Controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria 2024 dell’Istituto superiore di sanità tra disavanzo contabile e solidità patrimoniale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 85 del 27.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti pubblici di ricerca, esercitato ai sensi dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958, verifica la legittimità, la regolarità e il corretto utilizzo delle risorse pubbliche, nonché la conformità dell’azione amministrativa ai principi di efficacia, efficienza ed economicità. Il disavanzo finanziario di competenza che emerga dal rendiconto non integra di per sé una condizione di squilibrio strutturale, ove risulti causalmente riconducibile alla tempistica di imputazione di spese finanziate da contributi vincolati incassati in esercizi precedenti e confluite nell’avanzo di amministrazione vincolato. La Corte valuta l’osservanza delle disposizioni in materia di reclutamento del personale, di attività negoziale e di contenimento della spesa pubblica, formulando rilievi e raccomandazioni per gli esercizi successivi. La gestione contabile dei fondi del PNRR e del PNC deve assicurare una rappresentazione trasparente e analitica dei flussi finanziari, anche attraverso una puntuale indicazione in nota integrativa delle somme ricevute e di quelle spese.
Il Fatto
La Corte dei conti ha esercitato il controllo sulla gestione finanziaria dell’Istituto superiore di sanità (Iss) per l’esercizio 2024, ente pubblico di ricerca vigilato dal Ministero della salute e inserito tra le amministrazioni pubbliche incluse nel conto economico consolidato. L’istituto, organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale, opera in regime di autonomia scientifica, organizzativa, amministrativa e contabile, svolgendo attività di ricerca, controllo e consulenza a tutela della salute pubblica. Il rendiconto generale 2024, approvato dal Cda, è stato trasmesso alla Sezione del controllo sugli enti, che ha verificato l’andamento della gestione, la consistenza delle risorse umane, l’attività contrattuale e progettuale, la situazione patrimoniale ed economica e l’utilizzo dei fondi unionali e del PNRR.
La Motivazione della Corte
La Corte ha verificato che la gestione di competenza 2024 si è chiusa con un disavanzo finanziario di euro 100.697.444, in netto peggioramento rispetto all’avanzo del 2023. La ragione dello squilibrio è stata individuata in un fenomeno di natura contabile: due consistenti quote di contributo a natura vincolata, relative al programma PNC e a un progetto europeo, erano state incassate a dicembre 2023 e avevano alimentato l’avanzo di amministrazione vincolato, ma le relative spese sono state impegnate solo nell’esercizio 2024. A ciò si è aggiunto il definanziamento del contributo complessivo del programma PNC. La Corte ha precisato che tale risultato non è collegato a una carenza di liquidità, attesa la consistenza di cassa a fine esercizio pari a euro 243.435.454.
Quanto alle risorse umane, la Corte ha rilevato il rispetto del limite massimo dell’80% del rapporto tra spese di personale e media delle entrate, degli artt. 9 del d.lgs. n. 218/2016, e ha monitorato l’andamento del personale a tempo indeterminato, in diminuzione, e determinato, in aumento. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla corretta qualificazione dei rapporti di collaborazione per evitare rivendicazioni giuridico-economiche e contenziosi. Con riguardo all’attività contrattuale, pur considerando il settore peculiare dell’ente, la Corte ha ribadito la necessità che l’attività negoziale si svolga nel rispetto dei principi del codice dei contratti pubblici, evidenziando la prevalenza degli affidamenti diretti rispetto alle procedure Consip e Me.Pa.
Sul fronte delle partecipazioni societarie, la Corte ha ricostruito il complesso iter relativo al Consorzio Cnccs, segnalando le criticità emerse a seguito del recesso dapprima deliberato e poi riconsiderato dal Cda, nonché la necessità di una corretta applicazione dell’art. 20 del d.lgs. n. 175/2016 (Tusp). La Corte ha altresì raccomandato di estendere anche agli altri finanziamenti unionali e nazionali la rappresentazione analitica in nota integrativa delle somme ricevute e di quelle spese per i progetti PNRR e PNC, al fine di garantire una più trasparente rappresentazione dei riflessi di tali risorse sui risultati di bilancio.
La gestione economica 2024 si è chiusa con un risultato positivo di euro 1.339.528, in netta diminuzione rispetto all’esercizio precedente. Il valore della produzione è aumentato mentre i costi della produzione hanno registrato una crescita più che proporzionale, confermando la capacità di sostenere gli oneri operativi dell’attività caratteristica, sebbene con un margine in riduzione. Il patrimonio netto è risultato in aumento, anche per effetto dell’utilizzo dell’utile a copertura delle perdite pregresse. La Corte ha infine preso atto del percorso di implementazione della contabilità economico-patrimoniale (accrual), in linea con la riforma PNRR.
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Nota della Redazione
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