Parifica del rendiconto 2025 della Regione Sardegna tra regolarità contabile e rilievi gestionali (Corte dei Conti Sez. Riunite Sardegna n. 1 del 10.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
La parificazione del rendiconto regionale da parte delle Sezioni riunite della Corte dei conti è atto di controllo demandato all’accertamento della correttezza e della regolarità finanziario-contabile delle risultanze di fine esercizio. L’esito favorevole del giudizio di parificazione non esclude la formulazione di osservazioni su profili gestionali e sulla conformità dell’azione amministrativa alle regole di sana gestione finanziaria. La pronuncia di regolarità del rendiconto presuppone la verifica del rispetto degli equilibri di bilancio e dei limiti di indebitamento, nonché la valutazione della dinamica di cassa e della capacità di impiego delle risorse.
Il Fatto
La Regione autonoma della Sardegna ha trasmesso alla Corte dei conti il rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025, approvato dalla Giunta regionale con delibera n. 21/24 del 29 aprile 2026 e rettificato con delibera n. 25/32 del 20 maggio 2026. Il giudizio di parificazione è stato instaurato ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 21/1978 e dell’art. 4 della legge n. 658/1984. Il Procuratore regionale ha concluso per la dichiarazione di regolarità del rendiconto, richiamando l’attenzione su specifici profili di criticità emersi nel corso dell’istruttoria.
La Motivazione della Corte
Le Sezioni Riunite hanno delineato la natura del giudizio di parificazione, inquadrandolo nel sistema dei controlli della finanza pubblica allargata. La pronuncia di regolarità sul rendiconto non si limita alla verifica formale dei dati contabili, ma si estende all’accertamento della correttezza e della regolarità finanziario-contabile delle risultanze di fine esercizio, previa verifica della Sezione regionale di controllo. In tale contesto, la Corte ha esaminato gli equilibri di bilancio, la cui positiva sussistenza è emersa dal quadro di cui alla delibera di rettifica n. 25/32 del 2026: il risultato di competenza (D/1) è positivo per 1.271.356.910,89 euro, l’equilibrio di bilancio (D/2) ammonta a 806.081.493,93 euro e l’equilibrio complessivo (D/3) risulta positivo per 655.634.941,76 euro. La Regione ha pertanto rispettato l’equilibrio di bilancio richiesto dall’art. 1, comma 821, della legge n. 145/2018. La Corte ha però evidenziato profili di criticità. Il ritardo nell’adozione della manovra di bilancio ha comportato il ricorso all’esercizio provvisorio per l’intero periodo massimo di quattro mesi. Quanto al saldo di cassa finale, pari a 3.861.927.499,03 euro, la crescita costante degli ultimi quattro anni — con un incremento del 32,27% — è stata giudicata sintomatica di un persistente sfasamento tra acquisizione delle risorse e capacità di effettivo impiego delle stesse. Con riguardo alla spesa sanitaria, i trasferimenti alle aziende del SSR per l’equilibrio corrente non sono stati effettuati entro l’anno a causa dell’adozione tardiva della delibera di riparto e della mancata intesa sul Fondo sanitario nazionale 2025. Il risultato di amministrazione disponibile, quantificato in 510.206.558,23 euro dopo la rettifica, ha recepito le correzioni sulla composizione delle quote vincolate. La Corte ha dichiarato regolare il rendiconto, approvando la relazione allegata e disponendo la trasmissione degli atti al Consiglio regionale.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.