Controllo Corte dei conti sul bilancio 2024 dell’AUSL di Imola: criticità su equilibri, spesa farmaceutica e indebitamento (Corte dei Conti Sez. contr. Emilia-Romagna n. 39 del 20.04.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale si configura come sindacato di legalità e regolarità a carattere cogente, finalizzato a garantire l’equilibrio economico-finanziario e il rispetto delle regole contabili. La mancata adozione del bilancio di previsione entro l’esercizio precedente, l’incremento dei costi superiore ai ricavi, il mancato accantonamento degli oneri per arretrati contrattuali e il superamento dei tetti di spesa farmaceutica e per dispositivi medici integrano irregolarità suscettibili di pregiudicare gli equilibri di bilancio. Il limite di spesa per il personale a tempo determinato ex art. 9, c. 28, D.L. n. 78/2010 opera a livello regionale e non aziendale, con esclusione dal vincolo del personale della dirigenza medica e dei profili sanitari e sociosanitari ai sensi dell’art. 11, c. 1, D.L. n. 35/2019. L’indebitamento deve rispettare il limite del 15% delle entrate proprie correnti ai sensi dell’art. 2, c. 2-sexies, lett. g), D.Lgs. n. 502/1992.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna ha esaminato la documentazione relativa al bilancio di esercizio 2024 dell’AUSL di Imola, inclusa la relazione-questionario del Collegio sindacale, la nota integrativa e gli schemi di bilancio nella BDAP. L’esame ha evidenziato un risultato di esercizio negativo pari a -10.831.533,54 euro, in netto peggioramento rispetto all’utile di +17.874,10 euro del 2023. La perdita è stata coperta dalla Regione con contributi per il ripiano (d.G.R. n. 604 e n. 605 del 2025). L’istruttoria ha coinvolto sia l’Azienda sia la Regione, chiamate a fornire chiarimenti su diversi profili di criticità emersi dal controllo: equilibri di bilancio, spesa del personale, farmaceutica, dispositivi medici, gestione straordinaria e indebitamento.
La Motivazione della Corte
La Sezione ha preliminarmente ricostruito il quadro normativo di riferimento, richiamando l’art. 1, c. 166-170, L. n. 266/2005 e l’art. 1, c. 3 e 4, D.L. n. 174/2012, che attribuiscono alle Sezioni regionali di controllo il compito di verificare il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica e l’assenza di irregolarità in grado di pregiudicare gli equilibri degli enti sanitari. Ha inoltre precisato, richiamando Corte cost., sentenza n. 39/2014 e n. 157/2020, che le pronunce di accertamento hanno effetto cogente nei confronti degli enti del SSN, potendo comportare la preclusione all’attuazione dei programmi di spesa in caso di mancata adozione delle misure correttive.
Nel merito, la Sezione ha rilevato otto profili di criticità. In primo luogo, la tardiva adozione del bilancio di previsione 2024, avvenuta con determinazione del Direttore Generale solo il 17 giugno 2024, ben oltre il termine del 31 dicembre 2023 previsto per l’approvazione da parte della Giunta regionale. In secondo luogo, il risultato operativo negativo di -5.869.198,56 euro, determinato da un aumento dei costi di produzione (+3,88%) superiore alla crescita del valore della produzione (+1,46%). In terzo luogo, l’aumento degli oneri straordinari per la corresponsione di arretrati al personale non accantonati negli esercizi di competenza, in violazione del principio contabile di cui all’allegato 4/2, punto 5.2, del D.Lgs. n. 118/2011.
Quanto al personale, la Sezione ha accertato che il costo del personale a tempo determinato non escluso dal vincolo (dirigenza non medica e comparto amministrativo-tecnico) ha superato il limite di legge, pur prendendo atto che la modifica normativa introdotta dal D.L. n. 19/2024 è intervenuta in corso d’anno. La Sezione ha altresì rilevato il superamento degli obiettivi di spesa farmaceutica (ospedaliera e convenzionata) e di quelli per l’acquisto di dispositivi medici, nonché l’aumento delle consulenze e collaborazioni sanitarie, giudicato non proporzionato al miglioramento dei tempi di attesa.
Il controllo ha infine evidenziato la presenza di note di credito da ricevere per complessivi -4.288.445,63 euro, la cui permanenza ultrannuale in bilancio è stata ritenuta contraria ai principi di prudenza e veridicità, e il superamento del limite di indebitamento del 15% delle entrate proprie correnti, attestatosi al 17,18%. La Sezione ha quindi disposto che l’AUSL si conformi alle indicazioni della pronuncia e che la Regione ne assicuri l’osservanza tramite i poteri di vigilanza.
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Nota della Redazione
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