Controllo concomitante su ritardi e misure autocorrettive nell’itinerario Ragusa-Catania (Corte dei Conti Coll. contr. concomitante n. 58 del 22.12.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il percorso autocorrettivo dell’Amministrazione, conseguente a una deliberazione del Collegio del controllo concomitante che abbia accertato criticità non gravi e formulato raccomandazioni, costituisce espressione di discrezionalità e può anche non essere attivato. Tuttavia, ove le criticità accertate come non gravi non siano tempestivamente rimosse, o si accompagnino a ulteriori irregolarità o deviazioni, esse possono trasmodare in gravi nel prosieguo della gestione. In tal caso il Collegio, preso atto di misure correttive solo parziali, ne accerta l’insufficienza a superare le criticità e riserva a successiva istruttoria la verifica dell’effettivo superamento, anche alla luce del deferimento.
Il Fatto
La vicenda riguarda l’itinerario Ragusa-Catania, collegamento viario fra lo svincolo della SS 514 di Chiaramonte con la SS 115 e lo svincolo della SS 194 Ragusana, articolato in quattro lotti e affidato alla gestione commissariale con il concorso del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e di ANAS.
Con la deliberazione n. 35/2025/CCC il Collegio aveva accertato criticità nei tempi di esecuzione dei lavori e formulato una raccomandazione, rivolta al Commissario straordinario e al Ministero, di intensificare controllo, impulso e vigilanza su ANAS e sulle imprese aggiudicatarie. Acquisiti i riscontri del Commissario e del Ministero, il Collegio è tornato sulla misura per valutare l’attivazione del percorso autocorrettivo.
La Motivazione della Corte
Il Collegio muove da una premessa di sistema, confortata dalla propria costante giurisprudenza (deliberazioni nn. 11, 15, 22, 24 e 25 del 2022, nn. 2, 3 e 4 del 2023, nn. 2, 28 e 32 del 2024): l’attivazione del percorso autocorrettivo è frutto di una valutazione discrezionale dell’Amministrazione, che può persino decidere di non darvi luogo, e la stessa discrezionalità governa il quomodo delle misure.
Tuttavia, rileva il Collegio, la criticità accertata come non grave in un piano a gestione pluriennale può trasmodare in grave nel corso della gestione, se non corretta tempestivamente o se accompagnata da ulteriori irregolarità o deviazioni. La mancata rimozione delle criticità, o l’adozione di misure macroscopicamente inidonee o di rispetto solo formale delle raccomandazioni, può fondare gli esiti più radicali del controllo concomitante.
Sul piano istruttorio, il Collegio prende atto che, rispetto alla deliberazione n. 35/2025, si è registrato un ulteriore slittamento dei termini di conclusione dei lavori per tutti e quattro i lotti, con avanzamenti contabili e fisici ancora contenuti. In particolare, il lotto III si conferma quello più critico, segnato dall’abbandono del cantiere, dalla procedura di risoluzione in danno e dalla modifica soggettiva dell’appaltatore, con subentro della mandante quale unica esecutrice.
Il Collegio osserva che i dati, pur mostrando per i lotti 1, 2 e 4 un incremento delle lavorazioni, non manifestano l’adeguata accelerazione auspicata. Commissario e Ministero hanno sì proseguito azioni correttive coerenti con la raccomandazione, ma esse non sono sufficienti a superare le criticità accertate, che allo stato permangono. Di qui l’accertamento esposto in motivazione: misure autocorrettive solo in parte assunte, con criticità ancora sussistenti.
Il Collegio riserva pertanto a una successiva istruttoria la verifica dell’effettivo superamento delle criticità, nonché della definitiva implementazione e idoneità del percorso autocorrettivo a consentire la corretta e tempestiva ultimazione dei quattro lotti funzionali, in considerazione della rilevante ricaduta dell’investimento sul benessere della comunità locale, regionale e nazionale.
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Nota della Redazione
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