Accertati perdite, copertura investimenti e ritardi nei bilanci dell’AOU Meyer (Corte dei Conti Sez. contr. Toscana n. 95 del 13.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
Nell’ambito del controllo collaborative sulla gestione degli enti del Servizio sanitario nazionale, la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti accerta le criticità gestionali emerse dall’esame del bilancio di esercizio, potendo richiedere agli enti e alla Regione l’adozione di provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio. Le reiterate perdite di esercizio, la mancata indicazione integrale delle fonti di copertura degli investimenti nel piano allegato al bilancio economico di previsione e la ritardata adozione e approvazione dei bilanci costituiscono profili di criticità rilevanti. Gli obiettivi di contenimento della spesa farmaceutica e dei dispositivi medici devono essere definiti con atti formali e accessibili agli organi di controllo, sulla base di una programmazione realistica dei costi. Il limite di spesa per il personale di cui all’art. 11, comma 1, del decreto-legge n. 35/2019 deve essere riferito alla Regione, tenuta a governare la spesa del personale di tutti gli enti del SSR.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per la Toscana ha esaminato la relazione-questionario sul bilancio di esercizio 2024, trasmessa dal Collegio sindacale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Meyer IRCCS ai sensi dell’art. 1, comma 170, della legge n. 266/2005. L’istruttoria ha fatto emergere criticità nella gestione economico-finanziaria dell’ente, con particolare riguardo alle perdite di esercizio, alla crescita dei costi per farmaci, dispositivi medici e personale, alla mancata copertura degli investimenti programmati e ai ritardi nell’adozione e approvazione dei bilanci. L’Azienda e la Regione hanno presentato memorie e controdeduzioni, e i loro rappresentanti sono stati ascoltati nell’adunanza pubblica del 16 aprile 2026.
La Motivazione della Corte
La Sezione ricostruisce il quadro normativo del controllo affidato alle Sezioni regionali dalla legge n. 266/2005 e dal decreto-legge n. 174/2012, convertito dalla legge n. 213/2012, qualificandolo come controllo di legalità e regolarità ascrivibile al modello del “controllo collaborativo” di cui all’art. 7, comma 7, della legge n. 131/2003. Al di fuori delle ipotesi di mancata copertura di programmi di spesa o di insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria, non opera la preclusione all’attuazione dei programmi, ma resta fermo l’obbligo degli enti di adottare misure correttive.
Nel merito, la Sezione accerta la perdita d’esercizio di 3.328.204 euro per il 2024, in peggioramento rispetto all’esercizio precedente, confermando una condizione di squilibrio economico. I ricavi da prestazioni sanitarie non coprono integralmente i costi di produzione, nonostante l’apporto di risorse supplementari dal Fondo sanitario indistinto. La Sezione rileva che i contributi in conto esercizio per le funzioni non tariffate superano il limite del 30 per cento previsto dall’art. 8-sexies del d.lgs. n. 502/1992, attestandosi al 35,79 per cento nel 2024.
Quanto ai costi per farmaci e dispositivi medici, la Sezione evidenzia l’incremento del 24,4 per cento dei primi e del 6,7 per cento dei secondi, non compensato dai ricavi da payback. Pur riconoscendo la difficoltà oggettiva di raggiungere obiettivi di contenimento in un contesto di prezzi di mercato elevati, la Sezione sottolinea che i tetti di spesa restano uno strumento essenziale e che gli obiettivi devono essere definiti con provvedimenti ufficiali, senza rimodulazioni a fine esercizio. Con riguardo al personale, richiama la deliberazione della Sezione delle autonomie n. 9/2025/QMIG, secondo cui il limite di spesa ex art. 11, comma 1, del decreto-legge n. 35/2019 è riferito alla Regione, la quale deve governare la spesa del personale dell’intero SSR.
La Sezione accerta inoltre la mancata indicazione integrale delle fonti di copertura degli investimenti programmati, con un fabbisogno residuo di 11.536.634 euro, pari al 28,5 per cento del totale, e la ritardata adozione e approvazione del bilancio di esercizio e del bilancio economico di previsione. Sul rischio sanitario, prende atto della riforma avviata dalla Regione verso un sistema assicurativo misto, ma rileva che i fondi accantonati risultano ancora incongrui rispetto al rischio probabile stimato di 4.527.731 euro.
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Nota della Redazione
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