Accertati ritardi nei bilanci e fondi rinnovi contrattuali insufficienti (Corte dei Conti Sez. contr. Piemonte n. 65 del 26.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
Le deliberazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, rese ai sensi dell’art. 1, comma 170, legge n. 266/2005 e dell’art. 1, comma 3, decreto-legge n. 174/2012, accertano la regolarità della gestione degli enti del Servizio sanitario nazionale, ivi inclusi gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, che sono enti del SSN in quanto operano nell’ambito dello stesso per la sanità pubblica veterinaria. L’accertamento di violazioni dei termini di approvazione dei bilanci, di mancati accantonamenti per rinnovi contrattuali e di carenze nella rilevazione delle giacenze di magazzino comporta l’obbligo per l’ente di adottare i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio, ai sensi del comma 7 del medesimo art. 1 del d.l. n. 174/2012.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per il Piemonte ha esaminato le relazioni del Collegio sindacale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta relative ai rendiconti degli esercizi 2023 e 2024. L’Istituto, ente a carattere interregionale con sede legale in Torino, è sottoposto al controllo della Sezione in base all’ubicazione della sede legale. Dall’istruttoria sono emerse criticità in merito al rispetto dei termini di adozione dei bilanci, alla corretta quantificazione dei fondi per i rinnovi contrattuali del personale, alla rilevazione delle giacenze di magazzino e alla gestione di alcuni crediti.
La Motivazione della Corte
La Corte premette che gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali sono a pieno titolo enti del Servizio sanitario nazionale, come chiarito dalla delibera della Sezione delle Autonomie n. 16/2024/QMIG, in quanto operano nell’ambito del SSN garantendo ai servizi veterinari le prestazioni tecnico-scientifiche necessarie. Ne consegue la loro sottoposizione al controllo diretto ad effetti cogenti della Corte, ai sensi dell’art. 1, commi 3 e 7, del d.l. n. 174/2012, che impone l’adozione di misure correttive in caso di accertati squilibri o irregolarità gestionali.
Nel merito, la Corte rileva che l’Istituto non ha rispettato i termini per l’approvazione del bilancio di previsione e del bilancio di esercizio per entrambe le annualità considerate. Il bilancio di esercizio 2023 è stato approvato l’11 giugno 2024, e quello del 2024 il 30 luglio 2025, oltre il termine del 30 aprile prescritto dall’art. 31 del d.lgs. n. 118/2011. Tali ritardi integrano una violazione normativa che la Sezione accerta formalmente.
In merito alla gestione del personale, la Corte ha evidenziato come la perdita 2023 di euro 455.470 sia dipesa dal mancato accantonamento dei fondi per il rinnovo del CCNL 2022-2024 del personale della dirigenza e del comparto. Tale scelta, motivata dall’assenza di specifiche indicazioni ministeriali, ha determinato una carenza nella quantificazione delle passività latenti, solo parzialmente corretta nel 2024 con l’accantonamento di euro 1.202.237 comprensivo della quota 2023. La Corte sottolinea come il mancato accantonamento e la successiva contabilizzazione di sopravvenienze attive e passive possano generare squilibri economici tra gli esercizi.
Ulteriori profili di criticità riguardano la mancata rilevazione delle giacenze di magazzino presso i reparti, la cui contabilizzazione è stata avviata solo a partire dal consuntivo 2025, e la gestione del credito verso il C.A.D., per il quale non è stato effettuato alcun accantonamento prudenziale nonostante la pendenza non risulti definita. La Sezione ha infine invitato l’Ente a quantificare con precisione gli oneri di competenza e a monitorare i crediti, disponendo la trasmissione della deliberazione agli organi dell’Istituto e alle Regioni interessate per le valutazioni di competenza.
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Nota della Redazione
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