La Corte dei conti al controllo sulla gestione 2023 dell’Ausl di Piacenza individua cinque criticità contabili (Corte dei Conti Sez. contr. Emilia-Romagna n. 2 del 22.01.2026)
Principi di diritto (Massima)
Nell’ambito del controllo sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale, la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti verifica il conseguimento dell’equilibrio economico-finanziario, l’osservanza del vincolo di finalizzazione dell’indebitamento a spese di investimento, la sostenibilità del debito e l’assenza di irregolarità suscettibili di pregiudicare gli equilibri di bilancio. La mancata ammissione al finanziamento di spese rendicontate su fondi FESR, l’incremento di crediti vetusti verso la Regione per investimenti, il ritardo nei pagamenti delle transazioni commerciali, la mancata riconciliazione di partite debitorie e creditorie e il procrastinarsi dei termini di fine lavori di interventi di edilizia sanitaria costituiscono profili di criticità che impongono all’ente l’adozione di misure correttive e alla Regione il controllo sulla loro osservanza.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna ha esaminato la documentazione relativa al bilancio di esercizio 2023 dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Piacenza, acquisita tramite la relazione-questionario del Collegio sindacale, la nota integrativa e la relazione sulla gestione. L’Azienda ha chiuso l’esercizio con un utile di 3.004,78 euro, superando la perdita prevista di -69.909.416 euro.
Nel corso dell’istruttoria sono stati richiesti chiarimenti all’Azienda e alla Regione in merito ad alcune voci contabili; l’esame ha evidenziato diverse criticità, relative a perdite su crediti, all’accumulo di posizioni creditorie verso la Regione, ai tempi di pagamento dei fornitori e allo stato di avanzamento di alcuni interventi di edilizia sanitaria.
La Motivazione della Corte
La Sezione ha inquadrato il proprio intervento nell’ambito del controllo di legalità e regolarità sui rendiconti degli enti del Servizio sanitario nazionale, ai sensi dell’art. 1, commi 3 e 4, del D.L. n. 174/2012. Ha richiamato la giurisprudenza della Corte costituzionale (sentenze n. 39/2014 e n. 157/2020) per sottolineare la natura cogente degli esiti del controllo, che può condurre all’obbligo di rimuovere le irregolarità e ripristinare gli equilibri di bilancio.
Con riferimento alla perdita su crediti di 960.844,91 euro, la Sezione ha ritenuto i chiarimenti dell’Ente non sufficienti a superare la criticità del mancato beneficio di contributi FESR, raccomandando un’accorta gestione delle risorse, poiché la loro dispersione può configurare un danno erariale.
In merito all’aumento dei crediti verso la Regione per finanziamenti di investimento (5.054.069,00 euro), la Sezione ha osservato che il giudizio di vetustà ha natura dinamica e ha richiamato l’Azienda alla tempestiva conclusione e rendicontazione degli interventi in corso.
Quanto ai ritardi nei pagamenti delle transazioni commerciali (55.901.248,65 euro, pari al 19,74% del totale), la Sezione ha invitato l’Azienda a risolvere le problematiche di tracciatura delle fatture sospese nel nuovo applicativo contabile, rammentando l’incidenza sul trattamento retributivo dei dirigenti responsabili.
La Sezione ha, infine, rilevato la mancata riconciliazione di alcuni rapporti di debito e credito e il procrastinamento della data di fine lavori di due interventi di edilizia sanitaria, già oggetto di risoluzione contrattuale e di precedenti richiami. Ha pertanto disposto che l’Ausl si conformi alle indicazioni della pronuncia, con la vigilanza della Regione.
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Nota della Redazione
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