Controllo contabile del Fondo di previdenza Mef: equilibrio ripristinato e vigilanza sugli investimenti (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 126 del 03.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria degli enti cui è esteso il controllo, verifica la regolarità della gestione contabile e amministrativa, riferendo al Parlamento sui risultati conseguiti. La corretta tenuta della contabilità e la veridicità del risultato di amministrazione impongono il puntuale rispetto del principio per cui l’impegno può essere assunto solo a fronte di obbligazioni giuridicamente perfezionate. L’ente sottoposto a controllo deve garantire una disciplina interna idonea a predeterminare l’iter procedimentale e le modalità delle erogazioni assistenziali. La gestione del patrimonio immobiliare e mobiliare deve conformarsi a principi di prudenza, diversificazione e sostenibilità finanziaria di medio-lungo periodo, con una costante attività di vigilanza e monitoraggio sui relativi rischi.
Il Fatto
La Corte dei conti ha eseguito il controllo sulla gestione finanziaria del Fondo di previdenza per il personale del Ministero dell’economia e delle finanze (Mef) per l’esercizio 2024, ai sensi della legge n. 259 del 1958. Il Fondo, ente di diritto pubblico istituito con d.p.r. n. 211 del 1981, gestisce un patrimonio di circa 1,8 miliardi di euro per conto di un numero di iscritti pari a 48.847 unità al 31 dicembre 2024.
Il controllo ha riguardato il conto consuntivo dell’ente, comprensivo di rendiconto finanziario, conto economico e stato patrimoniale, corredato dalle relazioni del Presidente e del Collegio dei revisori. La relazione finale è stata deliberata dalla Sezione e trasmessa alle Presidenze delle Camere.
La Motivazione della Corte
La Corte ha esaminato i risultati contabili dell’esercizio 2024, che evidenziano un avanzo finanziario di competenza pari a euro 3.972.058, in netto miglioramento rispetto al disavanzo di euro 89.066.294 registrato nel 2023. Tale risultato è stato conseguito grazie alla significativa riduzione del disavanzo della gestione in conto capitale, passato da circa 150 milioni a circa 43 milioni di euro, e al mantenimento di un saldo positivo di parte corrente. L’avanzo di amministrazione è pari a 160.137.506 euro e il patrimonio netto ammonta a 1.817.965.215 euro.
La Sezione, pur prendendo atto dei risultati positivi, ha formulato specifiche raccomandazioni. In primo luogo, con riferimento al settore delle sovvenzioni e dei contributi, ha richiamato la necessità di applicare l’art. 31 del d.p.r. n. 97 del 2003, secondo cui l’impegno di spesa presuppone un’obbligazione giuridicamente perfezionata. Ciò in quanto l’erogazione delle borse di studio per l’anno scolastico 2023/2024 ha visto l’assunzione dell’impegno nell’esercizio 2023 e la liquidazione solo nel 2024, generando una disomogeneità tra i flussi finanziari.
Quanto alla gestione del personale, la Corte ha rilevato una prassi relativa alla nomina del segretario contraddetta dall’art. 17 del Regolamento (d.p.r. n. 1034 del 1984), il quale riserva tale nomina a un decreto ministeriale, e non a una determina del Presidente. In materia di contabilità, è stata evidenziata una erronea classificazione nel 2023 dell’accantonamento alla riserva obbligatoria, iscritto nella voce “riserva straordinaria”, con invito a fornire adeguata informativa in nota integrativa.
Un’ampia parte della motivazione è dedicata alla gestione del patrimonio mobiliare. La Corte ha sottolineato come le operazioni di disinvestimento e reinvestimento, finalizzate al miglioramento della qualità del portafoglio, abbiano comportato il realizzo di minusvalenze e una riduzione degli interessi sui titoli. Pur prendendo atto della strategia di riallocazione verso strumenti investment grade e del ritorno del patrimonio a valori superiori a quelli del 2018, la Sezione ha ribadito la necessità di una costante vigilanza sulla redditività degli asset e sull’adeguatezza della loro composizione, raccomandando l’adozione di un modello previsionale di medio-lungo termine e un più incisivo monitoraggio dei residui attivi e passivi.
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Nota della Redazione
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