Controllo sulla gestione finanziaria del FAPPS per l’esercizio 2023 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 141 del 05.12.2025)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti pubblici non economici sottoposti a vigilanza si conclude con una relazione alle Presidenze delle due Camere, ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, che riferisce il risultato del controllo senza funzione sanzionatoria. L’ente è tenuto a rispettare i termini di approvazione del rendiconto prescritti dall’art. 38, comma 4, d.P.R. n. 97 del 2003. L’avanzo di amministrazione può essere utilizzato, ai sensi dell’art. 45, comma 3, d.P.R. n. 97 del 2003, per spese di investimento o per assicurare l’equilibrio di bilancio; la sua erosione per spese correnti pregiudica la capacità futura di sostenere il livello di spesa. La Sezione formula raccomandazioni, non vincolanti, cui l’ente deve conformarsi.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti ha esaminato il rendiconto dell’esercizio finanziario 2023 del Fondo di assistenza per il personale della Polizia di Stato (FAPPS), trasmesso dalla Presidenza e dal Collegio dei revisori ai sensi dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958. L’ente è un ente pubblico non economico, con sede in Roma, posto sotto la vigilanza del Ministero dell’interno.
Il rendiconto 2023 è stato approvato dal Consiglio di amministrazione solo il 6 giugno 2024, con il verbale n. 312, in reiterato ritardo rispetto al termine del 30 aprile previsto dall’art. 38, comma 4, d.P.R. n. 97 del 2003. La Sezione riferisce al Parlamento il risultato del controllo sulla gestione.
La Motivazione della Corte
La Corte ricostruisce anzitutto il quadro finanziario. L’esercizio 2023 evidenzia un disavanzo di competenza di euro 6.123.883,54, determinato dal divario tra entrate accertate (euro 11.547.633) e spese impegnate (euro 17.671.516,54). Il disavanzo è in parte riconducibile all’acquisto di titoli di Stato per euro 5.000.000; la restante quota trova copertura nell’avanzo di amministrazione, che si riduce del 24,9 per cento, passando da euro 24.300.401,43 a euro 18.253.235,25.
Il Collegio dei revisori, richiamato il comma 3 dell’art. 45 del d.P.R. n. 97 del 2003, osserva che l’erosione dell’avanzo per spese correnti pregiudica la capacità futura di sostenerne il livello. La Sezione condivide e raccomanda di pianificare le spese correnti in coerenza con tale dettato. Registra inoltre la diminuzione dell’avanzo economico (euro 214.706, -92,6 per cento) e della consistenza di cassa, scesa a euro 21.812.365.
Sul piano della gestione caratteristica, le uscite per prestazioni istituzionali ammontano a euro 4.193.551, con aumento del 18,4 per cento, per l’erogazione di contributi al personale colpito dall’alluvione in Emilia Romagna e dalle frane in Friuli Venezia Giulia, e per l’assistenza ai cronici nell’ambito del Piano Marco Valerio. L’indice di copertura resta positivo, con saldo inutilizzato di euro 7.342.494.
La Corte rileva poi il reiterato ritardo nell’approvazione del consuntivo, con riflessi negativi sulla programmazione della spesa e sulla capacità dell’ente di attuare i propri obiettivi istituzionali. Raccomanda il rispetto dei termini prescritti. Segnala inoltre la rilevante consistenza dei residui passivi (euro 4.730.226, +83,3 per cento) e invita a iscrivere in entrata solo le somme di cui si ha certezza dell’accreditamento e a impegnare spese solo a fronte di obbligazioni giuridiche perfezionate.
Sul versante negoziale, la Sezione invita il Fondo, considerato il numero di affidamenti diretti extra Consip e MePA, a rispettare il principio di rotazione e ad avvalersi delle procedure di acquisto Consip. In materia di trasparenza, l’ente ha rappresentato di stare provvedendo alla creazione di una propria sezione «Amministrazione trasparente»; la Sezione prende atto e invita a pubblicare tutti i dati richiesti dal d.lgs. n. 33 del 2013, compresi i referti della Corte.
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Nota della Redazione
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