Controllo Corte conti sul bilancio CONI: avanzo di 121 mila euro (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 110 del 29.09.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti pubblici sottoposti a vigilanza si conclude con una determinazione con cui la Sezione riferisce al Parlamento il risultato dell’esercizio, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958. Il giudizio di regolarità contabile non esaurisce il sindacato: la Corte valuta l’equilibrio economico-patrimoniale, la sostenibilità della spesa e l’adeguatezza degli assetti organizzativi. Il riscontro di un risultato economico positivo non esclude la segnalazione di gestioni strutturalmente in perdita, destinate a erodere il patrimonio netto dell’ente in assenza di correttivi. Sul piano del finanziamento, il contributo statale rapportato alle entrate tributarie del settore sportivo costituisce la dotazione ordinaria dell’ente, la cui insufficienza rispetto ai fabbisogni istituzionali integra un fattore di rischio segnalato al Parlamento.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha esaminato il bilancio di esercizio 2023 del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ente pubblico non economico sottoposto al controllo contabile sin dal d.P.R. 25 aprile 1961. Il bilancio, approvato con delibera del Consiglio nazionale, è stato trasmesso alla Corte con le relazioni della Giunta nazionale e del Collegio dei revisori, in adempimento dell’art. 4, comma 2, della legge n. 259 del 1958.
L’esercizio si chiude con un avanzo economico di 120.890 euro, in flessione rispetto ai 186.096 euro del 2022, e con disponibilità liquide salite a 59,8 milioni. A fronte del risultato positivo aggregato, la Corte rileva perdite strutturali concentrate nella gestione dei centri di preparazione olimpica, dell’Istituto di medicina e scienza dello sport e dei Comitati regionali.
La Motivazione della Corte
La relazione ricostruisce l’assetto normativo dell’ente, profondamente inciso dalla legge costituzionale 26 settembre 2023, n. 1, che ha inserito il valore educativo e sociale dell’attività sportiva nell’art. 33 della Costituzione, e dal riordino operato con il d.lgs. 23 luglio 1999, n. 242. Sul piano finanziario, la Corte segnala la riforma del finanziamento introdotta dall’art. 4 del d.l. 31 maggio 2024, n. 71, che dal 2026 fissa in misura non inferiore a 410 milioni annui il livello complessivo delle risorse per CONI, Sport e salute Spa e Nado Italia.
Il Collegio dei revisori ha attestato la corrispondenza del bilancio alle risultanze contabili e il rispetto delle misure di contenimento della spesa pubblica, con un impatto economico di 1,327 milioni. Il Mef ha espresso parere favorevole, invitando l’ente a monitorare la spesa per il personale e l’andamento di crediti e debiti.
La Corte si sofferma sulla crescita dei crediti verso clienti, passati da 15,2 a 26,2 milioni, e dei debiti verso fornitori, saliti a 21 milioni, segnalando la necessità di un attento presidio delle poste commerciali. Rileva inoltre l’aumento delle consulenze e collaborazioni esterne, pari a 4,7 milioni con un incremento del 208,96 per cento, e richiama l’ente a ricorrere a tali esternalizzazioni solo in presenza di esigenze straordinarie e di carenza di strutture interne.
Sul versante squisitamente contabile, la Corte dà atto del risultato positivo della gestione centrale e del settore marketing, compensato dal risultato negativo dei Comitati regionali, in perdita per 507 mila euro. Le gestioni dei centri di preparazione olimpica, della preparazione olimpica e dell’Istituto di medicina e scienza dello sport restano in disavanzo, confermando che i ricavi non coprono i costi di tali attività istituzionali.
La relazione si conclude con la comunicazione alle Presidenze delle due Camere, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, del bilancio di esercizio e della relazione stessa quale parte integrante. La Corte formula all’ente raccomandazioni di razionalizzazione della spesa e di attenta programmazione, subordinando la sostenibilità futura della gestione alla stabilità del contributo statale e al contenimento dei costi di struttura.
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Nota della Redazione
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