Svalutazione delle note di credito da ricevere per la mobilità interregionale e inattendibilità del risultato di esercizio (Corte dei Conti Sez. contr. Emilia-Romagna n. 85 del 17.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
Le note di credito da ricevere iscritte in bilancio per prestazioni di mobilità sanitaria interregionale, ove riferite a crediti meramente probabili ma non certo, non possono essere contabilizzate quali componenti positivi di reddito, dovendo essere indicate a titolo informativo, senza migliorare in modo inattendibile il risultato dell’esercizio di competenza. Qualora, invece, si tratti di crediti certi ma di incerta riscossione, l’ente sanitario è tenuto ad adottare specifici meccanismi di svalutazione, iscrivendo un apposito fondo svalutazione crediti già nell’esercizio in cui il diritto sorge. Lo stralcio posticipato di tali poste, a seguito della definizione dei saldi di mobilità, configura un’irregolarità suscettibile di minare l’attendibilità del bilancio e di gravare la gestione dell’esercizio successivo.
Il Fatto
La Sezione regionale di controllo ha esaminato il bilancio di esercizio di un’Azienda Unità Sanitaria Locale, accertando un risultato di esercizio negativo per diverse decine di milioni di euro. La gestione straordinaria 2024 è risultata pesantemente condizionata dall’iscrizione di insussistenze passive per oltre 35 milioni di euro, derivanti dallo stralcio di note di credito da ricevere relative alla mobilità sanitaria extraregionale per l’anno 2022. L’importo, integralmente finanziato da un contributo regionale assegnato nel medesimo esercizio, è stato eliminato dai bilanci dell’ente a seguito dell’allineamento delle scritture contabili ai valori definitivi della mobilità interregionale, riconosciuti a livello nazionale nell’ambito del riparto del Fondo sanitario. L’Azienda ha riferito che le stime iniziali, coerenti con le indicazioni regionali che fissavano come tetto la produzione del 2020, erano state superate dal volume effettivo di attività del 2022.
La Motivazione della Corte
Il Collegio ha rammentato la funzione del controllo di legalità e regolarità sui bilanci degli enti del Servizio sanitario nazionale, volto ad accertare l’assenza di irregolarità capaci di pregiudicare gli equilibri economico-finanziari. Ha richiamato la disciplina sulla contabilizzazione dei contributi regionali per il ripiano delle perdite, che impone di non alterare il risultato dell’esercizio di assegnazione.
In punto di diritto, la Sezione ha ritenuto non corretta la prassi di iscrivere nell’esercizio di competenza note di credito da ricevere sovrastimate, per poi stralciarle a distanza di due anni come insussistenze passive. Tale condotta, tenuta su indicazione della Regione e già censurata in sede di parificazione del rendiconto regionale, ha determinato un miglioramento inattendibile del risultato del 2022 e un successivo peggioramento del risultato del 2024, sul quale ha gravato la perdita. L’ente ha sopportato il costo dell’operazione, poi ripianato con risorse pubbliche regionali.
La Sezione ha osservato che i crediti da mobilità attiva, attesa la complessità della regolazione nazionale, dovrebbero essere trattati con maggiore prudenza. I crediti di futura e incerta esigibilità non possono essere contabilizzati come ricavi certi, ma vanno distinti a seconda della loro natura: se probabili ma non certi, devono essere rappresentati solo a scopo informativo; se certi ma di incerta riscossione, richiedono l’adozione di meccanismi di svalutazione già nell’esercizio di competenza. La mancata applicazione di tale principio ha reso inattendibile il risultato del 2022 e ha compresso quello del 2024.
Oltre alla criticità principale, la Sezione ha rilevato una modesta percentuale di incasso dei ticket per prestazioni di Pronto Soccorso in codice bianco, una rilevante componente del contenzioso relativa a crediti ceduti da operatori privati accreditati, il superamento del limite della spesa farmaceutica e l’aumento delle consulenze e collaborazioni non sanitarie. Per ciascun profilo ha impartito indicazioni correttive, invitando l’Azienda a conformarsi e l’Amministrazione regionale a vigilare sull’osservanza.
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Nota della Redazione
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