Referto sul controllo della gestione finanziaria 2023 di Equitalia giustizia Spa (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 73 del 19.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione finanziaria degli enti, verifica l’attuazione degli obiettivi di smaltimento dell’arretrato dei crediti di giustizia, il cui raggiungimento condiziona il riconoscimento integrale dei costi alla società in house. L’attività di gestione del Fondo unico giustizia impone al gestore di assicurare la pronta disponibilità delle somme per le restituzioni, nonché l’adeguamento della struttura organizzativa e del sistema contabile, soprattutto in vista dell’ampliamento dell’attività al c.d. Fug civile. In materia di spesa pubblica, i risparmi derivanti dall’applicazione delle norme di contenimento sono versati al bilancio dello Stato in sede di distribuzione del dividendo, nei limiti dell’utile distribuibile. La Corte sollecita un monitoraggio strutturato del contenzioso di business, al fine di presidiare una voce di costo significativa e ridurre il rischio di soccombenza, valutando un maggior ricorso al patrocinio interno.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha esercitato il controllo successivo sulla gestione finanziaria di Equitalia giustizia Spa per l’esercizio 2023, società a partecipazione pubblica, in house al Ministero della giustizia, affidataria della gestione dei crediti di giustizia e del Fondo unico giustizia. La società presenta socio unico il Ministero dell’economia e delle finanze, che esercita i diritti dell’azionista.
Il controllo, svolto con le modalità di cui all’art. 12 della legge n. 259 del 1958, ha portato all’adozione della deliberazione n. 73/2026, con la quale la Corte ha riferito alle Presidenze delle Camere il risultato del controllo eseguito sul bilancio relativo all’esercizio 2023.
La Motivazione della Corte
La Corte ha verificato l’andamento della gestione dei crediti di giustizia, caratterizzata da un incremento delle note ricevute e da una riduzione del valore dei crediti giacenti in “magazzino”, attestando il raggiungimento dell’obiettivo di smaltimento previsto dalla Convenzione con il Ministero della giustizia, che ha consentito il riconoscimento del 100 per cento dei costi sostenuti. L’esito positivo è stato però correlato anche alla riduzione dei flussi di note nel triennio precedente a causa della pandemia, segnalando la necessità di un costante adeguamento della struttura.
In relazione alla gestione del Fondo unico giustizia, la Corte ha rilevato un incremento dell’utile della gestione finanziaria, evidenziando però come non abbia ancora avuto avvio la fase del c.d. Fug civile, nonostante le previsioni normative. Ha inoltre sottolineato il perdurare della mancata attuazione degli adempimenti organizzativi e contabili necessari per il completamento della gestione, incluso il sistema di tesoreria unica.
La Corte ha dedicato attenzione all’andamento del contenzioso di business, che registra un significativo aumento del controvalore dei crediti opposti, pur in presenza di una riduzione del numero di fascicoli. Ha invitato la società a implementare attività di analisi dei dati per comprendere le ragioni dei gravami e a considerare l’incremento del patrocinio interno, chiedendo una specifica evidenza in nota integrativa sui risultati del monitoraggio.
Infine, la Corte ha verificato il rispetto delle norme di contenimento della spesa pubblica, attestando l’osservanza del limite per acquisti di beni e servizi e il versamento dei risparmi al bilancio dello Stato in sede di distribuzione del dividendo. Sul piano economico-finanziario, il referto evidenzia un utile d’esercizio di 0,88 milioni di euro e un patrimonio netto in incremento, pur con un significativo assorbimento di liquidità dovuto alla gestione operativa.
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Nota della Redazione
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