Controllo Corte dei conti sulla gestione finanziaria dell’AdSP del Mar Ionio (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 143 del 29.12.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria delle Autorità di sistema portuale, esercitato ai sensi dell’art. 6, comma 9, della legge n. 84 del 1994, ha ad oggetto la regolarità contabile e l’efficienza dell’azione amministrativa e si conclude con una relazione al Parlamento. L’accertamento dei canoni demaniali è dovuto secondo il principio di competenza economica: non è conforme ai criteri del bilancio finanziario la condotta dell’Ente che iscriva in bilancio i soli canoni effettivamente incassati, rinviando all’esercizio successivo accertamenti di competenza dell’anno in esame. Le spese di missione degli organi devono corrispondere agli importi pubblicati sul sito istituzionale ai sensi dell’art. 14, comma 1, lett. c), del d.lgs. n. 33 del 2013. La mancata attivazione, con atto generale, della misura della rotazione del personale integra un inadempimento agli obblighi di prevenzione della corruzione.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti ha esaminato il rendiconto generale dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio per l’esercizio finanziario 2023, trasmesso in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958, unitamente alle relazioni del Presidente e del Collegio dei revisori. L’Ente, istituito ai sensi dell’art. 6 della legge n. 84 del 1994 e subentrato alla soppressa Autorità portuale di Taranto, è ente pubblico non economico a ordinamento speciale, sottoposto alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Il referto riferisce al Parlamento il risultato del controllo sulla gestione finanziaria e sulle vicende di maggior rilievo intervenute successivamente, segnalando profili di irregolarità contabile, ritardi esecutivi e carenze organizzative.
La Motivazione della Corte
Sul piano contabile, la Sezione rileva che l’Ente, per alcune concessioni demaniali, ha iscritto in bilancio un valore accertato pari a zero, attendendo l’effettivo incasso anche al fine di determinare la base imponibile ai fini dell’Ires secondo l’art. 4-bis, comma 9, del d.l. n. 68 del 2022. La Corte ribadisce che tale impostazione non è in linea con i criteri contabili del bilancio finanziario di competenza, perché sposta all’anno successivo accertamenti di competenza dell’esercizio e incide sui risultati di bilancio. L’Ente ha comunicato che si adeguerà dal 2024.
La Corte censura poi la gestione delle spese di missione del Presidente, il cui totale degli impegni non corrisponde a quanto pubblicato sul sito ai sensi dell’art. 14, comma 1, lett. c), del d.lgs. n. 33 del 2013; l’Ente ha rappresentato che terrà conto delle osservazioni. Analogamente, si rileva la mancata attivazione della rotazione del personale con atto generale, a tredici anni dall’entrata in vigore della legge n. 190 del 2012.
Quanto alla programmazione e alle opere, il Documento di programmazione strategica di sistema risulta adottato solo nell’aprile 2024 e non ancora approvato, con conseguente concentrazione dell’attività sul Piano operativo triennale. I tre interventi in fase di attuazione nel 2023 scontano ritardi sistematici, in parte non adeguatamente motivati, e la Corte rileva il fisiologico impatto dei contenziosi su un Ente di rilevanti dimensioni.
Con riferimento al PNRR, l’AdSP partecipa a sei progetti per 140,7 milioni; per la loro attuazione non risultano adottate strutture dedicate o specifiche misure di monitoraggio e rendicontazione, essendo prevista solo una contabilità separata. La Sezione sottolinea l’importanza di assicurare sollecite misure di controllo e rendicontazione.
Il rendiconto 2023 chiude con un avanzo finanziario di competenza di 2.726.062 euro, un saldo di cassa di 256.891.192 euro e un avanzo di amministrazione di 219.303.698 euro. In sede economica si registra un risultato negativo di 68.455.471 euro, riconducibile alla rilevazione di una minusvalenza patrimoniale conseguente al trasferimento nei conti d’ordine degli interventi infrastrutturali completati finanziati con fondi propri, con riduzione del patrimonio netto a 247.188.307 euro. Emerge infine l’esiguità del fondo rischi ed oneri a fronte del contenzioso in essere.
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Nota della Redazione
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