Ripresa del controllo sulla gestione finanziaria della società Stretto di Messina Spa (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 105 del 09.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria di una società in house dichiarata di preminente interesse nazionale, verifica l’attuazione del nuovo quadro normativo di riavvio dell’attività. Il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo costituisce un passaggio imprescindibile per l’efficacia dei provvedimenti di approvazione del progetto e di riattivazione dei contratti, con la conseguenza che la mancata registrazione di tali atti, per vizi istruttori o violazioni del diritto unionale, determina l’inefficacia degli stessi, con impatto diretto sulla prosecuzione dell’iter. Le società partecipate dallo Stato sono soggette alle disposizioni in materia di contenimento della spesa pubblica e devono attenersi al codice dei contratti pubblici negli affidamenti, anche quando riavviano rapporti caducati ex lege.
Il Fatto
La società Stretto di Messina Spa, costituita nel 1981 per la progettazione e costruzione del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, dopo la caducazione dei contratti nel 2013 e un lungo periodo di liquidazione, ha visto dal 2023 la revoca di tale stato e la dichiarazione di opera prioritaria. La società, ora in house e sottoposta a controllo analogo del Ministero, ha ripreso la sua operatività, con un capitale sociale di 672,5 milioni e l’ingresso del Mef con una partecipazione del 55,16 per cento.
Nel corso del 2024, la società si è dedicata alla riattivazione dei rapporti contrattuali con il contraente generale e gli altri affidatari, tramite atti aggiuntivi, e alla predisposizione dell’iter di approvazione del progetto definitivo. Tuttavia, l’approvazione della delibera CIPESS e del terzo atto aggiuntivo alla convenzione è stata bloccata dal mancato visto di legittimità della Corte dei conti, che ha ricusato la registrazione di entrambi i provvedimenti.
La Motivazione della Corte
La Sezione ripercorre il complesso quadro normativo, richiamando la natura di interesse nazionale dell’opera e il nuovo assetto societario, e ricostruisce i fatti gestori salienti del 2024. In relazione alla gestione, la Corte evidenzia la struttura organizzativa, i compensi degli organi e un significativo aumento dei costi del personale diretto e in distacco, mentre valuta positivamente l’adozione di un sistema di controllo interno e di un Framework anticorruzione.
Il punto più qualificante della relazione riguarda la fase di riavvio del progetto. La Corte ricostruisce l’iter approvativo e le ragioni della mancata registrazione dei provvedimenti di approvazione del progetto definitivo e di riattivazione dei rapporti contrattuali. In tale sede, vengono recepiti i profili di illegittimità rilevati dal controllo preventivo, sia riguardo alla procedura di affidamento, senza nuova gara in presenza di modifiche sostanziali del rapporto originario, sia riguardo alla carenza istruttoria su taluni presupposti ambientali. Tale situazione ha reso necessaria una novella normativa per conformare il quadro alle osservazioni della Corte.
Infine, la Sezione esamina con attenzione critica il contenzioso pendente, le attività contrattuali, e la gestione dei rischi, ritenendo non necessario alcun accantonamento per alcune delle cause principali. Il controllo eseguito mira così a verificare la regolarità e l’efficacia dell’azione amministrativa della società.
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Nota della Redazione
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