Legittime le decurtazioni della rivalutazione pensionistica introdotte dalla legge di Bilancio 2023 (Corte dei Conti Sez. giur. Toscana n. 18 del 10.02.2026)
Principi di diritto (Massima)
Le limitazioni della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici introdotte dall’art. 1, commi 309 e 310, della legge n. 197/2022 sono conformi a Costituzione, essendo state le relative questioni di legittimità costituzionale dichiarate non fondate dalla Corte costituzionale. Il meccanismo di raffreddamento rivalutativo, graduato in misura inversamente proporzionale alla consistenza del trattamento, opera verso tutti i lavoratori in quiescenza e non introduce alcuna discriminazione fondata sull’età anagrafica né ostacolo alla libera circolazione dei lavoratori. È inammissibile, per genericità, la doglianza che invoca la violazione dei principi euro-unitari senza adeguata argomentazione. Accertata la legittimità della normativa presupposta, va rigettata la domanda di rideterminazione del trattamento pensionistico senza le decurtazioni applicate dall’INPS.
Il Fatto
Il ricorrente ha chiesto l’accertamento del proprio diritto alla rideterminazione del trattamento pensionistico in atto, senza le decurtazioni derivanti dall’art. 1, commi 309 e 310, della legge n. 197/2022, applicate dall’INPS a far data dal 1° gennaio 2023, previa rimessione degli atti alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia.
L’INPS ha eccepito la pendenza di analoga questione di legittimità costituzionale, sollevata dalla stessa Sezione in altra composizione, chiedendo il rinvio o la sospensione impropria del giudizio. Il giudice ha disposto due rinvii della discussione, in attesa della definizione delle questioni incidentali, e la causa è stata infine rimessa in decisione all’udienza del 28 gennaio 2026.
La Motivazione della Corte
Il giudice rileva anzitutto la contumacia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero del Lavoro. Passa poi al nucleo della questione: la Corte costituzionale, con le sentenze nn. 19/2025 e 167/2025, ha esaminato le disposizioni legislative intervenute in tema di dinamica rivalutativa degli assegni pensionistici, ritenendo legittime le limitazioni previste dalla legge di Bilancio 2023.
In particolare, con la prima pronuncia è stato ritenuto conforme a Costituzione il meccanismo di raffreddamento della rivalutazione, in riferimento agli artt. 1, comma 1, 3, comma 2, 4, comma 2, 23, 36, comma 1, e 38, comma 2, Cost.; con la seconda è stata dichiarata non fondata l’ulteriore questione riferita all’art. 53 Cost.
Quanto ai profili euro-unitari, il giudice osserva che la giurisprudenza contabile si è pacificamente attestata in senso negativo su entrambi i quesiti: il divieto di discriminazione basato sull’età e la violazione del diritto alla libera circolazione dei lavoratori. L’intervento normativo si colloca nel solco di quelli adottati negli esercizi precedenti e persegue finalità di sostenibilità del sistema pensionistico in un’ottica solidaristica.
Il meccanismo, graduando il sacrificio in ragione della consistenza del trattamento, riguarda tutti i lavoratori in quiescenza e non determina alcuna discriminazione anagrafica all’interno della categoria dei pensionati. Quanto all’art. 45 TFUE e al Regolamento n. 1408/1971, la questione è stata prospettata in modo del tutto generico, senza argomentazioni a supporto, e va pertanto ritenuta palesemente inammissibile. Il giudice richiama sul punto la giurisprudenza contabile, tra cui la sentenza della Sezione giurisdizionale per la Puglia n. 278/2025 e le sentenze della Sezione per la Toscana nn. 129/2025 e 141/2025.
Alla luce di ciò, accertata la legittimità della normativa presupposta, la domanda di rideterminazione del trattamento pensionistico senza le decurtazioni applicate dal 1° gennaio 2023 è rigettata. La novità delle questioni trattate giustifica la compensazione delle spese di lite.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.