collegio ha sottolineato come l’analisi costi-benefici complessiva abbia dato esito negativo, con indicatori di redditività inferiori al Social Discount Rate del 3%, pur evidenziando che alcune tratte contribuiscono in modo determinante al raggiungimento degli obiettivi attesi in termini di capacità di trasporto e riduzione dei tempi di percorrenza. Sotto il profilo finanziario, è stato rilevato che, a seguito delle riduzioni operate, il finanziamento disponibile ammonta a circa 4,1 miliardi di euro, di cui 3,5 miliardi riservati alla prima tratta, mentre per la seconda residuano circa 600 milioni, verosimilmente insufficienti a finanziare significative porzioni di tracciato.
Il Collegio ha quindi ritenuto che i ritardi maturati, di entità lieve e inferiore all’anno rispetto al profilo temporale pluriennale dell’intervento, non presentino elementi di gravità tali da giustificare specifiche raccomandazioni, confidando nel rispetto del cronoprogramma aggiornato. Ha tuttavia evidenziato l’esiguità delle risorse per la seconda tratta, aspetto sul quale proseguirà il controllo in itinere.
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Nota della Redazione
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