Errore materiale e divieto di modificare il contenuto concettuale della decisione (Cass. civ. Sez. 1 n. 4576 del 01.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il procedimento di correzione di errore materiale di cui all’art. 287 c.p.c. è funzionale alla sola eliminazione degli errori di redazione del documento, che si concretano in una palese incongruenza tra la materiale esteriorizzazione del pensiero e il concetto ad esso sotteso. Detto procedimento non può in alcun modo incidere sul contenuto concettuale della decisione, né può risolversi in una modifica sostanziale della statuizione. La correzione è ammissibile esclusivamente per ovviare a un difetto di corrispondenza tra l’ideazione del giudice e la sua rappresentazione grafica, purché tale difetto sia chiaramente rilevabile ictu oculi dal testo del provvedimento e dalla motivazione, senza che sia necessario un accertamento in fatto o una nuova valutazione degli elementi di giudizio. È, pertanto, esclusa la possibilità di ricorrere a tale rimedio per sostituire le poste finali di una condanna con altre poste, ritenute più corrette, estrapolate dalla medesima consulenza tecnica, poiché tale operazione implica un nuovo giudizio sul merito della vicenda e una vera e propria “ortopedia” della sentenza.
Il Fatto
La società ricorrente aveva ottenuto decreti ingiuntivi nei confronti dell’azienda sanitaria locale per il pagamento di prestazioni termali. A seguito delle opposizioni proposte, il Tribunale aveva revocato i decreti e condannato l’azienda al pagamento di determinate somme. Scaduto il termine per impugnare, su istanza dell’azienda sanitaria, il Tribunale disponeva la correzione di errore materiale della propria sentenza, rettificando in misura notevolmente ridotta le somme oggetto di condanna.
La società proponeva appello, contestando la natura del provvedimento e deducendo l’abnormità della correzione. La Corte d’appello rigettava il gravame, qualificando l’errore come un mero difetto di corrispondenza tra l’ideazione del giudice e la sua materiale rappresentazione. Per la cassazione di tale sentenza ricorre la società, deducendo la violazione degli artt. 287 e 288 c.p.c.
La Motivazione della Corte
La Corte di Cassazione premette che il procedimento di correzione di cui all’art. 287 c.p.c. è volto a eliminare gli errori di redazione del documento, ovvero quei vizi che consistono in una palese incongruenza della materiale esteriorizzazione del pensiero rispetto al concetto sotteso, senza poter in alcun modo interferire con il contenuto concettuale e sostanziale della decisione.
Il giudice di legittimità richiama i propri precedenti per cui è configurabile l’errore materiale quando vi sia una fortuita divergenza tra il giudizio e la sua espressione letterale, cagionata da una mera svista e percepibile ictu oculi. Tale difetto deve essere chiaramente rilevabile dal testo del provvedimento, mediante il confronto con la motivazione, senza che sia necessario un accertamento in fatto, il quale sarebbe incompatibile con la natura del rimedio.
Nella specie, la Corte rileva che il provvedimento di “correzione” non si è limitato a emendare un errore di calcolo basato su presupposti numerici non contestati, ma ha sostituito le poste finali contenute nell’originaria decisione, estrapolate dalla consulenza tecnica, con altre poste ritenute “corrette”, anch’esse tratte dalla medesima consulenza. Tale operazione ha richiesto una nuova valutazione delle indicazioni della CTU e la formulazione di un nuovo giudizio sul merito.
La stessa Corte territoriale, per giustificare la correzione, ha dovuto compiere una vera e propria esegesi della motivazione della sentenza di primo grado, per individuare quali poste della consulenza il Tribunale avesse inteso considerare. Questa attività, secondo la Cassazione, si colloca al di fuori della mera correzione e integra una modifica del contenuto concettuale della decisione, non consentita dal rimedio di cui all’art. 287 c.p.c.
Il ricorso è pertanto ritenuto fondato: la decisione impugnata è cassata con rinvio, anche per le spese, alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione.
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Nota della Redazione
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