Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria della Fondazione MAXXI per il 2024 evidenzia un miglioramento dell’equilibrio economico ma conferma la dipendenza dai contributi pubblici (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 109 del 22.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti, nell’esercizio della funzione di cui all’art. 12 della legge 21 marzo 1958, n. 259, riferisce al Parlamento sul risultato del controllo sulla gestione finanziaria degli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. L’ente di diritto privato in controllo pubblico, ancorché escluso dalle norme di contenimento della spesa ai sensi dell’art. 1, comma 981, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, è tenuto al perseguimento di equilibri economici e patrimoniali sostenibili e al rafforzamento delle entrate proprie, in un contesto in cui i contributi di gestione restano la fonte prevalente di proventi. La legittimità formale degli affidamenti diretti sottosoglia, ai sensi dell’art. 50, comma 1, del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36, non esime l’ente dal monitorare la frammentazione degli acquisti e dal garantire l’effettiva applicazione dei principi di rotazione, economicità e trasparenza. L’esito del controllo, positivo quanto all’equilibrio economico, non preclude la segnalazione di profili di attenzione da monitorare, quali l’incremento dei costi di gestione e la riduzione dei flussi finanziari operativi.
Il Fatto
La Fondazione MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, ente di diritto privato in controllo pubblico sottoposto alla vigilanza del Ministero della cultura, è stata assoggettata al controllo della Corte dei conti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 febbraio 2017, ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958. La Sezione del controllo sugli enti ha esaminato il conto consuntivo per l’esercizio 2024, corredato dalle relazioni del Direttore generale e del Collegio dei sindaci, trasmesso in adempimento dell’art. 4 della medesima legge. L’attività istituzionale della Fondazione si articola nella gestione dei musei MAXXI Arte e MAXXI Architettura a Roma e del museo MAXXI L’Aquila, oltre che in attività di ricerca, mostre ed eventi culturali, con progetti finanziati dal Pnrr e il programma “Grande MAXXI”.
La Motivazione della Corte
La Corte ha rilevato che il rendiconto gestionale per il 2024 chiude con un risultato di gestione positivo di euro 108.031, in notevole aumento rispetto all’esercizio precedente (euro 6.701). Tale avanzo è sostenuto dal risultato della gestione caratteristica, pari a euro 288.292, e dal saldo positivo della gestione finanziaria, per euro 138.369, al netto delle imposte correnti (euro 318.630). I proventi complessivi, pari a euro 21.778.826, evidenziano un incremento del 13,84 per cento, trainato dagli altri ricavi e proventi e dagli altri contributi, mentre i contributi di gestione, per euro 13.905.250, restano la componente prevalente, con un’incidenza del 63,85 per cento sul totale. La Corte ha sottolineato come, nonostante il miglioramento della capacità di autofinanziamento (dal 28,04 per cento al 36,15 per cento), la sostenibilità economica della Fondazione continui a dipendere in modo indispensabile dalle erogazioni pubbliche, provenienti per la quasi totalità dal Ministero della cultura.
L’esame dello stato patrimoniale evidenzia un patrimonio netto in aumento dell’8,60 per cento, pari a euro 23.139.949, che incide per il 47,62 per cento sul totale del passivo. Le immobilizzazioni registrano un incremento del 5,68 per cento, grazie alla crescita delle opere d’arte, mentre le disponibilità liquide aumentano del 10,01 per cento, attestandosi a euro 19.996.095. I fondi per rischi ed oneri crescono in misura significativa, per far fronte a oneri di manutenzione straordinaria e a potenziali passività da contenziosi. I flussi finanziari dell’attività operativa, pur restando positivi, si riducono del 48,77 per cento, a causa dell’incremento dei ratei e risconti attivi, della riduzione dei risconti passivi e dell’aumento dei crediti verso clienti, configurando un elemento che la Corte ritiene meritevole di monitoraggio.
In merito all’attività contrattuale, la Corte ha osservato che, pur nel rispetto formale delle soglie di cui all’art. 50 del codice dei contratti pubblici, il ricorso all’affidamento diretto senza consultazione per forniture e servizi ha riguardato il maggior numero di contratti (1.397 su 1.439), con un’incidenza dell’81,26 per cento sulla spesa complessiva di euro 10.113.181, evidenziando una forte frammentazione degli acquisti e una limitata esposizione al confronto competitivo. Quanto agli acquisti di opere d’arte effettuati con procedura negoziata senza pubblicazione di bando ai sensi dell’art. 76 del d.lgs. n. 36 del 2023, la Corte ha richiamato la necessità di documentare rigorosamente le valutazioni economiche e di motivare puntualmente l’assenza di alternative sul mercato.
Da ultimo, la Corte ha evidenziato che la governance della Fondazione ha attraversato una fase di transizione nell’esercizio, a seguito della cessazione anticipata dell’incarico del Presidente, con l’assunzione delle funzioni da parte di un componente del Consiglio di amministrazione. In considerazione dei deliberati incrementi della pianta organica, del progetto “Grande MAXXI” e della crescita dei costi di gestione per la sede dell’Aquila, la Corte ha sottolineato l’opportunità di un attento controllo sull’evoluzione dei costi e sulla dinamica dei flussi finanziari operativi, per garantire nel medio periodo la piena sostenibilità economico-finanziaria delle attività istituzionali.
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Nota della Redazione
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