Approvazione del Piano di lavoro ai fini della dichiarazione di affidabilità del rendiconto regionale (Corte dei Conti Sez. contr. Friuli-Venezia Giulia n. 5 del 12.02.2026)
Principi di diritto (Massima)
La dichiarazione di affidabilità del rendiconto generale della Regione (DAS), prevista dall’art. 33, comma 3, del d.P.R. n. 902/1975, si inserisce nel ciclo di bilancio quale atto propedeutico e strumentale al giudizio di parificazione. L’attività istruttoria finalizzata al suo rilascio configura un controllo successivo di legittimità e regolarità contabile, non caratterizzato da effetto impeditivo dell’efficacia degli atti controllati. Tale controllo impone, comunque, un dovere di attivazione e di attenzione da parte dell’Amministrazione regionale a fronte dei rilievi formulati, in considerazione dei possibili riflessi in termini di responsabilità amministrativa.
Il Fatto
La Sezione di controllo per la regione Friuli Venezia Giulia ha adottato il Piano di lavoro per il rilascio della dichiarazione di affidabilità del rendiconto generale della Regione per l’esercizio 2025. La deliberazione si colloca nell’ambito delle funzioni di controllo attribuite alla Corte dei conti dall’art. 100, comma 2, della Costituzione e dalle norme di attuazione dello Statuto speciale, in particolare dall’art. 33, comma 3, del d.P.R. n. 902/1975, come modificato dal d.lgs. n. 125/2003.
Il provvedimento recepisce le indicazioni fornite dalla Sezione delle Autonomie con la deliberazione n. 10/SEZAUT/2025/INPR, che ha approvato le linee di orientamento per le parifiche dei rendiconti generali delle Regioni e Province autonome, fornendo specifiche indicazioni sulla DAS. La necessità di approvare il Piano discende dall’esigenza di definire preventivamente le modalità di verifica dell’affidabilità del rendiconto, secondo quanto richiesto dalla normativa di settore.
La Motivazione della Corte
La Sezione osserva che la DAS trova il suo principale riferimento nell’espletamento delle funzioni di audit finanziario della Corte dei conti europea e, in particolare, nell’art. 248 del Trattato CE, oggi art. 287 TFUE, che prevede la presentazione annuale al Parlamento e al Consiglio di una dichiarazione concernente l’affidabilità dei conti e la regolarità delle operazioni sottostanti. L’obiettivo è verificare la regolarità e legittimità delle operazioni finanziarie, fornendo alle parti interessate una valutazione sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Il Piano di lavoro conferma, anche per l’esercizio 2025, un campione di 50 operazioni da sottoporre a verifica, di cui 27 individuate con campionamento statistico casuale e 23 con scelta professionale. Le aree tematiche prescelte riguardano residui, debiti fuori bilancio, fondi comunitari e fondi PNRR, incarichi a soggetti esterni, procedure di erogazione di contributi e contratti. La dimensione del campione è ritenuta sufficientemente rappresentativa per trarre valutazioni sull’affidabilità dei conti, considerando i tempi contingentati del controllo nel ciclo di parifica e l’organizzazione delle risorse umane interne.
La Sezione richiama il costante orientamento della giurisprudenza contabile in materia di verifica del funzionamento dei controlli interni, secondo cui la scelta del campione deve considerare la natura dei documenti e la loro capacità di registrare i fenomeni più rilevanti della gestione. L’attenzione va rivolta verso i settori maggiormente esposti a errori e irregolarità, consentendo all’Amministrazione di monitorare con maggiore attenzione le aree critiche (cfr. Sezione di controllo per la Lombardia n. 56/2019/VSGC e n. 200/2023/VSGC; Sezione di controllo per la Puglia deliberazione n. 16/2024/VSGC; Sezione di controllo per l’Emilia-Romagna n. 29/2021/VSGC).
La valutazione dei risultati del controllo è affidata a un giudizio professionale che non si limita a contare le irregolarità ma le pondera, articolandosi in relazione alla gravità sotto il profilo delle regole giuridiche e contabili, all’entità dei volumi finanziari interessati, all’eventuale impatto sugli equilibri generali del rendiconto e al carattere episodico o sistematico delle violazioni rilevate. L’esame parte dall’attività gestionale e contabile dell’esercizio 2025 ed è diretto alla verifica della regolarità intrinseca ed estrinseca delle procedure.
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Nota della Redazione
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