Controllo sulla gestione finanziaria dell’EPPI per l’esercizio 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 136 del 14.11.2025)
Principi di diritto (Massima)
Nel controllo sulla gestione finanziaria degli enti previdenziali privatizzati, la Corte dei conti verifica l’equilibrio economico-patrimoniale e finanziario di medio e lungo periodo, la sostenibilità del rapporto tra contribuzione e prestazioni e l’adeguatezza delle scelte di investimento rispetto alla peculiarità del risparmio previdenziale. L’avanzo di esercizio non esaurisce il giudizio: rileva la qualità delle poste patrimoniali, in particolare l’effettiva esigibilità dei crediti contributivi, la cui crescita impone all’Ente ogni attività utile a scongiurarne la prescrizione. La scelta di allocazione verso asset a non elevato rischio va correlata all’obiettivo di una redditività idonea ad assicurare la sostenibilità del regime in un orizzonte di medio e lungo termine.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli Enti riferisce al Parlamento, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, sull’esito del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati per l’esercizio 2023. L’Ente, costituito nel 1997 come fondazione di diritto privato, è sottoposto al controllo della Corte in forza dell’art. 3, comma 5, del d.lgs. n. 509 del 1994, richiamato dall’art. 6, comma 7, del d.lgs. n. 103 del 1996.
La verifica prende le mosse dal bilancio consuntivo 2023, dalle relazioni degli organi amministrativi e di controllo e dagli atti acquisiti in istruttoria. Il referto esamina l’ordinamento, gli organi e il personale, i limiti di spesa, la gestione previdenziale e assistenziale, l’attività contrattuale, la gestione patrimoniale, i risultati contabili e il bilancio tecnico, formulando le raccomandazioni ritenute opportune.
La Motivazione della Corte
L’esercizio 2023 chiude con un avanzo di euro 80.086.507, in aumento del 144,01 per cento rispetto al 2022. Il miglioramento è ascrivibile al notevole incremento dei contributi, pari al 30,69 per cento, nonché alle voci di interessi e sanzioni e alle rettifiche dei costi. Il rapporto tra contributi soggettivi e prestazioni si attesta a 3,00 (2,88 nel 2022) e il rapporto tra il valore dei fondi a copertura delle pensioni in essere e le rate erogate nell’anno è pari a 12, superiore al parametro non inferiore a 5 previsto dal d.lgs. n. 509 del 1994.
La Corte non si limita al dato dell’avanzo economico. Sul versante patrimoniale rileva la crescita dei crediti verso gli iscritti, pari a euro 197.228.866, in aumento del 16,90 per cento. Tali crediti costituiscono il 9,68 per cento delle attività patrimoniali e incidono per il 17,31 per cento sul fondo di accantonamento dei contributi soggettivi e integrativi. Da qui la raccomandazione di porre in essere ogni possibile attività volta a esigere la soddisfazione dei crediti e a evitare che gli stessi cadano in prescrizione, considerato il considerevole arco temporale cui si riferiscono e gli elevati importi.
In tema di gestione finanziaria, la Sezione ribadisce che la scelta di allocazione delle risorse verso asset a non elevato rischio, pur garantendo la diversificazione del patrimonio, va correlata alla peculiarità della gestione del risparmio previdenziale, che persegue una redditività idonea ad assicurare la sostenibilità del regime in un orizzonte di medio e lungo termine, condizionato anche dall’incidenza di variabili demografiche e biometriche. Il patrimonio mobiliare, a valore contabile, ammonta a 1.830 milioni ed esprime maggiori valori non realizzati; le disponibilità liquide diminuiscono del 29,60 per cento.
Il bilancio tecnico attuariale al 31 dicembre 2020, riferito al periodo 2021-2070, adotta l’ipotesi di redditività massima dell’1 per cento reale e mostra un avanzo tecnico di circa 512 milioni, con patrimonio in trend crescente. Il saldo previdenziale si mantiene positivo fino al 2036 e assume segno negativo dal 2037; il saldo totale resta sempre positivo, pur decrescendo dal 2032 al 2054. La Corte raccomanda il costante monitoraggio degli scostamenti tra ipotesi attuariali e andamenti effettivi, per adottare tempestivamente gli interventi necessari al mantenimento dell’equilibrio di medio e lungo termine.
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Nota della Redazione
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