Danni da esondazione di canali di scolo: competenza del TRAP anche per acque meteoriche (Cass. civ. Sez. 3 n. 14035 del 13.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
Ai sensi dell’art. 140, lett. e), r.d. n. 1775/1933, sono devolute alla competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche tutte le domande, comunque motivate, rivolte contro il proprietario o gestore di un’opera idraulica ed intese ad ottenere il risarcimento di un danno causato dal modo in cui tale opera è stata realizzata, gestita o mantenuta. La competenza del giudice specializzato ricorre quando l’opera idraulica abbia svolto il ruolo di causa o concausa dell’evento dannoso, a nulla rilevando la natura meteorica delle acque esondate, purché esse fossero già convogliate nel sistema di regimentazione. La competenza va determinata in base alla causa petendi dedotta in domanda, restando irrilevanti le contestazioni del convenuto.
Il Fatto
Un’azienda agricola conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale regionale delle acque pubbliche di Napoli l’ente di bonifica, l’ANAS, la società di gestione ferroviaria, la Regione e altri soggetti, chiedendo il risarcimento dei danni subiti dal proprio fondo a seguito dell’esondazione di canali di scolo verificatasi durante un violento evento atmosferico. L’attrice imputava il danno alla cattiva manutenzione e all’insufficienza strutturale delle opere idrauliche di regimentazione, nonché all’omessa rimozione dei detriti che ne ostruivano il deflusso.
Il TRAP dichiarava la propria incompetenza per materia ritenendo che le acque meteoriche non rientrassero nel novero delle acque pubbliche. Riassunta la causa dinanzi al Tribunale ordinario di Castrovillari, quest’ultimo sollevava regolamento di competenza d’ufficio, ritenendo invece sussistente la competenza del giudice specializzato alla luce della recente giurisprudenza di legittimità.
La Motivazione della Corte
La Corte di Cassazione muove dal principio enunciato dalle Sezioni Unite n. 23332 del 2024, secondo cui la competenza del TRAP prescinde dall’esistenza di un previo provvedimento amministrativo, da una condotta commissiva piuttosto che omissiva, e dalla connessione tra l’opera fonte di danno e l’attività istituzionale della pubblica amministrazione. È sufficiente che il danno sia causato dall’opera idraulica perché si radichi la competenza del giudice specializzato.
La Corte osserva che la competenza va determinata avendo riguardo alla prospettazione attorea, restando irrilevanti le contestazioni del convenuto. Nel caso di specie, la domanda era fondata sull’inadeguatezza strutturale e funzionale dei canali di scolo e sulla loro mancata manutenzione, essendo le acque meteoriche già state raccolte e convogliate all’interno delle opere idrauliche.
L’elemento decisivo non è quindi la natura originariamente meteorica delle acque, ma la circostanza che esse fossero inserite in un sistema di regimentazione affidato a specifiche opere idrauliche, delle quali si denunciava la carente gestione. In tal senso, non è condivisibile l’assunto del TRAP secondo cui la natura meteorica delle acque escluderebbe la competenza per difetto del requisito delle acque pubbliche.
La Corte richiama il precedente di Cass. n. 4954 del 2025, relativo a danni da esondazione per carente manutenzione di opere di regimentazione, affermando la piena analogia con la fattispecie in esame. La domanda risarcitoria, essendo astrattamente prospettata come derivante dall’opera idraulica e dalla sua non adeguata manutenzione, radica la competenza del TRAP di Napoli ai sensi dell’art. 140, lett. e), r.d. n. 1775/1933.
La Corte accoglie pertanto il regolamento d’ufficio e dichiara la competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche di Napoli, fissando il termine di tre mesi per la riassunzione.
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Nota della Redazione
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