Obbligo di valutazione indipendente del Programma e funzione organizzativa del Piano delle Valutazioni (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 25 del 16.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
L’art. 44 del Reg. (UE) 2021/1060 pone in capo all’Autorità di gestione un vero e proprio obbligo — e non una mera facoltà — di sottoporre il Programma a valutazione, con riferimento ai criteri di efficacia, efficienza, rilevanza, coerenza e valore aggiunto dell’Unione. Il Piano delle Valutazioni non rappresenta un adempimento documentale fine a sé stesso, bensì la condizione organizzativa dell’esercizio di una funzione che il legislatore europeo ha concepito come contestuale all’attuazione e non come consuntivazione ex post, affinché le risultanze valutative possano retroagire tempestivamente sulle scelte gestionali. Tutte le valutazioni devono essere affidate a esperti interni o esterni funzionalmente indipendenti, ai sensi dell’art. 44, par. 6, del Reg. (UE) 2021/1060, e il piano di valutazione deve essere presentato al Comitato di sorveglianza entro un anno dalla decisione di approvazione del Programma, ex art. 44, par. 5. Il ritardo nell’aggiornamento del Piano e nell’avvio della valutazione espone il Programma al rischio di degradare lo strumento valutativo da indirizzo gestionale a mero adempimento certificativo.
Il Fatto
Il Collegio del controllo concomitante ha condotto un’istruttoria sull’attuazione del Programma Nazionale “Giovani, Donne e Lavoro”, finanziato con risorse FSE+ e cofinanziamento nazionale per complessivi 5.088.668.334 euro. Il Programma, nella versione vigente 4.0 dell’11 dicembre 2025, ha subito nel corso del 2025 due riprogrammazioni: la prima ha introdotto una nuova Priorità dedicata alle tecnologie critiche STEP, la seconda ha disposto il trasferimento di dotazioni dalla Priorità 2 (occupazione femminile) ad altre finalità.
All’esito dell’attività istruttoria, il Magistrato relatore ha rilevato che il Piano delle Valutazioni vigente risaliva al 5 dicembre 2023 e che l’attività valutativa non era stata ancora affidata a soggetti esterni. Nonostante l’Amministrazione avesse prospettato l’approvazione del Piano aggiornato nella riunione del Comitato di sorveglianza del 25 giugno 2026, l’iter non risultava perfezionato, essendo emerse osservazioni che richiedevano il recepimento tramite procedura scritta.
La Motivazione della Corte
Il Collegio osserva che, a oltre due anni e mezzo dall’adozione dell’ultima versione del Piano e a metà del periodo di programmazione, l’aggiornamento dello strumento programmatorio non ha completato il proprio iter di approvazione, l’affidamento del servizio a un valutatore indipendente non risulta perfezionato e la valutazione prevista per il 2026 non è stata avviata, essendosi l’Amministrazione limitata al generico riferimento ai “tempi utili all’attuazione del PN”.
L’esigenza di un presidio valutativo effettivo risulta accentuata da tre concorrenti circostanze. In primo luogo, le due riprogrammazioni intervenute nel solo 2025 avrebbero richiesto evidenze valutative circa l’efficacia relativa degli strumenti oggetto di rimodulazione. In secondo luogo, una quota rilevante della dotazione è stata destinata a misure di incentivazione automatica, rispetto alle quali la prassi segnala rischi tipici di scarsa addizionalità: l’assenza di valutazione impedisce di verificare se la spesa si traduca in risultati occupazionali effettivamente riconducibili all’intervento pubblico. In terzo luogo, l’approssimarsi della fase conclusiva del periodo di programmazione riduce progressivamente lo spazio entro cui le risultanze valutative possono ancora orientare l’azione amministrativa.
Quanto allo stato di avanzamento fisico, il Collegio rileva che la mancata valorizzazione di alcuni indicatori nella trasmissione alla Commissione del 31 dicembre 2025 consegue all’indisponibilità del dettaglio informativo relativo ai microdati. L’Amministrazione ha assicurato che la completa integrazione avverrà entro la scadenza del 31 luglio 2026 e ha annunciato l’implementazione di un presidio organizzativo con popolamento trimestrale del sistema informativo e una relazione semestrale sul monitoraggio fisico: il Collegio prende atto delle misure, ma rileva che la relazione semestrale risulta ancora un impegno programmatico non tradotto in atti.
Con riguardo alla Piattaforma Multifondo, l’Amministrazione ha riferito il rilascio delle funzionalità “Aree di visualizzazione ADA” e “Monitoraggio indicatori”, qualificate come chiave per la digitalizzazione dei flussi informativi. Il Collegio osserva che la previsione di completamento entro il corrente anno andrebbe corroborata dall’indicazione delle funzionalità ancora in corso di sviluppo e dei relativi tempi di rilascio. Sul piano finanziario, il Ministero ha confermato il target di spesa 2026 in 384.468.681,67 euro, stimandone il pieno raggiungimento.
In dispositivo, il Collegio accerta lo stato di avanzamento fisico e finanziario del Programma e raccomanda di concludere la procedura scritta di approvazione del Piano aggiornato, di avviare l’affidamento del servizio a un valutatore funzionalmente indipendente e di dare avvio alla valutazione prevista per il 2026, definendo un termine puntuale per le prime risultanze, invitando l’Amministrazione a fornire riscontro documentato entro il 15 settembre 2026.
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Nota della Redazione
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