Controllo Corte conti su frodi e conflitti di interesse nella gestione Pac (Corte dei Conti Sez. contr. affari europei n. 15 del 16.11.2025)
Principi di diritto (Massima)
La relazione della Corte dei conti, Sezione di controllo per gli affari europei e internazionali, sullo stato della prevenzione e del contrasto alle irregolarità, frodi, corruzione e conflitti di interesse nella gestione della Politica agricola comune non accerta responsabilità, ma valuta l’adeguatezza organizzativa del sistema di gestione e controllo. Il modello italiano si fonda su un assetto fortemente decentrato, articolato in un’Autorità competente, in un Organismo di coordinamento e in una rete di Organismi pagatori. Il ricorso alla delega a soggetti esterni, giustificato da organici contenuti e da esigenze tecniche, non esonera l’organismo delegante dall’obbligo di vigilanza e di controllo sull’operato del delegato. La piena efficacia del raccordo dipende dalla interoperabilità dei sistemi informativi e dall’adozione di banche dati uniche, di procedure standardizzate e di una formazione comune al personale.
Il Fatto
La Sezione ha svolto una indagine sul sistema di gestione e controllo dei fondi Feaga, Feasr e misto destinati alla Pac in Italia. L’analisi muove dal monitoraggio annuale sui casi di irregolarità e frode, da casi emblematici — tra cui la cosiddetta mafia dei Nebrodi e i fenomeni di land grabbing — e dalle risultanze delle sentenze contabili del quadriennio 2020-2023.
L’indagine esamina l’organizzazione preposta ai controlli, gli strumenti di analisi e mitigazione del rischio, i piani antifrode e le modalità di gestione del conflitto di interesse degli Organismi pagatori, con un focus sui collegamenti con le autorità deputate al contrasto dei fenomeni illeciti. Il collegio ha approvato la relazione con le modifiche apportate.
La Motivazione della Corte
La Corte ricostruisce il quadro regolamentare di riferimento, segnato dal regolamento (Ue) 2021/2115 e dal regolamento (Ue) 2021/2116, che impone agli Stati membri una tutela efficace degli interessi finanziari dell’Unione, con obblighi di prevenzione, individuazione e perseguimento delle frodi. I controlli sono affidati agli Organismi pagatori mediante il Sistema integrato di gestione e controllo (Sigc) e il Sistema di monitoraggio delle superfici.
La Corte rileva che il modello antifrode si articola tra la pianificazione anticorruzione, riconducibile al Piano triennale per la prevenzione della corruzione e al Piano integrato di attività e organizzazione, e la strategia antifrode propria, declinata nel Piano antifrode del singolo Organismo. In tutti i sistemi risultano inclusi meccanismi operativi e attività di controllo dedicati, con una regolamentazione per la gestione dei conflitti di interessi diffusa e basata su dichiarazioni specifiche.
Un punto di particolare delicatezza riguarda il ruolo dei Centri di assistenza agricola (Caa), destinatari di funzioni pubbliche delegate nella erogazione dei fondi. La Corte richiama il ripetuto coinvolgimento di loro operatori in attività fraudolente, attestato in 84 sentenze di condanna emesse nel quadriennio 2020-2023, e sottolinea l’adozione di un sistema piramidale dei controlli sui fascicoli aziendali e di un nuovo sistema di controllo degli accessi.
Sul piano tecnologico, la Corte valorizza l’impiego crescente di strumenti satellitari e di sistemi integrati per i controlli e le analisi del rischio, tra cui il sistema Arachne affiancato dal sistema di business analytics. Emerge tuttavia che sette organismi non utilizzano il Sian ma sistemi propri, che necessitano di interfacce con il sistema nazionale, con conseguente difficoltà di scambio automatico e costante dei dati.
La Corte conclude che il modello organizzativo ha registrato dal 2023 una spinta innovativa, ma che le risultanze delle modifiche intervenute sono parziali, non essendo il processo concluso. Su queste basi formula raccomandazioni: rafforzare i canali di comunicazione e scambio dati, accompagnare l’implementazione del modello regolamentare di delega con strumenti idonei a garantire la vigilanza sui delegati, e potenziare l’interoperabilità dei sistemi e la governance dei dati.
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Nota della Redazione
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