Controllo concomitante su Piano BUL aree bianche criticità e raccomandazioni (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 71 del 23.12.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo concomitante di cui all’art. 22 del d.l. n. 76 del 2020, esercitato sui principali piani e progetti di rilancio dell’economia, mira a stimolare la corretta azione amministrativa ed è funzionale a prevenire gravi carenze gestionali e ritardi. Ove il Collegio accerti criticità che, allo stato degli atti, non raggiungono la soglia di gravità prevista dall’art. 11 della legge n. 15 del 2009 e dallo stesso art. 22 del d.l. n. 76 del 2020, il controllo non esita nelle conseguenze tipizzate da tali disposizioni, ma si traduce nella formulazione di raccomandazioni volte a stimolare un percorso auto-correttivo dell’Amministrazione. La delega di funzioni non spoglia il delegante di ogni competenza, ma gli impone una diligente verifica sul corretto e tempestivo esercizio delle funzioni demandate, sicché la mancata attivazione di un flusso informativo continuo integra un deficit di vigilanza.
Il Fatto
Il Piano banda ultralarga nelle aree bianche figura tra gli interventi sottoposti a verifica ex art. 22 del d.l. n. 76 del 2020, in continuità con il ciclo di controllo del 2024. La precedente indagine aveva rilevato una sensibile dilatazione dei tempi di realizzazione e aveva formulato specifiche raccomandazioni al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il controllo è proseguito nel 2025 per valutare le misure adottate in risposta a tali raccomandazioni e per verificare lo stato di avanzamento dell’infrastruttura alla data del 1° novembre 2025.
Esaurita l’istruttoria e acquisite le controdeduzioni del Ministero, il Collegio è stato chiamato a stabilire se le criticità riscontrate integrassero le conseguenze tipizzate dalla legge o richiedessero, invece, un nuovo intervento di stimolo mediante raccomandazioni.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ricostruisce anzitutto il quadro normativo. Il controllo concomitante previsto dall’art. 22 del d.l. n. 76 del 2020 è teso a stimolare la corretta azione amministrativa ed è volto a evitare gravi carenze gestionali e ritardi. Qualora il Collegio accerti ritardi o carenze che non raggiungono la soglia di gravità prevista dalle disposizioni richiamate, l’esito è la formulazione di raccomandazioni per attivare un percorso auto-correttivo.
Quanto al merito, il Collegio rileva che la nuova data di conclusione del Piano è fissata nell’ultimo quadrimestre del 2026, con un ulteriore slittamento rispetto alle precedenti stime. Il ritardo è ascritto in prevalenza alla presenza dei cc.dd. Comuni critici, pari a 116 enti, prevalentemente collocati nelle aree del nord-ovest, ove oltre la metà delle criticità ricade nella categoria dei permessi e delle autorizzazioni.
Sul piano della vigilanza, il Collegio dà atto del significativo progresso delle azioni poste in essere dal Ministero nel 2025. Il monitoraggio rafforzato ha consentito la messa a disposizione di un flusso informativo continuo, e le cc.dd. “War Room” bisettimanali sono divenute sede istituzionalizzata di confronto, con effetto positivo sulla riduzione dei Comuni critici. Il Collegio richiama peraltro il principio per cui la delega di funzioni non spoglia il delegante di ogni competenza, imponendogli una diligente verifica sull’esercizio delle funzioni demandate.
Il Collegio esamina poi il quadro finanziario. La revisione dei PEF, conclusa nel dicembre 2024, si è concretizzata in un contributo pubblico aggiuntivo di 660 milioni, nell’estensione della durata delle concessioni e nel riconoscimento di un valore di subentro, con un incremento del valore economico del contratto pari a circa un quarto dell’aggiudicazione originaria. I ritardi sono stati governati mediante le penali, comminate per complessivi 80,3 milioni, ma solo poco meno di 2 milioni risultano incassati, e il 56 per cento delle penali richieste è oggetto di contestazione giudiziaria, con impatto sull’effettiva efficacia dell’enforcement contrattuale.
Alla luce di tali rilievi, il Collegio accerta le criticità di cui alla parte motiva, ritenendole non integranti la soglia di gravità delle disposizioni richiamate, e raccomanda al Ministero di garantire la realizzazione delle attività residue nel rispetto dell’ultimo cronoprogramma, di intensificare la vigilanza avvalendosi del flusso informativo continuo e di attivare ogni iniziativa utile a governare le problematiche dei Comuni critici, assicurando il completamento del progetto nelle tempistiche definite.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.