Controllo PNRR e definanziamenti, rischi di crisi di liquidità per il Comune (Corte dei Conti Sez. contr. Lombardia n. 397 del 27.11.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione delle risorse del PNRR, esercitato dalle Sezioni regionali della Corte dei conti ai sensi dell’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021, non si esaurisce nella verifica dell’avanzamento procedurale e finanziario dei progetti, ma si estende alla corretta applicazione delle norme contabili e all’adeguatezza del sistema di monitoraggio dell’ente attuatore. L’ente locale non può invocare l’esiguità delle risorse umane e finanziarie per sottrarsi all’adozione di un sistema di controlli interni proprio, non sostituibile con quello dell’amministrazione centrale titolare della misura. Il rispetto degli obblighi di trasparenza e comunicazione previsti dal d.lgs. n. 33/2013 e dalle linee guida ANAC sul PNRR costituisce adempimento dovuto, indipendentemente dalla dimensione dell’ente. Per i progetti definanziati, infine, il lungo intervallo tra l’effettuazione della spesa e l’ottenimento dei trasferimenti può generare un rischio di sopravvenuta crisi di liquidità, con riflessi sulla tenuta dei conti dell’ente in riequilibrio.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per la Lombardia ha svolto una ricognizione dei progetti finanziati dal PNRR e dal PNC nei Comuni che, al 31 dicembre 2024, risultavano in procedura di riequilibrio o di dissesto. L’iniziativa rientra nel controllo sulla gestione previsto dall’art. 7, comma 7, d.l. n. 77/2021.
Il Comune destinatario dell’istruttoria aveva approvato un piano di riequilibrio finanziario pluriennale di durata ventennale, poi approvato dalla Sezione. Nel riscontro del 10 febbraio 2025 l’ente ha fornito chiarimenti su dieci CUP, di cui nove PNRR e uno PNC, alcuni dei quali risultati definanziati o non più presenti sulla piattaforma ReGiS.
La Motivazione della Corte
La Sezione ha circoscritto l’esame a nove CUP, tutti afferenti alla Missione 1 e finanziati da fondi PNRR (otto) e PNC (uno), per un ammontare complessivo, rispettivamente, di 197.423,40 euro e 1.683,60 euro. Quattro progetti risultano conclusi, quattro in corso di esecuzione, tutti in linea con il cronoprogramma secondo i dati estratti dalla piattaforma ReGiS.
Per i quattro progetti conclusi la Sezione ha verificato impegni di spesa e pagamenti pari al 100 per cento dei fondi assegnati, con rendicontazione per un totale di 59.469,00 euro e integrale rimborso da parte dei Ministeri competenti. I progetti della Missione 1, osserva la Sezione, non prevedono anticipazioni ma una semplice asseverazione di avvenuto completamento, sicché i trasferimenti coincidono con l’erogazione del rimborso a conclusione del progetto.
La Sezione rileva poi che due progetti, in origine ricompresi tra quelli finanziati dal PNRR, sono stati definanziati a seguito della revisione del Piano approvata dal Consiglio UE l’8 dicembre 2023. Per essi l’ente ha dichiarato di aver interamente pagato le opere e di aver ricevuto solo una parte dei trasferimenti spettanti. Il trascorrere di lunghi periodi tra spesa e rimborso comporta, secondo la Sezione, un più che probabile rischio di sopravvenuta crisi di liquidità, con gravi riflessi sulla tenuta dei conti di un comune con piano di riequilibrio in essere.
Sul piano contabile l’ente ha assicurato la rigorosa osservanza delle norme, con l’istituzione di capitoli specifici di entrata e di spesa per ciascun CUP. La Sezione raccomanda in ogni caso l’adozione di un adeguato sistema di gestione e controllo proprio, non sostituibile con quello dell’amministrazione centrale, nonché il rispetto degli obblighi di trasparenza del d.lgs. n. 33/2013 e delle linee guida ANAC. Rileva inoltre che l’ente non ha adottato la deliberazione di ricognizione dei fondi “non nativi” PNRR.
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Nota della Redazione
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