Controllo concomitante: nessuna irregolarità nella fase attuativa di Resto al Sud 2.0 (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 48 del 11.11.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il Collegio del controllo concomitante, nell’esercizio della funzione di vigilanza sull’attuazione delle misure di coesione, accerta l’insussistenza di irregolarità gestionali quando l’amministrazione dimostri di aver posto in essere le attività propedeutiche e attuative previste dalla disciplina di riferimento. La valutazione del Collegio si fonda sullo stato di avanzamento documentato e sulla riprogrammazione intervenuta, che non incide sul quadro finanziario dell’intervento. In assenza di irregolarità e dei presupposti di cui all’art. 22, comma 1, secondo periodo, del d.l. n. 76/2020, il Collegio non formula raccomandazioni né attiva il procedimento ivi previsto. La verifica resta comunque impregiudicata per gli aspetti non ancora esaminati.
Il Fatto
Il Collegio del controllo concomitante presso la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato ha esaminato l’intervento “Resto al Sud 2.0”, previsto dagli artt. 18 e ss. del d.l. n. 60/2024, convertito con modificazioni nella legge n. 95/2024. La misura sostiene l’avvio di attività imprenditoriali e libero-professionali nel Mezzogiorno, con risorse del Programma nazionale “Giovani, donne e lavoro” FSE+ 2021-2027.
L’istruttoria ha preso avvio dalla programmazione annuale del Collegio e si è sviluppata attraverso note istruttorie, riscontri dell’amministrazione e un’audizione telematica. La questione sottoposta al Collegio riguardava la verifica dello stato di attuazione procedurale e finanziario della misura e l’eventuale sussistenza di criticità gestionali.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ha ricostruito il quadro normativo della misura, evidenziando che l’art. 18 del d.l. n. 60/2024 ne demanda i termini e le modalità di finanziamento a un decreto interministeriale. L’istruttoria ha accertato che tale decreto è stato adottato e che, successivamente, il Direttore Generale ha sottoscritto le disposizioni operative.
Sul piano finanziario, il Collegio ha preso atto che le risorse stanziate ammontano a 700 milioni di euro, finanziate con il FSE+ e quindi fuori bilancio. È emerso che la proposta di riprogrammazione, presentata alla Commissione europea, ha comportato una revisione degli obiettivi del Programma, senza incidere sul quadro finanziario dell’investimento in oggetto.
Quanto alla fase attuativa, il Collegio ha verificato l’approvazione dei progetti presentati dai soggetti attuatori e la trasmissione delle relative convenzioni, nonché l’apertura dello sportello per la presentazione delle domande da parte dei destinatari finali. Tali elementi documentano il concreto avvio della misura.
Il Collegio ha quindi ritenuto che, per i profili oggetto di controllo, non emergessero irregolarità gestionali tali da giustificare raccomandazioni, né i presupposti per l’attivazione del procedimento di cui all’art. 22, comma 1, secondo periodo, del d.l. n. 76/2020. Ha tuttavia precisato che l’esame istruttorio prosegue e che resta impregiudicata la verifica di ulteriori aspetti e dell’effettivo completamento del progetto.
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Nota della Redazione
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